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Buon Natale e felice anno nuovo

Amici e amiche  tutti del web vi lascio i miei migliori auguri di un S. Natale pieno di luce ed amore e tanta serenità nel cuore, ❤ ed auguro a voi tutti un felice e sereno anno nuovo.

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Dio sa
Quando sei stanco e scoraggiato per gli sforzi che non hanno dato frutti
Dio sa quanto hai tentato
Quando hai pianto per lungo tempo, con il cuore pieno di angoscia,
Egli ha contato le tue lacrime
Se senti che la tua vita è perduta e che hai gettato tanto tempo,
Egli ti conforta
Quando ti senti solo e i tuoi amici sono troppo occupati anche per una semplice telefonata,
Egli ti è vicino
Quando hai un obiettivo da realizzare e un sogno da seguire,
Egli apre i tuoi occhi e ti chiama per nome
Quando senti di aver tentato di tutto e non sai come ricominciare,
Egli ha la soluzione
Quando più nulla ha un senso e ti senti frustrato e depresso,
Egli cerca di mostrarti le risposte
Se, all’improvviso, tutto ti sembra brillare e scopri una luce di speranza, in quel momento
Egli ha sussurrato alle tue orecchie.
Quando le cose vanno bene e senti di avere molto per cui ringraziare
Egli festeggia con te
Quando nel cuore hai molta gioia e ti senti fortificato
Egli sorride per te
Ricorda che ovunque sarai, sia nella tristezza che nella felicità, anche se nessuno lo sa
Dio sa
Il testo è tratto dal Web

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Una preghiera per Gesù Bambino

Carissimi amici, vi faccio vedere il presepe che ho preparato per aspettare Gesù Bambino. Non è un gran che bello, ma è fatto con materiali economici. Serena notte a tutti ❤

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• Preghiera a Gesù Bambino

Asciuga, Bambino Gesù, le lacrime dei fanciulli!
Accarezza il malato e l’anziano!
Spingi gli uomini
a deporre le armi
e a stringersi in un universale abbraccio di pace!
Invita i popoli,
misericordioso Gesù,
ad abbattere i muri
creati dalla miseria
e dalla disoccupazione,
dall’ignoranza
e dall’indifferenza,
dalla discriminazione e dall’intolleranza.
Sei tu,
Divino Bambino di Betlemme,
che ci salvi,
liberandoci dal peccato.
Sei tu il vero e unico Salvatore,
che l’umanità spesso cerca a tentoni.
Dio della pace,
dono di pace
per l’intera umanità, vieni a vivere
nel cuore di ogni uomo e di ogni famiglia.
Sii tu la nostra pace
e la nostra gioia!

Giovanni Paolo II

QUELLA NOTTE…UNA LUCE

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QUELLA NOTTE…UNA LUCE

Di Fausto Corsetti
Quando è notte tutto sembra diverso. Le forme svaniscono o si trasformano. I suoni si ovattano o si accentuano. Lo sguardo si muove instancabile alla ricerca di figure familiari sulle quali tornare ad appoggiarsi, nel tentativo, almeno, di riconoscere essenziali riferimenti già noti. Anche se non irrompe improvviso il narrare silenzioso del buio spaventa. Quanto meno interroga. Tutto diventa ombra intangibile e indistinta, che tutto sottrae, custodisce, riesprime.
Continua a battere il cuore. Attende. E piano piano entra, anzi rientra, in stanze abituali, cariche di sicurezze e di riferimenti essenziali. Spazi e luoghi interiori abitati da cose, soprattutto da pensieri e da affetti che non si possono esigere, e nemmeno sottrarre. Tutto, comunque, rimane eloquente e continua a porgere messaggi inediti, importanti, esigenti.
Accadono di notte cose indimenticabili, grandi, indelebili, avvolte di significati alti, impregnate di riferimenti unici, che spesso non possono essere tradotte da alcun alfabeto.
Nella notte iniziano e trovano compimento cose, esperienze, incontri, accadimenti altrimenti non possibili, perfino non avvicinabili. Di notte le cose tornano a lanciare, anzi a lasciar trasparire, il loro messaggio più intenso, quello profondo, altrimenti non percepibile, non narrabile, ma sempre capace di evocare stupore e riconoscimento.
Nella notte, frequentemente, tutto diventa più chiaro. Svanisce il superfluo. Scompare l’inutile. Si annuncia il vero, l’essenziale, ciò che sopravvive all’apparenza. Nella notte, ciascuno si scopre raccolto dentro a sé stesso, dentro al mistero che tutto avvolge e comprende: ciascuno si percepisce accolto nello spazio segreto di un altro che non è solo vicino, ma è proprio compagno, viandante, amico, amato, amante. E l’incontro diventa possibile nel silenzioso sostare, stupiti, dinnanzi a un fuoco crepitante che parla, disegna, riscalda, rivela, zittisce, che ottiene ascolto e comprensione; raggiunge la verità di sé e dell’esistere.
Nella notte si coglie la luce, si riconosce un’attesa, si rappresenta ogni ricerca, si concretizza ogni speranza.
Quella notte il lontano si fa vicino, l’Atteso si fa uno di noi. Colui che viene nella notte non porta risposte o facili soluzioni, ma ricerca nuova, cammino, speranza che non delude. Colui che è nato nella grotta è più grande di qualsiasi spiegazione. L’Immenso si fa conoscere nell’impotenza e nella fragilità di un Bimbo che nasce nella notte, che deve crescere, che riesce solo a chiedere. E accade che dinnanzi a quella Luce, messaggera silenziosa di misteri infiniti, chi non sa leggere capisce, chi non possiede nulla impara a donare, chi non ha sapienza impara a declinare il vocabolario vero della vita.
Auguri di ogni bene.
Fausto

Preghiera Maria

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PREGHIERA ALL’IMMACOLATA

Santissima Trinità, Amore infinito, Misericordia traboccante,
io confido in Te, che con un lampo della Tua Infinita Maestà
dai Luce all’oscurità del peccato più grande
e dissipi con un lampo le tenebre dell’Angelo ribelle,
che è ferito dalla tua Misericordia che respinse dall’eternità!

Maria, Tu Vergine Immacolata, sei il Dono della Misericordia
e riflesso eterno della Sua Luce.
Immagine della Chiesa pura e santa, ne sei Tu, o Immacolata,
la porta che s’apre alla Luce che la illumina.

Tu, Figlia del Dio Altissimo, madre del suo Figlio e Sposa dello Spirito,
Tempio sublime della Trinità,
schiacci e sconfiggi il Nemico che la insidia
e che, impotente, fa guerra ai fratelli di tuo Figlio.

Madre della Misericordia, Figlia della Misericordia,
Dono della Misericordia, Porta della Misericordia,
illumina le tenebre che si avanzano e che si vestono di Luce
che illumina l’abisso e sprofonda il cuore dei tuoi figli nell’Inferno!

Vergine Immacolata, Tu sei colei che ci fu data a consolatrice
e quale certezza del nostro destino.
Già dall’eternità redenta in Cristo, Immacolata per Lui,
aiutami nelle insidie del Nemico!

Dal web

Buona giornata

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Gesù sta al centro di tutto,
assume tutto e si fa carico di tutto,
tutto soffre.
E’ impossibile colpire
un qualunque essere
senza colpire Lui,
è impossibile umiliare
qualcuno o annientarlo
senza umiliare Lui,
maledire o assassinare
uno qualsiasi.
senza maledire o uccidere Lui”

Dal web

Buona notte con preghiera

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SETTE PREZIOSI SUGGERIMENTI
DI MADRE TERESA di CALCUTTA

L’uomo è spesso irragionevole, illogico egocentrico:
Non importa, amalo.
Se fai il bene, ti diranno che lo fai per secondi fini egoistici:
Non importa, fa’ il bene.
Se realizzi i tuoi obbiettivi, incontrerai chi ti ostacola:
Non importa, realizza.
Il bene che fai forse domani sarà dimenticato:
Non importa, fa’ il bene.
L’onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile:
Non importa, sii onesto e sincero.
Quello che hai aiutato non te ne sarà grato:
Non importa, aiutalo.
Dai al mondo il meglio di te, e forse sarai preso a pedate:
Non importa, dai il meglio di te.

Il Bambù

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Bruno Ferrero

Il bambù
In un magnifico giardino cresceva un bambù dal nobile aspetto. Il Signore
del giardino lo amava più di tutti gli altri alberi. Anno dopo anno, il
bambù cresceva e si faceva robusto e bello. Perché il bambù sapeva bene
che il Signore lo amava e ne era felice.
Un giorno, il Signore si avvicinò al suo amato albero e gli disse: “Caro
bambù, ho bisogno di te”.
Il magnifico albero sentì che era venuto il momento per cui era stato
creato e disse, con grande gioia: “Signore, sono pronto. Fa’ di me l’uso
che vuoi”.
La voce del Signore era grave: “Per usarti devo abbatterti! ”
Il bambù si spaventò: “Abbattermi, Signore? Io, il più bello degli alberi
del tuo giardino? No, per favore, no! Usami per la tua gioia, Signore, ma
per favore, non abbattermi”.
“Mio caro, bambù”, continuò il Signore, “se non posso abbatterti, non
posso usarti”.
Il giardino piombò in un profondo silenzio. Anche il vento smise di
soffiare. Lentamente il bambù chinò la sua magnifica chioma e sussurrò:
“Signore, se non puoi usarmi senza abbattermi, abbattimi”.
“Mio caro bambù”, disse ancora il Signore, “non solo devo abbatterti, ma
anche tagliarti i rami e le foglie”.
“Mio Signore, abbi pietà. Distruggi la mia bellezza, ma lasciami i rami e
le foglie! ”.
Il sole nascose il suo volto, una farfalla inorridita volò via. Tremando,
il bambù disse fiocamente: “Signore, tagliali”.
“Mio caro bambù, devo farti ancora di più. Devo spaccarti in due e
strapparti il cuore. Se non posso fare questo, non posso usarti”.
Il bambù si chinò fino a terra e mormorò: “Signore, spacca e strappa”.
Così il Signore del giardino abbatté il bambù, tagliò i rami e le foglie,
lo spaccò in due e gli estirpò il cuore. Poi lo portò dove sgorgava una
fonte di acqua fresca, vicino ai suoi campi che soffrivano per la siccità.
Delicatamente collegò alla sorgente una estremità dell’amato bambù e
diresse l’altra verso i campi inariditi.
La chiara, fresca, dolce acqua prese a scorrere nel corpo del bambù e
raggiunse i campi. Fu piantato il riso e il raccolto fu ottimo.
Così il bambù divenne una grande benedizione, anche se era stato abbattuto
e distrutto.
Quando era un albero stupendo, viveva solo per se stesso e si specchiava
nella propria bellezza. Stroncato, ferito e sfigurato era diventato un
canale, che il Signore usava per rendere fecondo il suo regno.
Noi la chiamiamo “sofferenza”. Dio la chiama “ho bisogno di te”.

 

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