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Archivi categoria: Intrattenimento

Serenata nella sera

  • IMG-20180718-WA0002 Amici sono in vacanza in Basilica. Nei paesi, si cerca di mantenere vive le tradizioni popolari, le usanze i costumi il linguaggio dialettale.
    Due sere fa ho assistito ad una serenata, fatta da un giovane alla sua futura sposa. È stato molto commovente, mi ha ispirato queste parole. Un abbraccio a tutti ❤ ❤ ❤

Regalati una giovinezza piena di amore,e di sogni,
dove nulla può essere illusione. Serenata nella tarda serata.
Sei bella mia dolce fanciulla,
I tuoi dritti capelli, ondeggiano alla brezza serale,
Nel suo color spiga di grano maturo, brillano al chiarore della luna. Aspetti il tuo amato, sulla alta scalinata davanti l’uscio di casa tua.
Tanti fiori e tante fiammelle
che sembrano stelle nell’attesa del cuore.
Un fremito dolce accarezza
la mia anima.
Dolce Rossella il sogno
nell’attesa si realizza,
ed ecco l’amato Gaetano,
è bello come un Adone nel suo
giovane ardore.
Arriva con musici e canti di cori, per esprimere la sua passione.
Un mazzo di fiori è il suo dono e con parole sue di amore ti dice : ti amo così tanto che ti farò mia sposa. 

Pinuccia Dattoli

Buone vacanze a tutti

Amici mi assento per un mesetto, non dimenticatemi. Io vi porto tutti, con me
nel cuore ❤
Vi lascio un regalo di Fausto corsetti, lo dedica, a tutti voi che passate in questo blog. E’ un bellissimo regalo che ci fa per augurarci una buona vacanza.
Ti ringrazio Fausto, come sempre sei gentilissimo a ricordarti di noi. Un abbraccio grande dal cuore <3. Buone vacanze anche a te caro amico.

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SOSPIRATE VACANZE
di Fausto Corsetti

Valigie da preparare, auto da mettere a punto, soldi da contare. Code ai caselli, attese sui moli, nelle stazioni, negli aeroporti. Dove andiamo? Cosa cerchiamo? Una spiaggia per vivere senza pene e affanni. Una montagna per liberarci da sofferenze e fatiche. Un’isoletta per dimenticare preoccupazioni e dolori. Una città d’arte per rifarci gli occhi dalle brutture quotidiane. Un “altrove” per vivere senza regole, senza limiti, senza orari, senza padrone, senza rendere conto a nessuno…
Torneremo più inquieti di prima a dare la colpa al traffico, al tempo brutto, alle compagnie antipatiche, ai prezzi, agli scioperi, all’inquinamento, ai giorni troppo pochi. E sospireremo: “Però il prossimo anno…”
Sospirare e desiderare, desiderare e sospirare.
Ci vuole tempo. Ci vuole tempo per prendere le distanze da un ritmo di vita che facilmente viene definito tiranno, ma che in realtà ciascuno di noi contribuisce a costruire, ad alimentare, a perpetuare e, in qualche modo, a giustificare.
Cos’è, in fondo, il desiderio se non la spinta per fare qualcosa, per cercare un traguardo, una destinazione, un luogo che colmi di quanta più luce possibile i nostri occhi, che sazi di gusto nuovo lo scorrere dei giorni.
Desiderare altro non è che cercare con insistenza e determinazione una dimensione che allarghi orizzonti velati, angusti, troppo corti: scoprire che c’è ancora un oltre che può essere abitato senza rispondere a criteri di convenienza, di risultato, di immagine, di tornaconto.
Desiderare di riuscire a vivere meglio il tempo intero della nostra vita non è una fuga, ma realismo, volontà concreta di rendere più vivibile non una parte della nostra esistenza, ma ogni suo istante.
Dunque, il tempo del “non lavoro”, della “non fretta”, il tempo delle vacanze dovrebbe insegnarci a guardare al quotidiano come a un tempo ordinariamente speciale se solo avessimo il coraggio di cercare più spesso e di volere più intensamente quei gesti, quei comportamenti che, difficili o lontani dalle nostre abitudini, in realtà saprebbero riempire di sapore nuovo ciò che è feriale.
C’è, forse, un’esigenza di silenzio: un’esigenza umana prima ancora che spirituale; un silenzio speciale, necessario per un’igiene interiore, per ridare unità al proprio essere portato alla dissipazione, per recuperare senso e pregnanza nelle relazioni, nei rapporti minacciati da una banalità brutale e fracassona.
L’assenza dell’intervallo che scandisce i nostri ritmi vitali, la scomparsa del silenzio creativo ci obbligano a vivere entro un tempo privo di soste, che si trasforma quasi sempre in tempo alienato, riempito a forza continuamente di avvenimenti, di eventi, di sollecitazioni, di immagini, frastornato da parole, voci e rumori, così che non rimane più spazio (e tempo) per quelle operazioni ideative che solo una vera, autentica, sincera “discontinuità temporale” può rendere possibili.
Il silenzio porta a sentire se stessi, il proprio corpo, in maniera diversa, più lucida e intensa; favorisce una coscienza più acuta del tempo. Fare silenzio in noi e attorno a noi significa lasciare che le parole che hanno senso per la nostra vita tornino a risuonare con efficacia.
Allora, soli, appena fuori della porta di casa, appena al margine delle cose che affollano quotidianamente le nostre menti e le nostre ore, ci sorprenderà il cielo; ci apparirà possibile abitare quell’infinito, l’infinito azzurro che porta quiete, che aiuta a dare la giusta misura ad ogni accadimento, ad ogni tempesta: in quell’immensa distesa ogni cosa, ogni tempo, ogni volto affiorerà con il suo giusto peso, con il suo autentico valore.

★ *˛ ˚♥ Buona serata ★ *˛ ˚♥ — tavolozza di vita

via ★ *˛ ˚♥ Buona serata ★ *˛ ˚♥ — tavolozza di vita

Parole – Words — tavolozza di vita

🌸Parole🌸 Nel silenzio raccogli parole intinte di luce Esprimi il tuo sentire e danza in punta di piedi Tu sei un respiro di vita nello slancio etereo oltre confine 22.07.2018 Poetyca 🌸🍃🌸 🌸Words In the silence collect words dipped of light Express your feeling and dance in tip of feet You are a breath of […]

via Parole – Words — tavolozza di vita

Buonanotte a tutti

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La luna tra i cipressi

Filari di cipressi, nella sera,
tra due alberi s’intravede uno spicchio di luna.
Illumina e sembra sorridere.
Ci ricorda del suo passato,
quando in un’altra fase,
va in cerca del sole di cui è follemente
innamorata. Solo una piccola parte di lei,
rimane a controllare la notte.
Sul palco cantori in coro intonano canti
Napoletani, funi culi, funi culà, e
Sedute in prima fila, applaudiamo divertiti,
allegramente partecipando con borbottii di canto.
Un’ aria umida e fredda ci sovrasta,
Questa è l’ora di andare, ci alziamo
divertiti finiamo la serata
Con applausi e risate.

Pinuccia Dattoli

Alla festa della creazione

                    Alla Festa della Creazione
               Autore: Bruno Ferrero – Libro: Solo il Vento lo Sa – Editore: Elledici

Tramonto

Il settimo giorno, terminata la Creazione, Dio dichiarò che era la sua festa. Tutte le creature, nuove di zecca, si diedero da fare per regalare a Dio la cosa più bella che potessero trovare.
Gli scoiattoli portarono noci e nocciole; i conigli carote e radici dolci; le pecore lana soffice e calda; le mucche latte schiumoso e ricco di panna.
Miliardi di angeli si disposero in cerchio, cantando una serenata celestiale.
L’uomo aspettava il suo turno, ed era preoccupato. “Che cosa posso donare io? I fiori hanno il profumo, le api il miele, perfino gli elefanti si sono offerti di fare la doccia a Dio con le loro proboscidi per rinfrescarlo”.
L’uomo si era messo in fondo alla fila e continuava a scervellarsi. Tutte le creature sfilavano davanti a Dio e depositavano i loro regali.
Quando rimasero solo più alcune creature davanti a lui, la chiocciola, la tartaruga e il bradipo poltrone, l’uomo fu preso dal panico.
Arrivò il suo turno.
Allora l’uomo fece ciò che nessun animale aveva osato fare. Corse verso Dio e saltò sulle sue ginocchia, lo abbracciò e gli disse: “Ti voglio bene!”.
Il volto di Dio si illuminò, tutta la creazione capì che l’uomo aveva fatto a Dio il dono più bello ed esplose in un alleluia cosmico.

“Per qual fine Dio ci ha creati? Dio ci ha creati per conoscerlo, amarlo e servirlo in questa vita, e per goderlo poi nell’altra, in Paradiso” (Catechismo di Pio X).

Lascia che ti ami, mio Dio.
Che cosa ho in cielo,
che cosa ho in terra, all’infuori di te?
Tu, Dio del mio cuore
e mia parte nell’eternità ,
lascia che mi aggrappi a te.
Sii sempre con me,
e se sarò tentato di lasciarti,
tu, mio Dio, non mi lasciare.

Preghiera strampalata — Giuseppe Bortoloso ocs

Signore, tutti urlano!
Aiutami…
Ad abbassare il tono della mia voce.
A trovare il silenzio dentro e fuori di me.
Ad ascoltare le parole appena sussurrate.
A sentire il profumo di un fiore appena sbocciato.
A discernere il bene dal male.
Ad usare sempre parole buone.
A benedire e non a maledire.
A comprendere i sogni e i desideri nascosti nel cuore della gente.
Ad inginocchiarmi davanti al tuo Santissimo Corpo.
Ad essere un uomo dalle mani dure ma dal cuore buono.
A riconoscere sempre i miei errori.
A togliere l’orgoglio dalla mia vita.
A portare ogni giorno la mia croce.
A riconoscerti nel volto di ogni persona.
Ad amare mia moglie di un amore eterno e sempre nuovo.
Ad accettare che i miei figli non sono “cosa mia”.
Ad essere in ogni luogo espressione della tua felicità.
Aiutami, Signore, a riconoscere sempre la tua voce.
Amen.
Adolfo Rebecchini

via Preghiera strampalata — Giuseppe Bortoloso ocs

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