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Archivio dell'autore: Pinuccia Dattoli

La strada per Dio

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La strada per Dio 
Bruno Ferrero
Molti eremiti abitavano nei dintorni della sorgente. Ognuno di loro si era costruito la propria capanna e passava le giornate in profondo silenzio, meditando e pregando. Ognuno, raccolto in se stesso, invocava la presenza di Dio.
Dio avrebbe voluto andare a trovarli, ma non riusciva a trovare la strada. Tutto quello che vedeva erano puntini lontani tra loro nella vastità del deserto. Poi, un giorno, per una improvvisa necessità, uno degli eremiti si recò da un altro. Sul terreno rimase una piccola traccia di quel cammino. Poco tempo dopo, l’altro eremita ricambiò la visita e quella traccia si fece più profonda. Anche gli altri eremiti incominciarono a scambiarsi visite.
La cosa accadde sempre più frequentemente. Finché, un giorno, Dio, sempre invocato dai buoni eremiti, si affacciò dall’alto e vide che vi era una ragnatela di sentieri che univano tra di loro le capanne degli eremiti. Tutto felice, Dio disse: “Adesso si! Adesso ho la strada per andarli a trovare”.
Ma com’è difficile tracciare uno di quei sentierini.

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Buona Domenica

 

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Trovarti!
Là, racchiuso nel tabernacolo, desidero trovarti, o Signore che amo.
Nascondendoti ai miei occhi, tu obblighi l’anima mia a cercarti.
Ma a coloro che ti cercano, tu hai promesso che ti avrebbero trovato.
A coloro che bussano alla tua porta, hai affermato che avresti aperto.
Spalanca dunque la porta del tuo tabernacolo e più ancora la porta del tuo Cuore;
perché non voglio soltanto accostarmi a te dal di fuori, ma penetrare nell’intimo più che mi è possibile.
Voglio trovarti in tutta la ricchezza della tua divinità, in tutta la pienezza del tuo amore.
Introducimi nel tuo mistero, immergimi nell’abisso della tua infinità.
Voglio trovare in Te il mio Dio, l’infinito al quale tutto il mio essere anela.
Voglio trovare in Te il mio Diletto, colui che mi ha chiamato a dargli tutto.
Aiutami a trovarti sempre più e a non perdere mai quello che ho trovato!

Signore che sei venuto così vicino a me
Non voglio rimanere a distanza, né semplicemente adorarti come la creatura adora il suo Creatore.
Non voglio limitarmi a guardarti da lontano, a implorarti nella tua sovrana maestà.
Poiché tu hai voluto venirmi così vicino, desidero il contatto più intimo.
Vengo a Te perché si effettui l’unione più completa, la fusione del mio essere con il tuo.
Vorrei unire i miei pensieri ai tuoi, le mie parole a quelle che pronunci nel tuo silenzio e conformare i miei sentimenti a quelli espressi dalla tua presenza, la mia volontà alla tua volontà così perfettamente all’unisono con quella del Padre.
Vorrei fondere la mia libertà con la tua, non avere più che una spontaneità, quella che sgorga dal tuo Cuore!
Poiché ne sono incapace, compi Tu stesso questa unione, opera questa fusione con la forza sovrana del tuo amore. Finché sono davanti a Te, avvolgimi con la tua presenza e fa’ che io non sia più che una cosa sola con Te!

Dal web

Buona serata a tutti voi

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Buona notte con una preghiera

E’ bello cantare per il Signore ❤ ❤ ❤ ❤

Dal cielo scende la benedizione. Riempie il cuore e mi ristora l’anima. E’ bello averti qui, Signor Gesù. La mia speranza sei solo tu.
Alzo gli occhi al cielo e so che tu sei la, alzo le mie mani e tocco la realtà io ti adorerò in spirito e verità per l’eternità.
Alzo gli occhi al cielo e so che tu sei la, alzo le mie mani e tocco la realtà io ti adorerò in spirito e verità per l’eternità.
Dal cielo scende la benedizione. La coppa mia trabocca di olio santo, la mia preghiera giunge a Te Signore prostrandomi ai tuoi piedi adorerò.
Alzo gli occhi al cielo e so che tu sei la, alzo le mie mani e tocco la realtà io ti adorerò in spirito e verità per l’eternità.
Alzo gli occhi al cielo e so che tu sei la, alzo le mie mani e tocco la realtà io ti adorerò in spirito e verità per l’eternità, per l’eternità, per l’eternità, per l’eternità.

Chiusura del mese di Maggio

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Preghiamo ogni giorno il Santo rosario anche dopo il mese di maggio. Preghiamo con il cuore. Buona notte a tutti cari amici del web ❤

 

Preghiera di papa Francesco:  Ha sempre sottolineato l’aiuto che la Madre offre a tutti noi nel superare le difficoltà della vita.  il cuore è un mare in tempesta, dove le onde dei problemi si accavallano e i venti delle preoccupazione non cessano di soffiare! Maria è l’arca sicura in mezzo al diluvio”. Parole di papa Francesco nell’omelia della Festa della Traslazione dell’icona della Salus Popoli Romani, lo scorso gennaio. Ci ha fatto conoscere Maria che scioglie i nodi, grande e la sua devozione alla Vergine Maria

 

La donna dell’ascolto

Maria, donna dell’ascolto, rendi aperti i nostri orecchi; fa’ che sappiamo ascoltare la Parola del tuo Figlio Gesù tra le mille parole di questo mondo; fa’ che sappiamo ascoltare la realtà in cui viviamo, ogni persona che incontriamo, specialmente quella che è povera, bisognosa, in difficoltà.
Maria, donna della decisione, illumina la nostra mente e il nostro cuore, perché sappiamo obbedire alla Parola del tuo Figlio Gesù, senza tentennamenti; donaci il coraggio della decisione, di non lasciarci trascinare perché altri orientino la nostra vita.

Maria, donna dell’azione, fa’ che le nostre mani e i nostri piedi si muovano “in fretta” verso gli altri, per portare la carità e l’amore del tuo Figlio Gesù, per portare, come te, nel mondo la luce del Vangelo. Amen.

COME IL SALE- Autore: Bruno Ferrero – Libro: Solo il vento lo sa – Editore: Elledici

 

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C’era una volta un re che rispondeva al nobile nome di Enrico il Saggio. Aveva tre figlie che si chiamavano Alba, Bettina e Carlotta. In segreto, il re preferiva Carlotta. Tuttavia, dovendo designare una sola di esse per la successione al trono, le fece chiamare tutte e tre e domandò loro: “Mie care figlie, come mi amate?”.

La più grande rispose: “Padre, io ti amo come la luce del giorno, come il sole che dona la vita alle piante. Sei tu la mia luce!”.

Soddisfatto, il re fece sedere Alba alla sua destra, poi chiamò la seconda figlia.

Bettina dichiarò: “Padre, io ti amo come il più grande tesoro del mondo, la tua saggezza vale più dell’oro e delle pietre preziose. Sei tu la mia ricchezza!”.

Lusingato e cullato da questo filiale elogio, il re fece sedere Bettina alla sua sinistra.

Poi chiamò Carlotta. “E tu, piccola mia, come mi ami?”, chiese teneramente.

La ragazza lo guardò fisso negli occhi e rispose senza esitare: “Padre, io ti amo come il sale da cucina!”.

Il re rimase interdetto: “Che cosa hai detto?”.

“Padre, io ti amo come il sale da cucina”.

La collera del re tuonò terribile: “Insolente! Come osi, tu, luce dei miei occhi, trattarmi così? Vattene! Sei esiliata e diseredata!”.

La povera Carlotta, piangendo tutte le sue lacrime, lasciò il castello e il regno di suo padre. Trovò un posto nelle cucine del re vicino e, siccome era bella, buona e brava, divenne in breve la capocuoca del re.

Un giorno arrivò al palazzo il re Enrico. Tutti dicevano che era triste e solo. Aveva avuto tre figlie ma la prima era fuggita con un chitarrista californiano, la seconda era andata in Australia ad allevare canguri e la più piccola l’aveva cacciata via lui…

Carlotta riconobbe subito suo padre. Si mise ai fornelli e preparò i suoi piatti migliori. Ma invece del sale usò in tutti lo zucchero.

Il pranzo divenne il festival delle smorfie: tutti assaggiavano e sputavano poco educatamente nel tovagliolo.

Il re, rosso di collera, fece chiamare la cuoca.

La dolce Carlotta arrivò e soavemente disse: “Tempo fa, mio padre mi cacciò perchè‚ avevo detto che lo amavo come il sale di cucina che dà gusto a tutti i cibi. Così, per non dargli un altro dispiacere, ho sostituito il sale importuno con lo zucchero”.

Il re Enrico si alzò con le lacrime agli occhi: “E il sale della saggezza che parla per bocca tua, figlia mia. Perdonami e accetta la mia corona”.

Si fece una gran festa e tutti versarono lacrime di gioia: erano tutte salate, assicurano le cronache del tempo.

Voi siete il sale della terra (Matteo 5,13).

 

Buona domenica- Preghiera

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La solennità della Santissima Trinità ricorre ogni anno la domenica dopo Pentecoste, quindi come festa del Signore. Si colloca pertanto come riflessione su tutto il mistero che negli altri tempi è celebrato nei suoi diversi momenti e aspetti. Fu introdotta soltanto nel 1334 da papa Giovanni XXII, mentre l’antica liturgia romana non la conosceva.
Propone uno sguardo riconoscente al compimento del mistero della salvezza realizzato dal Padre, per mezzo del Figlio, nello Spirito Santo. La messa inizia con l’esaltazione del Dio Trinità “perché grande è il suo amore per noi”.

Fonte: http://www.santiebeati.it/dettaglio/20270

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Preghiera
Siamo qui dinanzi a te, o Spirito santo: sentiamo il peso delle nostre debolezze, ma siamo tutti riuniti nel tuo nome. Vieni a noi, assistici, accendi nei nostri cuori; insegnaci tu ciò che dobbiamo fare, mostraci tu il cammino da seguire; compi tu stesso quando da noi richiedi. Sii tu solo a suggerire e guidare le nostre decisioni, perché tu solo, con Dio Padre e con il Figlio suo hai un nome santo e glorioso. Non permettere che sia lesa da noi la giustizia, tu che ami l’ordine e la pace; non ci faccia sviare l’ignoranza, non ci renda parziali l’umana simpatia, non ci influenzino cariche e persone. Tienici stretti a te col dono della tua grazia, perché siamo una sola cosa in Te e in nulla ci discostiamo dalla serenità. Fa che riuniti nel tuo santo nome, sappiamo contemperare bontà e fermezza insieme, così da far tutto in armonia con Te nell’attesa che per il fedele compimento del dovere ci sian dati in futuro i premi eterni.

Dal notiziario Parrocchia di Codisotto

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