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Pensiero Notturno:Chi è Gesù per me ! — Alla ricerca della vita vera

Pensiero Notturno:Chi è Gesù per me !
3 h fa

Per me Gesù è uno di noi, è un confidente, un amico che non ti abbandona mai, Lui c’è sempre per te ed è sempre disponibile.
Quando ti senti solo e non hai nessuno a cui rivolgerti, vai da Gesù, chi meglio di Lui conosce ciò che ti angoscia e ti tortura l’anima? Lui per primo ha sofferto per non lasciarti solo, Lui per primo ha portato la Sua e la nostra croce per salvarci e per dirci :- Coraggio io sono con te, non ti lascerò mai solo, ne mai mi dimenticherò di te ,io sono qui e aspetto che tu mi chiami per venirti incontro ad aiutarti e a consolarti, perché tu sei prezioso per me più dell’oro fino. Io ti conosco prima ancora che tu nascesti e già da allora Io ti ho amato e ti amerò per sempre, quindi non avere paura a venire da me io sono qui davanti al Tabernacolo che ti aspetto, donami il tuo cuore ed io ti donerò il Mio colmo del mio Amore per te!
In questi momenti dobbiamo ricordarci che non apparteniamo a noi stessi, perché siamo stati comprati a caro prezzo con il sangue dell’Agnello durante la sua Passione ; ma Gesù sulla croce non ci ricorda solo che è morto per noi, infatti attraverso di essa Lui ha sconfitto la morte, ci ha liberati dal pungiglione dei nostri peccati ed è tornato a noi vittorioso con la Sua risurrezione.
Se stiamo aggrappati a Lui e abbracciamo la nostra croce accanto alla Sua noi verremo non solo purificati dei nostri peccati , ma verremo perfezionati e limati dai nostri difetti, affinchè possiamo ritenerci degni di essere Figli di Dio e come tali di poter fare parte del Regno dei cieli.
Preghiera
Mio Caro e dolcissimo Amico Gesù,
mi rivolgo a te, perché non ho nessuno
che mi possa ascoltare ed aiutare.
Tu solo conosci i miei pensieri,
tu solo mi scruti dal profondo e sai cosa è meglio per me.
Perciò io misero peccatore, mi rivolgo a te con il cuore in mano,
ti supplico ascolta la mia preghiera, donami la forza di affrontare
le difficoltà del momento; sostienimi mentre cerco di convivere con la mia croce.
In questo momento ho bisogno di te,
e perciò pongo sulle tue mani per intercessione della Beata Vergine Maria,
le mie tribolazioni.
Signore Gesù, io Confido in te,
non permettere che mi allontani da te,
rendimi docile alla Volontà divina.
per questo io ti prego.
Amen
firmato Raffaella

via Pensiero Notturno:Chi è Gesù per me ! — Alla ricerca della vita vera

Dal volto

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Dal volto

Intenso volto incupito di tristezza scolpito da rughe che segnano il tempo, che inesorabile passa, lasciando solchi profondi.
Solo i ricordi ormai la tengono in vita povera donna stanca, e avvilita  dai trascorsi anni della vita.
Rimembra la casa, e le stanze, piene di canti e voce di infanti.
Forse figli o nipoti che con passi veloci han  preso il volo. E con la sua angoscia e tristezza di profonda solitudine, guarda le onde. Il mare, nella sua immensità più  profonda, dove tutte le sue lacrime nasconde.
Con la sua scopa in mano continua a guardare la sua distesa fino all’infinito. L’odore della salsedine, la sabbia tra le dita le riportano  alla mente, il suo trascorso il suo vissuto. Ogni cosa rivive, ricordi belli e brutti un po’ confusa. Nessun rimpianto in cuor suo. Aspetta la donna rassegnata e stanca, il tempo che passa. Vorrebbe afferrarlo, per dirgli rimani.
Le tende la mano e le sussurra pian piano, con un sospiro:” Vieni con me, ti porto in paradiso

Pinuccia Dattoli

Sul razzismo non si scherza

 

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Riflessione

Sul razzismo non si scherza
Intervista a don Virginio Colmegna di Milano

Qual è la situazione oggi, in Italia?
Col razzismo non si può scherzare. Non si deve far finta di nulla.
Avvertiamo un clima di paura, chiusura, ostilità verso gli immigrati
che cresce. E che sta contagiando anche i giovani. Nel contempo
percepiamo i timori e le sofferenze degli immigrati. Anche di quelli
regolari: è come se dovessero giustificare la loro presenza fra noi,
mentre da anni sono parte della nostra vita sociale e contribuiscono
al nostro benessere. Il senso della dignità di ogni persona e la
generosità straordinaria – che sono alla radice delle culture del
nostro Paese – rischiano di essere compromesse dalle paure, dalle
parole d’odio, dall’ignoranza, dagli slogan politici, che mentre
promettono più sicurezza, generano solo più insicurezza e paura.
Che cosa propone?
Serve un grande lavoro culturale, educativo e spirituale. E serve
intransigenza contro linguaggi e gesti di odio.
In Italia abbiamo 2,5 milioni di persone non autosufficienti. Hanno
bisogno di assistenza: perché non riapriamo i flussi per lavoro?
Inclusione sociale e lavoro: sono questi i cardini di una politica del-
l’immigrazione che genera sicurezza per tutti. Dobbiamo essere
intransigenti con l’illegalità e la corruzione, ma a partire dalla
cultura della fraternita. Chi fa politica non usi la paura per costruire
consenso e raccogliere voti.
La diffidenza verso lo straniero la vede crescere anche tra i fedeli cattolici?
Sì, ed è una preoccupazione  grossa. Credo ci sia molto da fare, per
far capire ai credenti che il nostro atteggiamento verso gli stranieri e
l’immigrazione ha a che vedere col Vangelo e la fede. Oggi c’è una
religiosità del distacco tra fede e vita, una deriva individualista che
rischia di corrodere la Chiesa dall’interno. Serve una sveglia!

Da: “Avvenire” – 7 agosto 2018

 

Gratitudine — tavolozza di vita

Gratitudine
Per una scodella d’acqua, rendi un pasto abbondante;
per un saluto gentile, prostrati a terra con zelo;
per un semplice soldo, ripaga con oro; se ti salvano la vita,
non risparmiare la tua. Così parole e azione del saggio riverisci;
per ogni piccolo servizio, dà un compenso dieci volte maggiore:
chi è davvero nobile, conosce tutti come uno solo
e rende con gioia bene per male.
Mahatma Gandhi da L’arte di vivere

via Gratitudine — tavolozza di vita

Buona serata

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Preghiera della Sera a Dio

 Tramonto
PREGHIERE A DIO
O Dio, nella quiete della sera, ripensiamo al tuo amore. Nella pace del tuo tempio, ripensiamo al tuo amore. Come potremo rendere grazie a te, Signore, per tutto quello che oggi ci hai dato? Ti diciamo, o Signore: Tu sei il nostro Dio, non abbiamo altro bene fuori di te.
Dio, accogli il nostro canto, mentre scende la sera. Dona alle stanche membra la gioia del riposo, e nel sonno rimargina le ferite dell’anima. Se le tenebre  scendono sulla città degli uomini, non si spenga la fede nel cuore dei credenti A te sia lode, o Padre, al Figlio e al Santo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.
Veglia su di noi in questa notte, o Signore. Tieni lontano le insidie del maligno. I tuoi angeli ci custodiscano nella pace, e la tua benedizione rimanga sempre con noi. Per Cristo, Signore Amen

Dal notiziario di Codisotto di Luzzara

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Chi riceve l’Eucaristia diventa «corpo di Cristo»

Celebriamo l’Eucaristia per nutrirci di Cristo, che ci dona sé stesso sia nella Parola sia nel Sacramento dell’altare, per conformarci a Lui. Lo dice il Signore stesso: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui». Nella Messa, dopo aver spezzato il Pane consacrato, cioè il corpo di Gesù, il sacerdote lo mostra ai fedeli, invitandoli a partecipare al convito eucaristico. Noi andiamo verso l’altare in processione a fare la comunione; in realtà è Cristo che ci viene incontro per assimilarci a sé. Nutrirsi dell’Eucaristia significa lasciarsi mutare in quanto riceviamo. Ci aiuta sant’Agostino a comprenderlo, quando racconta della luce ricevuta nel sentirsi dire da Cristo: «Non sarai tu a trasformarmi in te, come il cibo della tua carne; ma tu verrai trasformato in me». Ogni volta che noi facciamo la comunione, assomigliamo di più a Gesù, ci trasformiamo di più in Gesù. Come il pane e il vino sono convertiti nel Corpo e Sangue del Signore, così quanti li ricevono con fede sono trasformati in Eucaristia vivente. Al sacerdote che, distribuendo l’Eucaristia, ti dice: «Il Corpo di Cristo», tu rispondi: «Amen», ossia riconosci la grazia e l’impegno che comporta diventare Corpo di Cristo. Perché quando tu ricevi l’Eucaristia diventi corpo di Cristo. Questo; è molto bello. Mentre ci unisce a Cristo, strappandoci dai nostri egoismi, la Comunione ci apre ed unisce a tutti coloro che sono una sola cosa in Lui. Ecco il prodigio della Comunione: diventiamo ciò che riceviamo!
Dopo la Comunione, a custodire in cuore il dono ricevuto ci aiuta il silenzio, la preghiera silenziosa. Allungare un po’ quel momento di silenzio, parlando con Gesù nel cuore ci aiuta tanto, come pure cantare un salmo o un inno di lode che ci aiuti a essere con il Signore. Nell’orazione dopo la Comunione, a nome di tutti, il sacerdote si rivolge a Dio per ringraziarlo di averci resi suoi commensali e chiedere che quanto ricevuto trasformi la nostra vita. Accostiamoci all’Eucaristia: ricevere Gesù che ci trasforma in Lui, ci fa più forti. È tanto buono e tanto grande il Signore!

Papa Francesco

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