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Archivi categoria: Un saluto agli amici

Buone vacanze con commento di Fausto

Lascio un abbraccio a tutti voi che passate di qui.

Vi auguro delle splendide vacanze. Non so se riuscirò a commentarvi, dove vado di solito ho poca connessione internet, Mi mancherete  tutti. ❤ A presto! ❤ ❤ ❤Buone-vacanze.gif

Vi lascio un commento di Fausto buona riflessione

fausto | 8 luglio 2017 alle 12:19 
A te, carissima Pinuccia, che ami tanto il dono della vita, augurandoti buone vacanze, dedico un pensiero particolare:
IL VIAGGIO
di Fausto Corsetti
Appartiene a ciascuno di noi, inizia dalla nascita: il viaggio. Ognuno di noi viaggia, ogni giorno, ora, minuto; cresce, apprende nuove cose e ne perde altre. I percorsi di noi persone comuni non saranno scritti nelle letterature o nei libri di storia, ma ognuno di noi intraprende una strada di vita che a sua volta si intreccia con quella di molti altri. Spesso il significato del viaggio è soprattutto nella sua direzione e la sua meta può materializzarsi in modo imprevedibile e talvolta può addirittura sfuggire, può essere perennemente e vanamente inseguita.
La vita germoglia proprio dentro ciascuna delle cose che abitano il tempo e lo spazio; è mimetizzata dietro al volto di quanti incrociano i nostri passi, si alimenta dei sentimenti, delle illusioni, delle passioni, delle sconfitte che affollano il cuore di quanti osano mettersi in cammino.
Sovente ci accade di vivere e di non accorgersene, di aspettare e di non riuscire a riconoscere, di intraprendere e di restare, comunque, insoddisfatti.
Il sentiero della vita non è tracciabile, non è mai riconoscibile prima di essere percorso. E’ simile al volo di un gabbiano nel cielo, alla rotta di una barca sul mare: la traccia c’è, è riconoscibile, ma soltanto dopo, anzi proprio mentre si realizza.
Ricorda l’amore. Rimane misterioso il suo percorso, si realizza esattamente nel momento in cui si offre. Il cammino di un uomo e di una donna resta indefinibile, misterioso, eppure è avvolgente, appagante perché impastato di desiderio e di memoria, di passione e di nostalgia, di fisicità e di evanescenza, di provvisorietà e di eterno, di riconoscimento e di meraviglia.
E non c’è viaggio migliore di quello in cui si impara a lasciar scivolare dentro, nell’intimità, voci, luci, luoghi, sentimenti, timori, silenzi e spazi… consapevoli, alla fine, che nessun viaggio è definitivo.
La gioia o la delusione non vengono da fuori: affiorano dal proprio profondo.
Ciò che sazia è il desiderio. Ciò che soddisfa è l’inedito. Ciò che assicura pienezza e gioia è la capacità di cercare e di stupirsi per tutto ciò che c’è di nuovo nella vita e nei volti di coloro che la affollano.
Passare di luogo in luogo, di viaggio in viaggio, di passione in passione, di cuore in cuore, non è difficile, ma la scommessa, la sfida è un’altra: cercare, riconoscere, accogliere, far durare ciò che provvisorio non è, e che indossa tanto, tanto spesso le vesti della fragilità e del non evidente.
Il percorso, il cammino non è già tracciato e nessun viaggio è definitivo: anzi, il miglior viaggio è, incredibilmente, quello incompiuto.
Basta saper ricominciare.

 

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Preghiera

cuore-mio.gif

    Signore, L’uomo è piccolo…
Signore l’uomo è piccolo fra tutte le tue creature:
ma tu gli hai dato un potere meraviglioso.
Veramente l’uomo sta sopra tutto, ma egli sta sotto di te,Signore.
Fa che egli porga in te la sua fiducia
e che in te si abbandoni, così che trovi in te la sua realizzazione.
Eterno unico Dio

Fonte: Parrocchia di Codisotto

La nostra goccia. Di Fausto

Gocce di pioggia.jpg

E’ un argomento molto interessante, un bella riflessione, questo commento di Fausto, per questo lo condivido con tutti voi.

LA NOSTRA GOCCIA
Quante situazioni difficili nel nostro tempo, quanti “incendi” piccoli e grandi minacciano di distruggere o stanno già distruggendo valori umani e religiosi, affetti, amicizie, unità familiare, collaborazione nel lavoro, solidarietà, la pace tra i popoli…
Il Signore, un giorno, non ci domanderà se avremo cercato di risolvere tante situazioni di disagio, se avremo fatto cessare tanta sofferenza, ma ci chiederà se avremo cercato di portare la “nostra goccia” nel limite possibile; se avremo fatto in coscienza quanto potevamo, nel posto che occupiamo, nella realtà in cui viviamo…
Per chi crede, poi, resta pur sempre la possibilità di offrire, per ogni bisogno, non ultimo, l’aiuto della preghiera.
Un affettuoso abbraccio
Fausto

 

Buon Giorno

Buonasettimana

Auguro a voi tutti una felice settimana

 

FRAGILI di Fausto

rosa gocciolona.giffausto | 26 giugno 2017 alle 08:32 | Modifica
Il fascino etereo delle bolle di sapone…
Specchio evanescente della nostra natura, del nostro essere …
FRAGILI
di Fausto Corsetti
“Lo consideravo il mio migliore amico. Avevo bisogno e non si è fatto trovare. Mi aveva detto che saremmo stati di aiuto l’uno all’altro. E invece se n’è andato con la mia amica”.
“Avevo un lavoro che mi piaceva e mi gratificava. Mi hanno trasferito”.
“Mio figlio frequentava l’università e ogni esame era un trenta. Improvvisamente ha deciso di smettere”.
“Era la gioia della mia vita, lavoravo come un matto per costruire la vita insieme con lei. Si è messa con un uomo sposato”.
“Gli mancavano alcuni mesi per la pensione. Un tumore se l’è portato via in pochi giorni”.
Giornate perdute nel niente, ore affogate nella noia, interessi meschini e banali, affanni e lotte per cose senza domani…
La capacità di capire e accettare le situazioni che la vita ci presenta può essere veramente difficile, ed è in fondo un percorso che non termina mai. Siamo abituati a correre, ad inseguire gli obiettivi che ci siamo posti, e a non fare pause mentre siamo intenti a raggiungerli. C’è poco spazio per riflettere su ciò che accade, con il risultato che possiamo incontrare amarezza e tristezza.
Un’immagine che mi accompagna è quella della natura, in cui, a mio parere, in qualche modo possiamo veder riflessa la nostra esperienza, e davanti alla quale possiamo trovare un po’ di quella pace tanto cercata. Perciò nella gioia penso al sole, i bambini mi ricordano i fiori, e così via. Anche il dolore trova posto in questa corrispondenza: quando penso al dolore, penso al vento. Non si può sapere di preciso da dove provenga l’aria che ci colpisce, né sappiamo dove andrà a finire. Tutti, da bambini, ce lo siamo chiesto almeno una volta, così come di fronte al dolore ci poniamo tutti le stesse domande: chi ha voluto la morte di una persona cara? Dov’è adesso? Ha un senso la mia sofferenza?
Una cosa è certa: quando il vento è davvero forte, al punto da piegare o sradicare gli alberi delle nostre certezze e dei nostri progetti, non si può riprendere la vita del giorno precedente, si avverte che qualcosa è cambiato in profondità e spesso non sappiamo cosa sia meglio scegliere, perché il nostro cuore possa risollevarsi.
Non ci sono ricette, non c’è una prassi di sicuro effetto da seguire.
Credo che nella dimensione più profonda il dolore sia un mistero. Non condivido la posizione di chi pensa al male come ad una punizione, o come effetto di una casualità, o solo come prova da superare per una non meglio chiara felicità futura.
Solo due cose ci possono aiutare quando il nostro cammino è così in salita da farci pensare di non farcela: la speranza è la prima.
Sperare non è dire: “Chissà che domani succeda qualcosa, e che si possa dimenticare”… Non sarebbe possibile, né umano. Sperare è credere che il dolore, anche il più forte, abbia un senso, che magari non conosciamo, ma che c’è e ci aiuta a pensare che quanto accade non sia frutto del caso. Il dolore di chi cerca di avere questa consapevolezza non è meno intenso, le lacrime scorrono comunque sul viso; diversa è la fiducia che si pone nel domani, che ha un senso nonostante l’oggi.
La seconda è l’amore. Troppo spesso ci ricordiamo tardi della preziosità delle persone, di quanto siano importanti, e il rimpianto di quanto avremmo voluto fare ci appesantisce il cuore. Chi ama davvero sa guardare alle difficoltà senza perdere di vista la gioia vissuta, è grato per averla sperimentata, non cede alla tentazione di credere che tutto sia al capolinea.
Alle persone che soffrono non facciamo mancare la nostra presenza, ma non facciamoci prendere dalla voglia di usare troppe parole: se in noi saranno presenti speranza e amore, se ne accorgeranno; se rimarremo compagni di viaggio e non solo accompagnatori nel dolore, forse, in un momento che non sappiamo prevedere, la speranza rinascerà.

Atto di amore

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ATTO DI AMORE
di S. Giovanni M. Vianney – Curato D’Ars
Ti amo, mio Dio, e il mio desiderio
é di amarti fino all’ultimo respiro della mia vita.
Ti amo, o Dio infinitamente amabile,
e preferisco morire amandoti,
piuttosto che vivere un solo istante senza amarti.
Ti amo, Signore, e l’unica grazia che ti chiedo
è di amarti eternamente.
Ti amo, mio Dio, e desidero il cielo,
soltanto per avere la felicità di amarti perfettamente.
Mio Dio, se la mia lingua non può dire ad ogni istante: ti amo,
voglio che il mio cuore te lo ripeta ogni volta che respiro.
Ti amo, mio divino Salvatore, perché sei stato crocifisso per me,
e mi tieni quaggiù crocifisso con te.
Mio Dio, fammi la grazia di morire amandoti
e sapendo che ti amo.

Sognare

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Sognare

Gianni Fanzolato, Da Loreto nell’anno della misericordia 2015-2016

Chiudo gli occhi e mi butto fra le braccia della fantasia: e sogno.
Sognare è l’unico tesoro che nessuno ti può rubare e non costa niente.
Il sogno è il volo dell’anima, è passare il limite, è sfiorare la mente di Dio;
ti prende, ti circonda, ti sprona, ti affascina, ti strega e ti proietta all’infinito.
Che meraviglioso sognare un mondo dove tutti si abbracciano, mano nella mano,
e l’amore di ognuno fa crollare i muri, rompe barriere, spezza le guerre e semina pace. Ma il sogno si fa duro, perché devo entrare nel cuore di tutti per dare la buona notizia di quel sognatore che ci ha detto: “amatevi gli uni e gli altri come io ho amato voi”. E’ bello sognare che ci sono più abbracci che bombe, più mani tese che armi puntate più gente che accoglie che bambini smarriti e annegati nei mari di un mondo diviso. Cosa costa chiudere gli occhi e vedere che tutti i bambini della terra, di ogni colore stanno facendo un grande girotondo, un arcobaleno di luce, perché amati da Dio. Chi mi può rubare il fascino del sogno di Dio di fare del mondo una unica famiglia dove non si guarda il colore, non c’è passaporto, ma basta la dignità di figli di Dio. Mi possono togliere la libertà, impedire di parlare, ma non la sfida di volare in alto. Dio mi sussurra la gioia di essere missionario della sua misericordia e mi accarezza.
Gesù, il grande sognatore che ha cambiato il sogno in un nuovo stile di vita,
si è identificato col migrante, col prigioniero, con l’ammalato, con chi ha fame.
“Ma, Signore, quel che tu dici è sogno, è utopia, la vita è dura, ad ognuno la sua pena.” “Se hai amore, mi vedrai presente nel povero, migrante e il sogno si farà benedizione.” Solo adesso, Signore, ho capito che devo aprire gli occhi, perché il sogno è reale; ho sognato perché ho volato vicino a Te che mi hai trasmesso la forza di osare. Sono una goccia d’amore nell’oceano del mondo, sogno e son desto, immerso nell’utopia di Te che ci vuoi abbraccio, perdono, ponte e famiglia in un mondo possibile.

via Liturgia del giorno: Audio salmo (46) 47 — Alla ricerca della vita vera (anche con panoramica sugli spunti innovativi nel mondo cattolico) / In search of the true life / En busca de la verdadera vida / A la recherche de la vraie vie

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