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Archivi categoria: Un saluto agli amici

Poesia di Trilussa

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Ave Maria di Trilussa

Quand’ero ragazzino, ­mamma mia,
me diceva: “Ricordati­, figliolo,
quando te senti veram­ente solo
tu prova a recità ‘n’­ Ave Maria.
L’anima tua, da sola,­ spicca er volo
e se solleva, come p­è maggia”.
Ormai so’ vecchio , e­r tempo m’è volato;
da un pezzo s’è addor­mita la vecchietta,
ma quer consijo non ­l’ho mai scordato.
Come me sento veramen­te solo
Io prego la Madonna b­enedetta
E l’anima da sola pij­a er volo!”

Trilussa

Un sorriso

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Se ne vanno

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“Se ne vanno.
Mesti, silenziosi, come magari è stata umile e silenziosa la loro vita, fatta di lavoro, di sacrifici. Se ne va una generazione, quella che ha visto la guerra, ne ha sentito l’odore e le privazioni, tra la fuga in un rifugio antiaereo e la bramosa ricerca di qualcosa per sfamarsi. Se ne vanno mani indurite dai calli, visi segnati da rughe profonde, memorie di giornate passate sotto il sole cocente o il freddo pungente. Mani che hanno spostato macerie, impastato cemento, piegato ferro, in canottiera e cappello di carta di giornale. Se ne vanno quelli della Lambretta, della Fiat 500 o 600, dei primi frigoriferi, della televisione in bianco e nero. Ci lasciano, avvolti in un lenzuolo, come Cristo nel sudario, quelli del boom economico che con il sudore hanno ricostruito questa nostra nazione, regalandoci quel benessere di cui abbiamo impunemente approfittato. Se ne va l’esperienza, la comprensione, la pazienza, la resilienza, il rispetto, pregi oramai dimenticati. Se ne vanno senza una carezza, senza che nessuno gli stringesse la mano, senza neanche un ultimo bacio. Se ne vanno i nonni, memoria storica del nostro Paese, patrimonio della intera umanità. L’Italia intera deve dirvi GRAZIE e accompagnarvi in quest’ultimo viaggio con 60 milioni di carezze…❤🙏”
RICEVUTO da Dott.Begher,pneumologo ospedale S.Maurizio. Mi chiede di divulgarlo …aiutami!

 

Da riflettere

Un sacerdote stava camminando in chiesa verso
mezzogiorno e passando dall’altare decise di fermarsi lì vicino per
vedere chi era  venuto a pregare. In quel momento si aprì la porta,  il
sacerdote inarcò il sopracciglio vedendo un uomo che si avvicinava;

l’uomo aveva la barba lunga di parecchi giorni,  indossava una camicia consunta, aveva una giacca vecchia i cui bordi avevano iniziato a disfarsi. L’uomo si inginocchiò, abbassò la testa, quindi si alzò e uscì.Nei giorni seguenti lo stesso uomo, sempre a
mezzogiorno, tornava in chiesa con una valigia… si inginocchiava
brevemente e quindi usciva.

  Il sacerdote, un po’ spaventato, iniziò a

sospettare che si trattasse di Un ladro, quindi un giorno si mise
davanti alla porta della  chiesa e quando l’uomo stava per uscire dalla chiesa gli chiese: “Che fai qui?”

L’uomo gli rispose che lavorava in zona e aveva
mezz’ora libera per il pranzo e approfittava di questo momento per pregare, 

“Rimango solo un momento, sai, perché la fabbrica è un po’ lontana, quindi mi inginocchio e dico: “Signore, sono venuto nuovamente

per dirti quanto mi hai reso felice quando mi hai liberato dai mieipeccati… non so pregare molto bene, però

ti penso tutti i giorni… Beh, Gesù… qui c’è Jim a rapporto”

Il padre si sentì uno stupido, disse a Jim che andava bene,
che era il benvenuto in chiesa quando voleva.

Il sacerdote si inginocchiò davanti all’altare,
si sentì riempire il cuore  dal grande calore dell’amore e incontrò 
Gesù.

Mentre le lacrime scendevano sulle sue guance, nel suo cuore ripeteva la preghiera di Jim:

“Sono venuto solo per dirti, Signore, quanto sono felice da quando ti ho incontrato attraverso i miei simili e mi hai liberato dai miei peccati… non so molto bene come pregare, però penso
a te tutti i giorni… Beh, Gesù… eccomi a rapporto!”

Dopo qualche tempo il sacerdote notò che il vecchio Jim non era venuto. I giorni passavano e Jim non tornava a pregare.

Il padre iniziò a preoccuparsi e un giorno andò

alla fabbrica a chiedere di lui; lì gli dissero che Jim era malato e
che i medici erano molto preoccupati per il suo stato di salute, ma che
tuttavia credevano che avrebbe potuto farcela.

Nella settimana in cui rimase in ospedale Jim
portò molti cambiamenti, egli sorrideva sempre e la sua allegria era contagiosa. La caposala non poteva capire perché Jim fosse tanto felice

dato che non aveva mai ricevuto né fiori, né biglietti augurali, né visite. Il sacerdote si avvicinò al letto di Jim con l’infermiera e questa gli disse, mentre Jim ascoltava: ” Nessun amico è venuto a trovarlo, non ha nessuno”. Sorpreso il vecchio Jim disse sorridendo:

“L’infermiera si sbaglia… però lei non può sapere che tutti i giorni, da quando sono arrivato qui, a mezzogiorno,

un mio amato amico viene, si siede sul letto, mi prende le mani, si inclina su di me e mi dice: “Sono venuto solo per dirti, Jim, quanto
sono stato felice da quando ho trovato la tua amicizia e ti ho liberato
dai tuoi peccati.. Mi è sempre piaciuto ascoltare le tue preghiere, ti
penso ogni giorno…. Beh, Jim… qui c’è GESU’ a rapporto!” oggi, ogni giorno, non possiamo perdere l’opportunità di dire a Gesù: “Sono qui a rapporto!” E’ strano come inviamo frasi e barzellette attraverso la posta elettronica…, però quando possiamo inviare
messaggi spirituali, ci pensiamo due volte prima di condividerli con altri.

E’ strano come la lussuria cruda, volgare e
oscena passa liberamente attraverso il ciberspazio, mentre il parlare
pubblicamente di Gesù sia evitato nelle scuole  o nell’ambiente di lavoro. E’ curioso, vero? 
Ma ancora più strano è come qualcuno possa essere devoto a Cristo solo la domenica, ed al tempo stesso essere un cristiano invisibile per il resto della settimana. E’ strano pure se, quando hai terminato di
leggere questo messaggio, non Lo invii alle persone della tua rubrica
postale perché non sei sicuro di ciò che ne penseranno.
Di ciò che penseranno di te.

E’ curioso, ci preoccupiamo più di ciò che la gente pensa di noi, che di ciò che Dio possa pensare di noi?

Mettiti alla prova..! Solo se te la senti…

dal web

Auguri di un buon 2020

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un augurio per voi
Per ogni sorriso che ti farà star bene,
Per ogni abbraccio che ti scalderà il cuore,
Per ogni sogno che vorrai realizzare.
Buon anno!

Buon S. Natale e felice anno 2020 a tutti voi.

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La luce del Signore possa illuminare i vostri passi. Possa essere per voi tutti che passate da qui, gioia, amore, serenità, e tanta salute. Buon Natale a tutti, e felice anno 2020. Vi lascio un grande abbraccio dal cuore❤ ❤ ❤ ❤ 

Terra Santa

Piccola testimonianza del mio viaggio in Terra Santa
La mia testimonianza di questo viaggio in Terra Santa è stata molto positiva, anzi auguro  a voi tutti amici, di farlo almeno una volta nella vita. Siamo partiti da Roma Fiumicino un gruppo di circa 42 persone. Tra di noi c’è stato subito armonia collaborazione e amicizia. Ci ha arricchito la presenza di quattro sacerdoti e 6 suore. Voglio ringraziare Padre Paolo, perché mi ha dato l’ opportunità di fare questo viaggio. E’ stato sempre con noi e ci ha aiutato nelle difficoltà, con lui ci sentivamo sicuri. Avevamo la S. Messa ogni giorno questo ci ha arricchito spiritualmente. Un sacerdote Teologo molto bravo, don Giovanni ci ha dato delle nozioni storiche dei vari luoghi Santi. Ho provato tantissimi emozioni, per primo calpestare la terra dove Gesù è nato, è vissuto, dove poi è morto è risorto. Un emozione grandissima alla grotta di Betlemme, la chiesa della natività, poi siamo stati a Cana di Galilea ed alcune coppie hanno rinnovato, il sacramento del matrimonio, si sono scambiati gli anelli, è stato molto toccante ed emozionante. Al fiume Giordano dove Gesù è stato battezzato da Giovanni Battista, in quella stessa acqua, il sacerdote ci ha rinnovato il sacramento del nostro battesimo. Abbiamo camminto molto,  stanchi ma felici, ne valeva sempre la pena. Emozionante il calvario la via crucis, il Getsemani, ed infine il Santo Sepolcro li è stato un abbraccio avvolgente con Dio, indescrivibile emozione. Questo viaggio lo porterò sempre nel cuore. 

Ci sarebbe tanto da raccontare ma non 

voglio annoiarvi troppo vi lascio qualche foto

 

Quando mi sento triste

Quando mi sento triste e qualche lacrima solca il mio viso allora non faccio altro che ascoltare questa canzone mi aiuta molto. La condivido con voi.

Non ci si aspetta niente dagl’altri, a volte bastano poche parole di gentilezza. Ciao come stai? Va tutto bene? Un sorriso nient’altro. Basta poco ad illuminare la giornata anche quando non c’è il sole.

Un saluto a voi tutti

Un caro saluto a voi tutti amici dal monte Pollino.❤

Luci dell’anima di Fausto Corsetti.

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LUCI DELL’ANIMA
di Fausto Corsetti

 

In cammino, a capo chino, smarriti dentro pensieri quotidiani, accade, talvolta, d’essere sorpresi da spazi lunghi, profondi, indefinibili, avvolgenti, che inaspettatamente si allargano.
Gli occhi si distendono, inseguono lontane linee di fuga, spaziano, abitano confini inesplorati e godono di restare al limite, proprio in fondo, all’estremo.
Ecco, non appena diventa possibile spaziare, muoversi senza contenimenti, allungare la vista lungo aperture che portano lontano, più in là, subito il cuore spinge lo sguardo a frugare tra pieghe di vita che non si conoscono ancora.
Nella ferialità il tempo quotidiano, in genere, è tessuto di estrema efficienza e razionalità; tutto è bene incastrato: le troppe cose da fare trovano, in qualche modo, la propria collocazione e il proprio compimento.
Si calcola, si vive con la misura del risultato, del conveniente, del tutto previsto, del tutto sotto controllo.
Ma non appena si allarga una distesa luccicante di acque in vivace fibrillazione, non appena si intuiscono vette solitarie, alte, maestose, silenziose, il cuore vola, si gonfia di festa, di riconoscenza, di gratuito restare.
Tutto ciò che è grande, ampio, bello riempie di gratitudine e di pace interiore. Tutto si mette a tacere di fronte al mistero del sole che nasce, che si alza sorprendentemente veloce, emergendo quasi improvvisamente – seppur vegliato – da acque lontane che si colorano della sua luce, della sua vita.
C’è bisogno di attesa, di desiderio, di respiro profondo. Occorre restare.
Eppure, lo stesso sole si leva fedele all’alba di ogni altra giornata, anche di quelle frenetiche, cariche di impegni, di ritmi, di sequenze incredibili che affollano le nostre ore quotidiane di vita.
Sembra uno spreco, nel tempo quotidiano dedicarsi spazi di silenzio, magari di primo mattino oppure a sera, quando tutto torna a tacere, mentre si levano nell’intimo pensieri importanti, domande profonde, a cui, il più delle volte, si preferisce non dare risposta.
Eppure è lì, in questi tempi ampi, quasi esagerati, di spazio e di silenzio che il cuore si sazia, trovando, finalmente, benessere e…profondità.
Non chiede molto la vita, se non d’essere vissuta con pienezza, nel benessere e nella profondità, nella verità che sempre deve misurare il respiro, il desiderio, la ricerca, il fare di ogni giorno.
Fermarsi ad ascoltare il silenzio, riconoscere le luci che possono orientare l’esistere, può sembrare uno spreco, una esagerazione, possibile, disponibile solo per chi non ha cose più importanti da fare. Eppure, basta poco per comprendere le priorità della vita. Aspettare la prima luce del giorno, in silenzio, per imparare ad orientarsi, può sembrare poesia.
E lo è realmente.
Perché solo questa è la pagina buona, la pagina bella, che resterà scritta per sempre nel cuore di chi ha appreso il senso del vivere.
Da lì, piano piano, poi, tutto prende colore, senso, luce.

Buone vacanze, carissima Pinuccia.
Un abbraccio fraterno con l’augurio di ogni bene, con un pensiero dedicato a te e a tutti gli amici .

Fausto

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