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Buon pomeriggio

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Quando sono con te

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Quando sono con te
Mi sento leggera
Notte magica,
Piena di incanto placida e soave.
Ti tendo la mano,
Me la sostieni.
Se non sono sicura, Tu non mi lasci al buio.
E non ho più paura.
mi indichi il cammino
Questo fin da bambina.
La mia notte mi rischiari,
Me la illumini di stelle
Sfavillante di amore
Con il sogno del cuore
Irradia in me profonda passione.
Che appesa alla luna
In una danza confusa
Aspetto silenziosa
Il rosso chiarore dell’alba
Ed è qui che si ode una musica
Dolce con note soave
Dal profondo si innalza
Quando sono con te.

Pinuccia Dattoli

Festa della divina misericordia

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questa domenica viene chiamata Domenica della Divina Misericordia. Si tratta di qualcosa che va molto più in là di una devozione particolare. Come ha spiegato il Santo Padre Giovanni Paolo II, nella sua enciclica Dives in misericordia, la Divina Misericordia è la manifestazione stessa dell’amore di Dio in una storia ferita dal peccato. “Misericordia” proviene da due parole: “Miseria” e “Cor”. Dio pone la nostra misera situazione, frutto del peccato, nel suo cuore di Padre, fedele al suo progetto. Gesù cristo, morto e risorto, è la suprema manifestazione e attuazione della Divina Misericordia. «Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito» (Gv 3,16) e lo ha inviato alla morte affinché potessimo essere salvati. «Per riscattare lo schiavo hai sacrificato il tuo Figlio!», abbiamo proclamato nel Preconio pasquale della Vigilia. E, risorto, lo ha costituito fonte di salvezza per tutti coloro che credono in Lui. Mediante la fede e la conversione accogliamo il tesoro della Divina Misericordia.

Per saperne di più cliccate qui
Tratto da: manuroma86 IO E UN PO’ DI BRICIOLE DI VANGELO
https://wordpress.com/read/blogs/82471716/posts/5611

Preghiera di Suor Faustina Kowalska
Per il dono della sapienza

O Gesù dammi l’intelligenza, una grande intelligenza illuminata dalla fede, unicamente per conoscere meglio Te, poiché più Ti conosco, più ardentemente Ti amo. Gesù, Ti chiedo una forte intelligenza per comprendere le cose divine e superiori. Gesù, dammi una grande intelligenza, con la quale potrò conoscere la Tua Essenza divina e la Tua vita interiore e trinitaria. Rendi capace la mia mente con una Tua grazia speciale (483-484).

Se solo sapessi — ❀ Rоѕa ❀

Fonte:  https://calogerobonura.wordpress.com/2018/04/06/se-solo-sapessi/

Se tu sapessi con quanto amore seguo i tuoi passi
Se tu sapessi con quanto amore
asciugo le tue lacrime
Se tu sapessi con quanto amore
ti prendo per mano affinché tu non cada
Se tu sapessi con quanto amore ti guardo
mentre annaspi nel caos della vita
E ogni istante, minuto, ora
della giornata ti sono accanto.
In ogni tuo respiro prende vita il mio battito d’ali
In ogni tuo sguardo prende vita il mio sorriso
Vorrei volare assieme a te,
e forse un giorno lo faremo
quando sarai consapevole della tua divinità
aprirai le ali e volerai felice
capirai cosa sono, e quanto ti amo.
Ora non volo ma cammino assieme a te
a fianco a te. Io sono il tuo angelo
quello della tua anima, del tuo cuore
quell’angelo che ogni mattina ti sveglia con un bacio
e ogni notte, apre le sue ali per riscaldarti il cuore.
Io sono il tuo angelo,
quello che mai ti abbandonerà
quell’angelo che aspetta solo un tuo …si….
per rivelarsi al tuo cuore.
Se tu sapessi con quanto amore guardo il tuo sguardo
che a volte è così triste e non ce la fa a vedere la luce.
Se tu sapessi con quanto amore stringo al tua mano
quando scrivi parole che non riesci a condividere
se tu sapessi con quanta gioia
mi stringo al tuo cuore quando regali un sorriso.
Se tu sapessi.. che ti sono accanto sempre
in ogni stante e maggiormente nei momenti difficili.
Raccolgo i ricordi più belli che a volte tendi a dimenticare
raccolgo l’amore seppellito nel tuo cuore
e te lo ripropongo attraverso gli incontri casuali
attraverso il tuo stesso sguardo riflesso su di uno specchio.
Se solo sapessi quanto soffro insieme a te dell’amaro della vita
Vorrei accarezzarti con mani di carne..
ma lo sussurro a chi ti sta accanto..
vorrei dirti le parole più vere dell’amore,
ma lo suggerisco a chi ti regala una parola.
Vorrei vederti raccogliere tutto l’amore che semini
per sentirti soddisfatto della tua vita
ma come ogni cosa.. il tempo lascerà crescere il frutto che tu stesso hai fatto nascere.
Gioisci perché attraverso le tue mani
io regalo l’amore a chi ha la fortuna di incontrarti.
Tu non lo sai forse ma io sono il tuo angelo..
quello che mai ti abbandonerà e che è qui solo per te
e grazie a te può amare il mondo.

visualizza Sito: https://calogerobonura.wordpress.com/2018/04/06/se-solo-sapessi/

La storia dei tre alberi

La storia dei tre alberi C’erano una volta tre alberi, che crescevano l’uno accanto all’altro nel bosco. Erano amici. E come quasi tutti gli amici, anche loro chiacchieravano tanto. E come quasi tutti gli amici, anche loro erano molto diversi, nonostante crescessero nello stesso posto e fossero tutti all’incirca della stessa altezza. Il primo albero […]

via La storia dei tre alberi — tavolozza di vita

Di Fausto Corsetti Le cartoline profumate di crema

 Amici con questa mia condivisione di Fausto voglio augurarvi una felice Pasquetta


LE CARTOLINE PROFUMAVANO DI CREMA.
E’ un piacevole tuffo in quel segmento di vita contraddistinto da tradizioni ormai dimenticate, riferite al “Come eravamo”: un delicato affresco celebrato nelle simpatiche cartoline d’epoca che recano gli auguri della Pasqua tramite un allegro tripudio di soffici quadretti che suscitano una nota di rimpianto, di nostalgia, dati i tempi cupi che ingrigiscono gli animi.
Deliziose immagini evocano, tra l’altro, il mondo di un’infanzia serena, all’insegna della semplicità, della naturalezza: un mondo di bambini che si trastullavano gioiosamente in luoghi, come prati, campagne non inquinate (tranquille oasi di pace) appagati del poco, non ancora avviati all’obesità, dall’overdose di merendine e giochi al computer. Disegni, illustrazioni dal sapore fiabesco, innocente. Un immaginario bucolico, agreste relegato, oggi, a sogni impossibili.
Andando oltre al messaggio augurale, vi si può leggere, in chiave sociologica, la rappresentazione di un’Italia, contadina o urbana, idealizzata non afflitta da problematiche. Idilliaca, fedele ancora a costumi, tradizioni, ai valori devozionali, al senso della famiglia, e della paternità. Vi faceva capolino il tono sfumato, qualche accenno a periodi di miseria, di stenti dovuti alle infauste ripercussioni dell’ultima guerra. A suo tempo anche una popolare canzone suonava come monito a sparare fiori dalle bocche dei cannoni.
Volesse il cielo che per sempre tacessero i suoni di guerre nefaste!
Passano tra le nostre mani le cartoline un po’ ingiallite, incipriate dalla polvere degli anni, sgusciano furtive dagli album della nonna o fanno bella mostra nei mercatini di occasioni, ambite da amatori e collezionisti.
Attirano la nostra curiosità, sbalordiscono i più giovani, fanno spuntare un sorriso, scevro di ironia, di compiacimento, di sorpresa! Conservano, dopo lunghi anni, il profumo degli affetti, il sapore di vaniglia delle focacce caserecce che arricchivano le tavole nella domenica pasquale, secondo una ritualità perduta. Assai gradevoli esteticamente per il retroterra di ricordi, di lievi emozioni che riferiscono alla nostra memoria lontana, le belle cartoline pasquali, tratteggiano armoniosamente profili di scenette idilliache, bucoliche. Tutto un mondo intriso di una pennellata poetica, di un sognante stupore che noi, uomini disincantati, stritolati dalle spire di una vita frenetica e convulsa, abbiamo smarrito. E non indugiamo, né ci attardiamo a contemplare le bellezze della natura.
Così, mentre ci si attarda presso una bancarella del mercatino, alla ricerca di un antidoto ai convulsi ritmi esistenziali, ci lasciamo andare ad angoli di sogni sfumati, deliziati dall’aerea visione di ridenti angioletti mentre si dondolano su una fune fiorita, intenti a far suonare un pesante bronzo. O sospesi tra cielo e terra, volteggiano su distese fiorite dove corrono spensieratamente bimbi, agnelli e ochette.
Contadinelle si destreggiano tra uova, pulcini, coniglietti, mentre candide colombe e garrule rondini sospendono i voli, rapite dal melodioso zufolare del pastorello.
Nell’armonia di un paesaggio e di una natura che risorge a nuova vita (metafora dell’uomo che rinasce con la Risurrezione), tra ulivi, peschi in fiore appare la figura del Buon Pastore, del Cristo adolescente ad annunciare la pace e la gioia del grande giorno.
E ancora bambini vestiti a festa, con buffi cappellini di paglia, trattengono tra le mani coloriti mazzolini di fiori campestri o stringono al petto soffici agnellini, simboli di pace, di amore.
Un felice naturalismo, una freschezza di atteggiamenti è sottesa delicatamente nelle scene rappresentate: una gamma di impressioni giocate su una coralità di sentimenti, quali l’amicizia, la condivisione di momenti, di esperienze di vita, il senso della famiglia. Ideali e valori rievocati da atmosfere “fuori tempo” su cui si stempera un sorriso benevolo, compiacente. Visioni che riscaldano il cuore con quella gioia profonda, innovatrice che sa dare la Pasqua.

 

Auguri di buona pasqua a tutti

Buona Santa Pasqua a tutti voi amici, la luce del risorto possa risplendere nei nostri cuori sempre. Gesù è risorto è vivo in mezzo a noi. Condivido una preghiera di Don Tonino Bello

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Preghiera a Gesù Risorto
di don Tonino Bello

O Signore risorto,
donaci di fare l’esperienza delle donne il mattino di Pasqua.
Esse hanno visto il trionfo del vincitore,
ma non hanno sperimentato la sconfitta
dell’avversario.

Solo tu puoi assicurare
che la morte è stata vinta davvero.
Donaci la certezza
che la morte non avrà più presa su di noi.

Che le ingiustizie dei popoli
hanno i giorni contati.
Che le lacrime di tutte le vittime della violenza
e del dolore saranno prosciugate
come la brina dal sole della primavera.

Strappaci dal volto,
ti preghiamo, o dolce Risorto,
il sudario della disperazione
e arrotola per sempre,
in un angolo, le bende del nostro peccato.

Donaci un po’ di pace.
Preservaci dall’egoismo.
Accresci le nostre riserve di coraggio.
Raddoppia le nostre provviste di amore.

Spogliaci, Signore,
da ogni ombra di arroganza.
Rivestici dei panni della misericordia,
e della dolcezza.

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