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Preghiera-venerdì Santo

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O Dio, padre di ogni vita, oggi ferito a morte dall’odio dell’uomo….

Oggi i più lontani confini dell’universo sentono riecheggiare il tuo pianto… Al quale segue il più profondo dei silenzi.

Come possiamo fare per chiederti perdono, per il corpo straziato del tuo unigenito, che ora giace senza vita e irriconoscibile tra le braccia della madre.

Come chiederti perdono, per quella nostra oscurata determinazione a voler eliminare Colui
Che restituiva la luce ai ciechi, la vita ai morti, ma spaccava l’anima perché ci svelava il nostro peccato e le sue radici più remoti?

Preghiera d’amore e dono per Gesù

cuore-mioO Gesù, Signore della mia vita,
abbi pietà di me peccatore!
Vengo a Te, mio Gesù, mio Dio e mio Tutto,
per dirti che Ti amo
e desidero amarTi del Tuo stesso amore.
Con il cuore contrito,
Ti esalto mio Dio,
perché Tu sei l’Onnipotente,
lo splendore,
la Vita e la mia unica gioia.
Ti adoro mio Dio con tutto il cuore
e imploro benedizioni per tutti i fratelli.
Ti benedico mio Signore
e supplico che i lontani tornino,
per Tua grazia, a Te!
Ti lodo, mio Re,
perché hai fatto belle tutte le cose
e mi hai benedetto con ogni benedizione!
A Te mi offro, mio grande e infinito amore,
per la conversione dei peccatori,
per la salvezza dei morenti,
per la protezione dei più piccoli
maltrattati e abbandonati,
per i peccati del mondo intero.
In Te con Te e per Te
voglio vivere, mio Dio,
voglio sperare,
voglio amare.
In Te confido e a Te mi affido,
mio grande ed infinito amore!

Da-Le figlie di Maria

 

La vita corre come un treno di Fausto Corsetti

Facilmente si accumulano cose, pensieri, esperienze, incontri, persino persone. Con facilità si prende e si lascia, si conosce e si dimentica, si incontra e si abbandona. Facilmente si volta pagina.
I nostri giorni, però, hanno suoni e colori che si ascoltano e si osservano in modo sempre speciale: sono diversi, non tutti hanno lo stesso valore, non tutti durano allo stesso modo.
Ci sono eventi che costringono a lasciare tutto, anche ciò che si custodiva con attenzione gelosa, e a ricominciare, a ripartire, a rifare tutto da capo.
Nulla nasce dal caso e ogni accadimento è richiamato da qualcosa che lo precede, allo stesso cmodo in cui l’onda spumeggiante che si avvolge sull’arena cristallina, il più innanzi possibile, è solo il risultato finale, ultimo, appunto, di una lunga serie di altre spinte, iniziate lontano, chissà dove, provocate da chissà quale remota e dimenticata causa.
Ad ascoltare, attentamente, anche dentro al ritmo profondo della vita interiore si affollano una infinità di suoni, emozioni, pensieri, ricordi che riemergendo di tanto in tanto, chiedono di essere meglio riconosciuti, fissati nella memoria, espressi in modo più consapevole, accolti con più chiara lucidità. Non si smarriscono. Riaffiorano come un richiamo, come un profumo che rende presente, inspiegabilmente, un lontano ricordo, un’emozione, un posto, una persona.
E così, nei momenti più impensati, non è difficile che accada di riuscire ad ascoltare e riconoscere emozioni vissute molto tempo addietro come se accadessero nel preciso istante in cui si è presenti in un oggi totalmente nuovo e diverso, persino lontano.
Tutto, comunque, conserva una verità e credibilità che cancella qualsiasi distanza, anche temporale, e si ha l’impressione di essere tornati in una realtà che pensavamo mai più recuperabile. Eppure ritorna, si fa presente.
Un tocco di musica in una via deserta che fluisce, improvvisa da una finestra sconosciuta, un leggero profumo, appena accennato, un suono, una voce, un volto sfuggente per strada, una foto ingiallita, un colore, un sapore ed è subito… un ricordo.
Magia dei ricordi: tutto ciò che non possiamo più tenere con noi stessi nell’oggi che ci è donato, comunque ci appartiene e abita spazi che niente e nessuno potrà mai strapparci. Tutto se ne può andare, ma tutto può restare dentro noi stessi.
Rimarrà tutto e soltanto ciò che sarà stato avvolto e custodito tra fasce di meraviglia e gratitudine. Resterà come una novità capace di riportare luce e voglia di vivere in tutto ciò che sarà stato accolto e non posseduto, lasciato e non smarrito, goduto e non dimenticato.
Già! La vita corre come un treno in corsa. Si evolve continuamente ma resta ancorata nei piccoli “ricchi” gesti che un giorno ricorderemo con le lacrime agli occhi!

Con l’affetto di sempre.
Fausto

Sei bella- poesia

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Sei bella.
E non per quel filo di trucco.
Sei bella per quanta vita ti è passata addosso,
per i sogni che hai dentro
e che non conosco.
Bella per tutte le volte che toccava a te,
ma avanti il prossimo.
Per le parole spese invano
e per quelle cercate lontano.
Per ogni lacrima scesa
e per quelle nascoste di notte
al chiaro di luna complice.
Per il sorriso che provi,
le attenzioni che non trovi,
per le emozioni che senti
e la speranza che inventi.
Sei bella semplicemente,
come un fiore raccolto in fretta,
come un dono inaspettato,
come uno sguardo rubato
o un abbraccio sentito.
Sei bella
e non importa che il mondo sappia,
sei bella davvero,
ma solo per chi ti sa guardare.

Alda Merini

Preghiera

Questa sera condivido una preghiera allo Spirito Santo perché mi aiuti a mantenere libera la mia mente, dal tumulto di pensieri che si accavallano e mi distraggono dalla vero senso della mia vita. Signore perdonami se mi sono distratta a tal punto da dimenticarmi del nostro incontro. Ti chiedo umilmente perdono. Fa che domani possa essere un giorno migliore, perché Sei solo tu al centro del mio cuore ❤

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Preghiera allo Spirito Santo
Vieni Spirito Santo
Vieni, Spirito di sapienza: libera i nostri cuori dall’attaccamento al
male e insegnaci a cercare prima di tutto il Regno di Dio.
Vieni, Spirito d’intelletto: illumina la nostra mente€, distoglila da
pensieri e preoccupazioni vuoti e banali.
Vieni, Spirito di consiglio: rendici docili alla tua azione, sii nostro
maestro, dirigi le nostre scelte alla luce del Vangelo.
Vieni Spirito di fortezza: sostienici nella lotta contro il male dentro
e fuori di noi, consolaci nella prova, rendici testimoni del Risorto.
Vieni, Spirito di scienza: insegnaci a usare di tutte le cose
ricordando che sono dono di Dio, e a camminare con gioia verso
la casa del Padre.
Vieni, Spirito di pietà: ricordaci che siamo figli di Dio, aiutaci a
pregare ogni giorno e a sentirci parte della Chiesa.
Vieni, Spirito di santo timore: non permettere che cadiamo nella
tentazione, aiutaci a ricominciare da capo ogni giorno,
adorando solo il Signore.

 

UOMINI MASCHERE TEATRANTI

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                                       UOMINI MASCHERE TEATRANTI
                                                           di Fausto Corsetti

Ciascuno di noi è un attore, che recita i suoi diversi ruoli negli infiniti teatri della vita quotidiana. La ricerca di noi stessi procede di pari passo con quella di forme sempre nuove con cui entriamo in relazione con gli altri. E l’abilità di interpretare i nostri diversi copioni, secondo i casi, rende la vita pesante come un dramma o leggera come una commedia.
Sarei, quasi, tentato di dire che ogni essere umano, che viene al mondo, non nasce: debutta. Quindi, dalla nascita alla morte, non fa che recitare.
Ogni mattina, quando ci svegliamo, inizia la nostra rappresentazione quotidiana in cui ciascuno interpreta il suo copione per il pubblico di riferimento. Anzi, non uno soltanto, ma numerosi e tutti diversi: per la moglie, i figli, i capi, i dipendenti, i vicini di casa e così via fino alla sera quando, spegnendo la luce, stendiamo il pietoso sipario diurno e ci adagiamo sulle rappresentazioni dei nostri sogni notturni.
E’ difficile decifrare i misteri di questa nostra inconsapevole vita di perenni attori: nella vita privata il bisogno di essere noi stessi si risolve in teatralità quotidiana, che di tanto in tanto rende leggera la giornata, trasformandola in commedia, o la complica e l’appesantisce, mutandola in dramma.
Perfino un’operazione seria e rischiosa come la redazione di un bilancio aziendale altro non è che la scrittura di un copione in termini finanziari. Ogni disinvolto imprenditore ha un rendiconto per sé, uno per gli azionisti, uno per il fisco, uno per i sindacati e uno per il coniuge.
E di ciascuno snocciola le cifre ostentando di volta in volta soddisfazione, preoccupazione o panico a seconda delle circostanze e degli interlocutori.
Ma il palcoscenico per antonomasia resta, a mio parere, il mondo del lavoro – oggi più realisticamente mezzo mondo – dove, tra “mission”, “vision” e “management” aziendali globalizzati, la recita comprende ruoli di capi, gran capi, colleghi o dipendenti. Vige, sovente, una doppia sceneggiatura, un copione che ci costringe a recitare una doppia scena da foresta: quella sadica, in cui ognuno, appena conquista una briciola di potere, si crede un leone legittimato ad azzannare, e quella masochista, in cui ognuno, appena si ritrova al cospetto del capo, si crede una gazzella tenuta a farsi sbranare.
Allude quasi a quella storiella, nota a parecchi, dove leoni e gazzelle soffrono d’insonnia, si svegliano presto, devono correre, muoiono di fame se…
Ebbene, proprio quella metafora regola quotidianamente la tragicommedia di milioni di individui, esaltati dalla barbara competitività, dalla guerra di tutti contro tutti. Non a caso ha come scenario la foresta e come protagonisti le bestie.
Paradossalmente, in tanta onnivora teatralità inconsapevole, l’unico momento di verità della nostra giornata è il teatro: quello in cui recitano gli attori professionisti. Soltanto i professionisti del teatro possono farci riflettere sulla nostra esistenza quotidiana, senza stereotipi e lontano dai massimalismi.
Questi benefattori dell’umanità, tirando avanti una vita spesso inquieta e tribolata, sdoppiandosi ogni sera in dr. Jekyll o mr. Hyde, ci spiattellano in faccia la realtà e ci costringono a confrontare le poche cose che contano e che trascuriamo, con le infinite insipienze, futilità che ci svuotano ma che sempre alla fine preferiamo.
Soltanto gli attori di professione, dall’alto della loro arte vera, sono capaci di ricordare a noi dilettanti la nostra natura di teatranti maldestri, svelandoci la verità che ci attende sotto la finzione, trasformando la complessità dei nostri drammi fittizi nella disarmante semplicità di quelli reali.

Il tratto della penna di Fausto Corsetti


Rari, persino strani o desueti appaiono alcuni gesti ai nostri occhi; seguitano, tuttavia, ad essere avviluppati da un immobile ed eloquente fascino. Scrivere una lettera è tra questi. Un gesto semplice, eppure colmo di attenzione, presenza, tempo. Una parola detta è importante, ma una parola consegnata incisa sopra un foglio di carta diventa impegnativa. C’è un pezzo di sé dentro a quel segno d’inchiostro gelosamente accompagnato e custodito all’interno di una busta. Ricevere una lettera, oggi, sembra cosa d’altri tempi. Non è veloce, ma rappresenta un messaggio riservato, una consegna personale, diversa, diretta, esclusiva.
C’è un tempo offerto in dono: è celato in quei segni d’inchiostro comprensibili, per lo più, solo da colui che legge, fino a farlo sentire unico, esclusivo, insostituibile. E’ necessario tempo per leggere, riconoscere e raccogliere il senso, soprattutto il non detto che sta dentro a segni convenzionali che tutti possono identificare, ma solamente qualcuno sa interpretare.
E’ un riconoscimento che si avvera con lentezza, seppure sia figlio di una avidità incontenibile e di una urgenza che spinge ad arrivare presto al fondo di quel dire che ti fa sentire unico, desiderato, pensato, custodito.
Ci vuole tempo per apprendere l’alfabeto della vita, e ancora più tempo è necessario per scrivere della vita, della propria vita, di sé, di quella che scorre intorno, incisa su volti e storie che raccontano di ciò che dura oltre il tempo: ma proprio una frequentazione quotidiana, fedele, attenta con carta e penna ottiene di arrivare più facilmente alla verità di sé.
Scrivere è lasciare traccia di sé, è rendere possibile, tangibile, leggibile, parlante la fragilità stessa della vita, fatta per lo più di momenti, gesti, parole semplici, ma che diventano vere quando arrivano a inseguire ciò che supera la prova del tempo.
IL TRATTO DELLA PENNA
Un affettuoso abbraccio.
Fausto

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