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Sono una donna di sessantacinque anni, mi piace il computer ci passo il mio tempo libero. Condivido con gli amici, le mie foto, le mie gif animate i miei viaggi in camper, le poesie e le preghiere che trovo su interneta747f839ac42282e63bca755a4401119 Accetto commenti solo da siti seri!

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    un brindisi ed un augurio di ogni bene x ogni bollicina-
    un abbraccio ciao

    Rispondi
  2. Rebecca Antolini

    Ciao mi chiamo Rebecca, vedo che abbiamo tante cose in comune…

    Rispondi
  3. Ciao Pinuccia, ho deciso di iscrivermi al tuo blog. Sono una persona con molte sofferenze, per questo motivo mi piace circondarmi di persone che mi ispirano fiducia. Se potremo diventare buone amiche lo vedremo strada facendo…intanto, buona domenica, Giusy

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  4. buona serata, un abbraccio pinuccia♥

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  5. Grazie Rosa! sei meravigliosaaaaa ❤

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  6. Non ti conosco ma il tuo volto esprime Bellezza
    Un sorriso pe te
    Mistral

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  7. ma dimmi questo profilo è il tuo ? https://twitter.com/pinucciamagia… ?? ciao e buona settimana cara amica♥

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  8. Molto dolce questo blog, ha un sapore di casa… 🙂 molti complimenti
    un saluto
    Irene

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  9. schön das ich ihre Seite gefunden habe.

    Rispondi
  10. ciao pinuccia.. come è andata l’eco? …♥

    Rispondi
  11. ciao pinuccia, non ho il tuo ind email…. volevo sapere come stai♥

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    • Grazie Rosa sei gentilissima! Sto come prima, ho un problema alla retina ho l’appuntamento a fine mese da un bravo oculista almeno così mi hanno detto. Dovrò operarmi comunque anche se mi hanno anche detto di non farmi troppe illusioni forse la vista non la recupero! Comunque mi basta che non peggiora la situazione al momento non lo devo sforzare troppo per questo devo stare un po’ alla larga dal PC. Rosa tu lo sai sono molto credente e confido in Gesù lui è misericordioso è può tutto è da un bel po’ che ho messo la mia vita nelle sue mani farà di me quello che vuole.
      Ti ringrazio Rosa non sai che gioia mi hai dato questa mattina con il tuo interessamento, neanche i miei famigliari l’hanno fatto! Ti abbraccio caramente Pinuccia ❤
      Il mio indirizzo: datto.pi@alice.it

      Rispondi
  12. ciao pinuccia, sono passata x lasciarti un saluto e per dirti che ti penso kiss

    Rispondi
  13. Merci Pinuccia de ta visite. Joyeuses Pâques et surtout une bonne santé. Bisous.

    Rispondi
  14. Merci a vous! Bonne et heureuse Pâques

    Rispondi
  15. A te, carissima Pinuccia, che ami tanto il dono della vita, augurandoti buone vacanze, dedico un pensiero particolare:

    IL VIAGGIO

    di Fausto Corsetti

    Appartiene a ciascuno di noi, inizia dalla nascita: il viaggio. Ognuno di noi viaggia, ogni giorno, ora, minuto; cresce, apprende nuove cose e ne perde altre. I percorsi di noi persone comuni non saranno scritti nelle letterature o nei libri di storia, ma ognuno di noi intraprende una strada di vita che a sua volta si intreccia con quella di molti altri. Spesso il significato del viaggio è soprattutto nella sua direzione e la sua meta può materializzarsi in modo imprevedibile e talvolta può addirittura sfuggire, può essere perennemente e vanamente inseguita.
    La vita germoglia proprio dentro ciascuna delle cose che abitano il tempo e lo spazio; è mimetizzata dietro al volto di quanti incrociano i nostri passi, si alimenta dei sentimenti, delle illusioni, delle passioni, delle sconfitte che affollano il cuore di quanti osano mettersi in cammino.
    Sovente ci accade di vivere e di non accorgersene, di aspettare e di non riuscire a riconoscere, di intraprendere e di restare, comunque, insoddisfatti.
    Il sentiero della vita non è tracciabile, non è mai riconoscibile prima di essere percorso. E’ simile al volo di un gabbiano nel cielo, alla rotta di una barca sul mare: la traccia c’è, è riconoscibile, ma soltanto dopo, anzi proprio mentre si realizza.
    Ricorda l’amore. Rimane misterioso il suo percorso, si realizza esattamente nel momento in cui si offre. Il cammino di un uomo e di una donna resta indefinibile, misterioso, eppure è avvolgente, appagante perché impastato di desiderio e di memoria, di passione e di nostalgia, di fisicità e di evanescenza, di provvisorietà e di eterno, di riconoscimento e di meraviglia.
    E non c’è viaggio migliore di quello in cui si impara a lasciar scivolare dentro, nell’intimità, voci, luci, luoghi, sentimenti, timori, silenzi e spazi… consapevoli, alla fine, che nessun viaggio è definitivo.
    La gioia o la delusione non vengono da fuori: affiorano dal proprio profondo.
    Ciò che sazia è il desiderio. Ciò che soddisfa è l’inedito. Ciò che assicura pienezza e gioia è la capacità di cercare e di stupirsi per tutto ciò che c’è di nuovo nella vita e nei volti di coloro che la affollano.
    Passare di luogo in luogo, di viaggio in viaggio, di passione in passione, di cuore in cuore, non è difficile, ma la scommessa, la sfida è un’altra: cercare, riconoscere, accogliere, far durare ciò che provvisorio non è, e che indossa tanto, tanto spesso le vesti della fragilità e del non evidente.
    Il percorso, il cammino non è già tracciato e nessun viaggio è definitivo: anzi, il miglior viaggio è, incredibilmente, quello incompiuto.
    Basta saper ricominciare.

    Rispondi
    • Ogni volta è ricominciare, arriveremo alla fine, sperando di aver lasciato tracce nel nostro percorso, La vita è un dono prezioso, io la amo e la rispetto, perché non è mia, la mia vita appartiene solo a un mio carissimo amico. Vuoi vedere che è amico anche tuo! se si, abbiamo una cosa molto bella in comune. Caro Fausto come sei bravo a scrivere, sai essere così profondo. Ti ringrazio di avermi lasciato questo commento anche a te auguro una felice vacanza. Ti mando un grande abbraccio e ti auguro una buonanotte con tanti bei sogni. ❤

      Rispondi
  16. E’ confortante sapere che le mie parole sono vive, che lasciano un’impronta in questo caotico spazio virtuale in cui si rincorrono notizie, novità, pensieri e altro indefinibile. Ecco, le mie parole sono lì pronte a raccontare una storia e sapere che hanno tenuto compagnia a qualche viandante solitario o che hanno convinto qualcuno a cercare, conoscere Oltre è una grande gioia: abbiamo un Amico in comune!
    Ora so per certo che, se anche in queste prossime settimane dovessi sparire fino a nuovo ordine, sarai e sarete in buona compagnia, qualcosa da leggere lo troverete!

    Le parole non hanno scadenza. Anche i silenzi.

    Un affettuoso abbraccio. Buone Vacanze!

    Fausto

    Rispondi
    • Grazie della visita caro Fausto! Ho aspettato il momento opportuno per pubblicare il tuo commento. Hai lasciato la tua traccia, i viandanti ne trarranno interessanti riflessioni sulla vita. ‘Verba volant, scripta manent’! Buona notte! 😊

      Rispondi
  17. Amo fermarmi e imparare ad abitare con verità e fedeltà tutti gli spazi di vuoto che la vita offre e contiene. Così i miei scritti. Così, è consentito sentire ogni luogo come la propria casa, ogni tempo come quello giusto, ogni incontro come quello atteso. Nulla è sprecato e nulla superfluo. Tutto, allora, diventerà essenziale, prezioso, necessario, creativo.

    La dedica al mio commento è e resta soltanto per te, carissima Pinuccia.

    Un caro affettuoso abbraccio.

    Fausto

    Rispondi
    • Grazie Fausto, ci vuole tanto poco a rendere felice una persona, tu adesso lo hai fatto. I tuoi scritti stanno bene ovunque, e in ogni circostanza lo meritano. Sapessi come mi sono sentita lusingata, per la dedica che mi hai lasciata. Scusami tanto se mi sono permessa di lasciare quel commento a Silvia. Ricambio l’abbraccio, a presto 🙂

      Rispondi
      • Non devi scusarti di nulla. Comprendo e ho compreso profondamente il tuo stato d’animo. E quale sentimento lo abbia generato. A volte, sappiamo molto bene, la realtà è diversa da quanto appare in superficie. E’ necessario approfondire.
        Soltanto nella Fede tutto questo non è necessario: i nostri approfondimenti sarebbero soltanto miserabili insipienze.
        Buona Domenica, buon giorno del Signore.
        Con immutato affetto.
        Fausto

      • Capisco molto bene, quello che hai detto. Mi si sono aperti gli occhi improvvisamente. Il fatto è che quando leggo i tuoi scritti, avverto una sensazione strana, la stessa, che avverto quando leggo alcuni blog che seguo. Non farci caso. Per me la fede resta la cosa più importante. Fausto ricambio l’abbraccio.😘 A presto. Buona domenica. 😘

  18. Ci sono circostanze nelle quali le parole risultano eccessive, ingombranti, non necessarie.
    La parola che parla, la parola che nutre il silenzio assomiglia a un vento leggero: si fa notare, ma entra discretamente, scende nel profondo. Non usa toni violenti. Non si impone con l’irruenza del fuoco. Non dilaga con l’irrefrenabile forza dell’acqua. Sussurra, accarezza, passa accanto, ma poi scompiglia, capovolge, scombina, rigenera.
    Scende in profondità, sospinge fino alla sommità: poi, ricomincia.
    Accompagna, aspetta, riscalda, porta dentro.
    Insegna a scrutare, permette di riconoscere, porta luce, ma lascia che ciascuno dia voce alla vita che porta in sé.
    Non si sostituisce, non dà indicazioni, nemmeno risposte, ma suscita solo domande, curiosità e desiderio nuovo, fino a spingere al cammino, alla ricerca dell’inedito.
    Non teme la solitudine, la Parola che alimenta il silenzio.

    Con un caro affettuoso abbraccio.
    Fausto

    Rispondi
    • Buona sera Fausto, Grazie della tua gradita visita, e per il tuo commento nel mio blog. È vero Fausto quello che hai detto. Tante sono le parole che si dicono, tante si dicono a vanvera, tante ci confondono. Sono poche quelle che alimentano il silenzio e penetrano nel profondo. Deve essere bello ascoltare il selenzio. Soffermarsi, e capire quali sono le cose prioritarie, alle quale dare importanza nella nostra vita. La parola nel silenzio, come brezza leggera che ci accarezza il viso. Mi piace cercarlo nel silenzio. Lui vuole essere cercato. Lo troviamo in ognuno di noi, nel volto di un anziano, nell’innocenza dei bambini, nei bisognosi nei senza tetti. Lui non si impone e non vuole grande cose da noi. Non lo troveremo nella tempesta, ne in un vento impetuoso, neanche in un terremoto, ma in una brezza leggera che ci accarezza, con amore infinito. Apro la porta del mio cuore e non sarò mai più sola. Ricambio l’abbraccio.😘 dolce notte Fausto con tanti bei sogni.

      Rispondi
  19. Profondamente vere le tue riflessioni, cara Pinuccia. Come altrettanto vero è che l’itinerario, il viaggio non è solo “il trasferimento da un luogo all’altro” ma è anche oltrepassare i limiti del noto, imbattersi in nuovi aspetti della Verità.
    Allora si capisce come ci siano frenetici viaggiatori “immobili” e infaticabili amanti dell’altrove che non smettono di scoprire paesaggi ignoti e tesori nascosti proprio perché radicati nell’humus in cui vivono.
    Ogni viaggio termina dove è iniziato, o meglio, non termina mai, ma procede di inizio in inizio… Non finiremo mai di cercare e la fine della nostra ricerca sarà arrivare al punto da cui siamo partiti e il conoscere quel luogo per la prima volta.
    Un circolo vizioso, dunque?
    No, se si riconosce con stupore rinnovato che il punto di partenza non siamo noi ma è Dio in noi. Allora il viaggio è un progressivo penetrare nella profondità dei misteri di Dio attraverso una sempre più consapevole conoscenza di noi stessi e dei nostri limiti. E il riprendere il cammino sarà più dolce.

    Un abbraccio forte. E’ stato dolce sognare.

    Fausto

    Rispondi
    • Questo tuo commento è ancora più difficile per me da capire. Immagino che sei un teologo. Io nel mio piccolo riesco solo a capire che siamo stati creati da polvere e da polvere ritorneremo. Siamo stati generati dall’amore, e che in noi c’è amore di Dio. Il viaggio lo intendo come un percorso nella vita seguendo i suoi comandi, facendo del bene, amando Dio ed il nostro prossimo. Penso anche che se siamo su questa terra, lo siamo per assolvere qualche compito a noi sconosciuto. Dovremo scoprire cosa il Signore vuole da noi. Credo che nessuna cosa succede per caso, ma tutto è prestabilito. Mi parli di nuovi aspetti della verità,io penso a Gesù,che dice io sono la verità è la vita, chi crede in me vivrà in eterno,in questo credo. Oltrepassare i limiti del noto. Il viaggio continua anche dopo la morte, è solo a quel punto che noi scopriremo i nuovi aspetti della verità? Sono troppo ignorante Fausto mi ci vuole ancora tempo per addentrarmi in questi misteri. Ti auguro una buona notte a presto 😊

      Rispondi
      • avevo scritto un commento lungo…per parlare di come mi sento…ma io io io….veramente mi sta troppo stretto questo vestito…mi soffoca.
        Per questo Pinuccia non leggerai più i miei commenti al vangelo,ma quelli di un sacerdote…e spero che questa cosa che ti metto ti piaccia :
        In un momento di onestà

        (Madre Teresa di Calcutta)
        Signore, quando credo che il mio cuore sia straripante d’amore e mi accorgo, in un momento di onestà, di amare me stesso nella persona amata, liberami da me stesso.

        Signore, quando credo di aver dato tutto quello che ho da dare e mi accorgo, in un momento di onestà, che sono io a ricevere, liberami da me stesso.

        Signore, quando mi sono convinto di essere povero e mi accorgo, in un momento di onestà, di essere ricco di orgoglio e di invidia, liberami da me stesso.

        E, Signore, quando il regno dei cieli si confonde falsamente con i regni di questo mondo, fa’ che io trovi felicità e conforto solo in Te.

  20. Per la prima volta commento sul tuo magnifico blog Pinuccia…starei a leggervi per ore …

    Rispondi
  21. Cara Pinuccia,

    l’anno che si va completando ci avvicina sempre più al S. Natale.
    Sono stati questi mesi, ormai alle nostre spalle, un tempo vissuto in compagnia e in comunione con tutti coloro che sperano in un mondo più giusto e fraterno.
    Offro a te, che mi hai accolto da subito senza diffidenza e con amicizia profonda, un piccolo dono per…

    QUELLA NOTTE…UNA LUCE

    di Fausto Corsetti

    Quando è notte tutto sembra diverso. Le forme svaniscono o si trasformano. I suoni si ovattano o si accentuano. Lo sguardo si muove instancabile alla ricerca di figure familiari sulle quali tornare ad appoggiarsi, nel tentativo, almeno, di riconoscere essenziali riferimenti già noti. Anche se non irrompe improvviso il narrare silenzioso del buio spaventa. Quanto meno interroga. Tutto diventa ombra intangibile e indistinta, che tutto sottrae, custodisce, riesprime.
    Continua a battere il cuore. Attende. E piano piano entra, anzi rientra, in stanze abituali, cariche di sicurezze e di riferimenti essenziali. Spazi e luoghi interiori abitati da cose, soprattutto da pensieri e da affetti che non si possono esigere, e nemmeno sottrarre. Tutto, comunque, rimane eloquente e continua a porgere messaggi inediti, importanti, esigenti.
    Accadono di notte cose indimenticabili, grandi, indelebili, avvolte di significati alti, impregnate di riferimenti unici, che spesso non possono essere tradotte da alcun alfabeto.
    Nella notte iniziano e trovano compimento cose, esperienze, incontri, accadimenti altrimenti non possibili, perfino non avvicinabili. Di notte le cose tornano a lanciare, anzi a lasciar trasparire, il loro messaggio più intenso, quello profondo, altrimenti non percepibile, non narrabile, ma sempre capace di evocare stupore e riconoscimento.
    Nella notte, frequentemente, tutto diventa più chiaro. Svanisce il superfluo. Scompare l’inutile. Si annuncia il vero, l’essenziale, ciò che sopravvive all’apparenza. Nella notte, ciascuno si scopre raccolto dentro a sé stesso, dentro al mistero che tutto avvolge e comprende: ciascuno si percepisce accolto nello spazio segreto di un altro che non è solo vicino, ma è proprio compagno, viandante, amico, amato, amante. E l’incontro diventa possibile nel silenzioso sostare, stupiti, dinnanzi a un fuoco crepitante che parla, disegna, riscalda, rivela, zittisce, che ottiene ascolto e comprensione; raggiunge la verità di sé e dell’esistere.
    Nella notte si coglie la luce, si riconosce un’attesa, si rappresenta ogni ricerca, si concretizza ogni speranza.
    Quella notte il lontano si fa vicino, l’Atteso si fa uno di noi. Colui che viene nella notte non porta risposte o facili soluzioni, ma ricerca nuova, cammino, speranza che non delude. Colui che è nato nella grotta è più grande di qualsiasi spiegazione. L’Immenso si fa conoscere nell’impotenza e nella fragilità di un Bimbo che nasce nella notte, che deve crescere, che riesce solo a chiedere. E accade che dinnanzi a quella Luce, messaggera silenziosa di misteri infiniti, chi non sa leggere capisce, chi non possiede nulla impara a donare, chi non ha sapienza impara a declinare il vocabolario vero della vita.

    Auguri di ogni bene.

    Fausto

    Rispondi
    • Grazie Fausto! Il tuo dono è meraviglioso!
      Quella luce che illumina la notte dei tempi,
      quel Bambino piccino e tenero che noi dovremo portare sempre nel nostro cuore e far crescere con tanto amore. Lasciandoci dietro ogni delusione, ogni rabbia ogni rancore, lasciando posto solo al perdono. Nel percorso della vita solo lui è l’amico che ci accompagnerà fino alla fine.
      Fausto, anch’io voglio farti i miei migliori auguri.
      L’amore di Gesù, tanta salute e gioia e la pace che solo lui sa donare. Un abbraccio Fraterno dal cuore ❤

      Rispondi
  22. Mettiamo un segno, l’uman award ho ideato io tempo fa.. siamo tutti fratelli siamo l’unico popolo su questo pianeta

    condividi award con le persone del tuo blog .. Rebecca 🌻

    Rispondi
  23. Rari, persino strani o desueti appaiono alcuni gesti ai nostri occhi; seguitano, tuttavia, ad essere avviluppati da un immobile ed eloquente fascino. Scrivere una lettera è tra questi. Un gesto semplice, eppure colmo di attenzione, presenza, tempo. Una parola detta è importante, ma una parola consegnata incisa sopra un foglio di carta diventa impegnativa. C’è un pezzo di sé dentro a quel segno d’inchiostro gelosamente accompagnato e custodito all’interno di una busta. Ricevere una lettera, oggi, sembra cosa d’altri tempi. Non è veloce, ma rappresenta un messaggio riservato, una consegna personale, diversa, diretta, esclusiva.
    C’è un tempo offerto in dono: è celato in quei segni d’inchiostro comprensibili, per lo più, solo da colui che legge, fino a farlo sentire unico, esclusivo, insostituibile. E’ necessario tempo per leggere, riconoscere e raccogliere il senso, soprattutto il non detto che sta dentro a segni convenzionali che tutti possono identificare, ma solamente qualcuno sa interpretare.
    E’ un riconoscimento che si avvera con lentezza, seppure sia figlio di una avidità incontenibile e di una urgenza che spinge ad arrivare presto al fondo di quel dire che ti fa sentire unico, desiderato, pensato, custodito.
    Ci vuole tempo per apprendere l’alfabeto della vita, e ancora più tempo è necessario per scrivere della vita, della propria vita, di sé, di quella che scorre intorno, incisa su volti e storie che raccontano di ciò che dura oltre il tempo: ma proprio una frequentazione quotidiana, fedele, attenta con carta e penna ottiene di arrivare più facilmente alla verità di sé.
    Scrivere è lasciare traccia di sé, è rendere possibile, tangibile, leggibile, parlante la fragilità stessa della vita, fatta per lo più di momenti, gesti, parole semplici, ma che diventano vere quando arrivano a inseguire ciò che supera la prova del tempo.

    IL TRATTO DELLA PENNA

    Un affettuoso abbraccio.

    Fausto

    Rispondi
  24. Grazie Fausto del tuo commento e della tua visita. E’ giusto quello che scrivi; ormai sono gesti inusuali, quelli di scrivere e ricevere lettere. Ti sembrerà strano, ma non ho mai ricevuto una vera lettera personale, solo qualche cartolina di auguri, per le festività e per i compleanni. Da ragazza ho ricevuto dei bigliettini da un ragazzo che mi corteggiava, anche questo è inconsueto oggi. Chi non ha ricevuto dei bigliettini, nel periodo della scuola? La cosa curiosa è che me li metteva sotto un vaso di fiori, posizionato sul davanzale della mia finestra. Era simpatico il fatto di aver escogitato un alfabeto numerico, per non farsi scoprire dai genitori. Un’altra cosa curiosa, che ricordo molto volentieri dei miei tempi, ed assai insolite al giorno d’oggi, erano le serenate. Era bello riceverle nel bel mezzo della notte, mentre il sonno era profondo e sentire in lontananza suonare e cantare, poi svegliarsi e rendersi conto che il canto era proprio sotto la tua finestra.
    Oggi si usa spedire le mail e gli SMS, con il cellulare sempre in mano. Tutto viaggia molto più velocemente, anche le parole volano al vento, non si riflettono, non incidono.
    Tramite quei segni d’inchiostro che si imprimono sul foglio si percepisce una profondità non detta, ma intesa, percepita da chi ha sensibilità e il cuore aperto alla comprensione. Forse per il bagaglio che ognuno di noi porta dentro di sè, per le esperienze e il trascorso che la vita ci ha regalato.
    Grazie carissimo Fausto delle tue belle parole.
    Le condivido molto volentieri con tutti quelli che passano nel mio piccolo spazio.
    Un grande abbraccio
    Pinuccia

    Rispondi
  25. Nell’approssimarsi delle festività pasquali, mi è gradita l’occasione di offrirti gli auguri più affettuosi con un piccolo dono…

    Fausto

    Rispondi
  26. LE CARTOLINE PROFUMAVANO DI CREMA.

    E’ un piacevole tuffo in quel segmento di vita contraddistinto da tradizioni ormai dimenticate, riferite al “Come eravamo”: un delicato affresco celebrato nelle simpatiche cartoline d’epoca che recano gli auguri della Pasqua tramite un allegro tripudio di soffici quadretti che suscitano una nota di rimpianto, di nostalgia, dati i tempi cupi che ingrigiscono gli animi.
    Deliziose immagini evocano, tra l’altro, il mondo di un’infanzia serena, all’insegna della semplicità, della naturalezza: un mondo di bambini che si trastullavano gioiosamente in luoghi, come prati, campagne non inquinate (tranquille oasi di pace) appagati del poco, non ancora avviati all’obesità, dall’overdose di merendine e giochi al computer. Disegni, illustrazioni dal sapore fiabesco, innocente. Un immaginario bucolico, agreste relegato, oggi, a sogni impossibili.
    Andando oltre al messaggio augurale, vi si può leggere, in chiave sociologica, la rappresentazione di un’Italia, contadina o urbana, idealizzata non afflitta da problematiche. Idilliaca, fedele ancora a costumi, tradizioni, ai valori devozionali, al senso della famiglia, e della paternità. Vi faceva capolino il tono sfumato, qualche accenno a periodi di miseria, di stenti dovuti alle infauste ripercussioni dell’ultima guerra. A suo tempo anche una popolare canzone suonava come monito a sparare fiori dalle bocche dei cannoni.
    Volesse il cielo che per sempre tacessero i suoni di guerre nefaste!
    Passano tra le nostre mani le cartoline un po’ ingiallite, incipriate dalla polvere degli anni, sgusciano furtive dagli album della nonna o fanno bella mostra nei mercatini di occasioni, ambite da amatori e collezionisti.
    Attirano la nostra curiosità, sbalordiscono i più giovani, fanno spuntare un sorriso, scevro di ironia, di compiacimento, di sorpresa! Conservano, dopo lunghi anni, il profumo degli affetti, il sapore di vaniglia delle focacce caserecce che arricchivano le tavole nella domenica pasquale, secondo una ritualità perduta. Assai gradevoli esteticamente per il retroterra di ricordi, di lievi emozioni che riferiscono alla nostra memoria lontana, le belle cartoline pasquali, tratteggiano armoniosamente profili di scenette idilliache, bucoliche. Tutto un mondo intriso di una pennellata poetica, di un sognante stupore che noi, uomini disincantati, stritolati dalle spire di una vita frenetica e convulsa, abbiamo smarrito. E non indugiamo, né ci attardiamo a contemplare le bellezze della natura.
    Così, mentre ci si attarda presso una bancarella del mercatino, alla ricerca di un antidoto ai convulsi ritmi esistenziali, ci lasciamo andare ad angoli di sogni sfumati, deliziati dall’aerea visione di ridenti angioletti mentre si dondolano su una fune fiorita, intenti a far suonare un pesante bronzo. O sospesi tra cielo e terra, volteggiano su distese fiorite dove corrono spensieratamente bimbi, agnelli e ochette.
    Contadinelle si destreggiano tra uova, pulcini, coniglietti, mentre candide colombe e garrule rondini sospendono i voli, rapite dal melodioso zufolare del pastorello.
    Nell’armonia di un paesaggio e di una natura che risorge a nuova vita (metafora dell’uomo che rinasce con la Risurrezione), tra ulivi, peschi in fiore appare la figura del Buon Pastore, del Cristo adolescente ad annunciare la pace e la gioia del grande giorno.
    E ancora bambini vestiti a festa, con buffi cappellini di paglia, trattengono tra le mani coloriti mazzolini di fiori campestri o stringono al petto soffici agnellini, simboli di pace, di amore.
    Un felice naturalismo, una freschezza di atteggiamenti è sottesa delicatamente nelle scene rappresentate: una gamma di impressioni giocate su una coralità di sentimenti, quali l’amicizia, la condivisione di momenti, di esperienze di vita, il senso della famiglia. Ideali e valori rievocati da atmosfere “fuori tempo” su cui si stempera un sorriso benevolo, compiacente. Visioni che riscaldano il cuore con quella gioia profonda, innovatrice che sa dare la Pasqua.

    Rispondi
  27. Carissima Pinuccia,

    eccomi di nuovo a te, fra il calore e la simpatia di tutti i nostri amici. Lascio a tutti voi un ramoscello di luce nuova, suoni e colori che possano fluire nel cuore per cercare la pienezza con mani aperte e piedi in cammino. Come dopo un violento temporale…

    Un abbraccio affettuoso

    Fausto

    PIOGGIA DI COLORI

    di Fausto Corsetti

    Osservo esterno, coinvolto, interpellato, richiesto quelle gocce, quelle acque, talora oscure e travolgenti, che hanno lavato e reso più leggibile la natura e le cose: riempiono gli spazi dell’esistere, spingono a cercare la definizione certa degli oggetti e, perfino, la verità delle relazioni e del vivere.
    Dopo ogni intenso temporale, le cose sembrano assumere dimensioni e profondità assolutamente nuove, diverse, inedite. Appaiono, addirittura, più vicine, più pulite, più definite. Guardando un monte sembra di poterlo toccare con un facile gesto della mano, quasi si fosse fatto più favorevolmente tangibile. E si riescono a notare dettagli altrimenti confusi e assorbiti nella molteplicità degli elementi.
    Anche i profumi, che distillano dalle foglie cristalline, dalle polveri impastate, si propongono con generosità di particolari e di intensità; segnano nella memoria più remota dettagli di riconoscimento e di riferimento indelebili nel tempo: torna ogni singolo elemento alla sua specifica ragion d’essere.
    Dopo il temporale, dopo il tempo dell’attesa, nel calmo acquoso silenzio che avvolge di mistero il tempo che segue, si fa forte il desiderio di uscire, di andare, di ricominciare, di costruire cose e relazioni nuove, cominciando da sé. Un ramoscello di luce nuova, di colori mai visti, di incontri mai prima esplorati, diventa espressione di una novità che si nutre di quotidianità.
    Sono i colori dell’ammirazione e della riconoscenza che fioriscono dallo stupore di scoprirsi sorpreso, anticipato, custodito. Sono i colori fragili della stupefacente ferialità che sorprende il cuore all’aurora e lo accompagna fino al tramonto. Sono i colori forti della vita e dell’amore che nessun buio riesce mai ad attenuare. Sono i colori decisi che accompagnano il passo di chi ama salire, verso l’alto, verso l’inedito: è la saggezza di chi conosce le lezioni nascoste in ogni foglia, in ogni roccia bagnata dalla pioggia.
    Dopo il temporale torna la luce. Dopo la tempesta torna il sole. Nulla è più come prima. Nasce qualcosa di nuovo. Si ricomincia a uscire, a correre, a cercare, a incontrare, a raccontare e condividere. Il cielo si è allargato, la terra si è fatta più vicina , il cuore si muove alla ricerca di nuova forza, di nuovo alimento, di nuovi orizzonti.
    Comincia da dentro la novità che si cerca fuori di sé. Inizia da sé stessi il nuovo atteso da altri. Luce mai vista annuncia il primo mattino, suoni mai uditi fluiscono nel cuore di chi cerca la pienezza con mani aperte e piedi in cammino.
    Chi accende i colori dell’alba, conosce bene il sole. Chi spegne il giorno, conosce bene i nostri sogni. La luce che viene dopo l’ombra, racconta bene il nostro insaziabile desiderio di novità, di speranza, di Luce.

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    • Ben tornato carissimo Fausto, ti aspettavo….
      Grazie di avermi lasciato questo tuo bellissimo scritto, nel mio modestissimo blog. Mi lasci veramente un ramoscello di luce che insieme alle preghiere, fanno brillare il tutto. Trovo questo tuo scritto, ancora più bello di tutti gli altri che mi hai lasciato. Sei bravissimo, ti dico la verità, ogni volta che ti leggo provo emozione, la tua descrizione è talmente bella, che mi sembra di avere un dipinto davanti ai miei occhi. meravigliosa è la natura anche se mutevole, il suo creatore non poteva fare di meglio. Grazie di questo grande regalo Fausto ti abbraccio e ti auguro una buona notte 🙂

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  28. Il regalo più dolce è il tuo, carissima Pinuccia: è la tua condivisione.

    Il tuo parere, le tue riflessioni sono molto importanti per me: mi confortano nelle emozioni, suggestioni che, spesso, sono difficilissime da afferrare e trasfondere sul foglio di carta. Perché, confesso: adoro la mia matita e il mio taccuino. Sono sempre con me.

    Un abbraccio fraterno.

    Fausto

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  29. Come vedi, per me è una grande gioia, condividere i tuoi scritti Fausto, lo faccio con tanto piacere, anche perché io non so scrivere. Hai messo in questa tua prosa, sensazioni, sentimenti e desideri, Hai un dono, un carisma, eccezionale, che non tutti hanno. i tuoi scritti toccano il cuore e l’anima, mi riportano verso una fonte viva, e quel fiume, con acqua tante volte torbida, diventa acqua cristallina. se qualche volta dovesse arrivare un temporale, il sereno ritorna sempre, e l’amore dal cuore trabocca, rinasce e si fortifica, con più fervore di prima. sapendo che la luce illumina il nostro cammino, come dal tuo scritto,chi accende i colori dell’alba, conosce bene il sole. Chi spegne il giorno, conosce bene i nostri sogni. La luce che viene dopo l’ombra, racconta bene il nostro insaziabile desiderio di novità, di speranza, di Luce. Ma soprattutto conosce bene i nostri cuori. ❤
    Ti prego, quando vuoi lasciami un tuo scritto, ch'io possa riflette. Un grande abbraccio fraterno a te, buona notte 🙂
    Pina

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  30. Cara Pinuccia,

    anche il mese di luglio è quasi terminato. Si avvicina il tempo dedicato al riposo estivo, dopo un anno denso di impegni. Spero che tu e tutti gli amici, accumunati nel cammino di Fede, possiate godere di giorni sereni.
    Mi congedo da Voi tutti con un abbraccio, dedicandovi un pensiero affettuoso:

    SOSPIRATE VACANZE

    di Fausto Corsetti

    Valigie da preparare, auto da mettere a punto, soldi da contare. Code ai caselli, attese sui moli, nelle stazioni, negli aeroporti. Dove andiamo? Cosa cerchiamo? Una spiaggia per vivere senza pene e affanni. Una montagna per liberarci da sofferenze e fatiche. Un’isoletta per dimenticare preoccupazioni e dolori. Una città d’arte per rifarci gli occhi dalle brutture quotidiane. Un “altrove” per vivere senza regole, senza limiti, senza orari, senza padrone, senza rendere conto a nessuno…
    Torneremo più inquieti di prima a dare la colpa al traffico, al tempo brutto, alle compagnie antipatiche, ai prezzi, agli scioperi, all’inquinamento, ai giorni troppo pochi. E sospireremo: “Però il prossimo anno…”
    Sospirare e desiderare, desiderare e sospirare.
    Ci vuole tempo. Ci vuole tempo per prendere le distanze da un ritmo di vita che facilmente viene definito tiranno, ma che in realtà ciascuno di noi contribuisce a costruire, ad alimentare, a perpetuare e, in qualche modo, a giustificare.
    Cos’è, in fondo, il desiderio se non la spinta per fare qualcosa, per cercare un traguardo, una destinazione, un luogo che colmi di quanta più luce possibile i nostri occhi, che sazi di gusto nuovo lo scorrere dei giorni.
    Desiderare altro non è che cercare con insistenza e determinazione una dimensione che allarghi orizzonti velati, angusti, troppo corti: scoprire che c’è ancora un oltre che può essere abitato senza rispondere a criteri di convenienza, di risultato, di immagine, di tornaconto.
    Desiderare di riuscire a vivere meglio il tempo intero della nostra vita non è una fuga, ma realismo, volontà concreta di rendere più vivibile non una parte della nostra esistenza, ma ogni suo istante.
    Dunque, il tempo del “non lavoro”, della “non fretta”, il tempo delle vacanze dovrebbe insegnarci a guardare al quotidiano come a un tempo ordinariamente speciale se solo avessimo il coraggio di cercare più spesso e di volere più intensamente quei gesti, quei comportamenti che, difficili o lontani dalle nostre abitudini, in realtà saprebbero riempire di sapore nuovo ciò che è feriale.
    C’è, forse, un’esigenza di silenzio: un’esigenza umana prima ancora che spirituale; un silenzio speciale, necessario per un’igiene interiore, per ridare unità al proprio essere portato alla dissipazione, per recuperare senso e pregnanza nelle relazioni, nei rapporti minacciati da una banalità brutale e fracassona.
    L’assenza dell’intervallo che scandisce i nostri ritmi vitali, la scomparsa del silenzio creativo ci obbligano a vivere entro un tempo privo di soste, che si trasforma quasi sempre in tempo alienato, riempito a forza continuamente di avvenimenti, di eventi, di sollecitazioni, di immagini, frastornato da parole, voci e rumori, così che non rimane più spazio (e tempo) per quelle operazioni ideative che solo una vera, autentica, sincera “discontinuità temporale” può rendere possibili.
    Il silenzio porta a sentire se stessi, il proprio corpo, in maniera diversa, più lucida e intensa; favorisce una coscienza più acuta del tempo. Fare silenzio in noi e attorno a noi significa lasciare che le parole che hanno senso per la nostra vita tornino a risuonare con efficacia.
    Allora, soli, appena fuori della porta di casa, appena al margine delle cose che affollano quotidianamente le nostre menti e le nostre ore, ci sorprenderà il cielo; ci apparirà possibile abitare quell’infinito, l’infinito azzurro che porta quiete, che aiuta a dare la giusta misura ad ogni accadimento, ad ogni tempesta: in quell’immensa distesa ogni cosa, ogni tempo, ogni volto affiorerà con il suo giusto peso, con il suo autentico valore.

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    • Grazie carissimo, anche questa volta ci hai voluto omaggiare con questo tuo bellissimo scritto sulle vacanze. Sinceramente dover preparare le valige mi crea sempre stress, anche la partenza. Questo è veramente un periodo di stanchezza per me. Il silenzio lo trovo alla sera, finalmente tutto tace, qui posso restare con me stessa ed assaporare un po’ di pace. Buonanotte fausto, buone vacanze anche a te ❤

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  31. Grazie, carissima Pinuccia.
    Buone vacanze, serene vacanze a Voi tutti carissimi amici.
    Un abbraccio di cuore.
    Fausto

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