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Archivi tag: sole

Buonanotte a tutti

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La luna tra i cipressi

Filari di cipressi, nella sera,
tra due alberi s’intravede uno spicchio di luna.
Illumina e sembra sorridere.
Ci ricorda del suo passato,
quando in un’altra fase,
va in cerca del sole di cui è follemente
innamorata. Solo una piccola parte di lei,
rimane a controllare la notte.
Sul palco cantori in coro intonano canti
Napoletani, funi culi, funi culà, e
Sedute in prima fila, applaudiamo divertiti,
allegramente partecipando con borbottii di canto.
Un’ aria umida e fredda ci sovrasta,
Questa è l’ora di andare, ci alziamo
divertiti finiamo la serata
Con applausi e risate.

Pinuccia Dattoli

Dedicato a te

abbraccio
Dedicata a te, che calchi la mia vita
con l’innaturale bellezza della tua anima.
Dedicata a te, che con dolci
e sapiente parole cerchi di migliorare
il mio essere, triste e pensieroso nella sera.
Dedicato a te quando la luna, nascondendosi dietro
una nuvola vagante in te spera,
il dono di un sorriso.
Dedicato a te quando la gioia dell’attesa è
Ancora di più della gioia dell’incontro.
Dedicata a te che condividi
La mia solitudine ….
Dedicato a te che mi dai fiamma dentro
Che con emozione vivissima,
mi hai fatto ritrovare la luce del sole.
Dedicato a te che hai saputo aprire il mio cuore,
e fatto conoscere amore infinito.

Pinuccia Dattoli

LA ROSA

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LA ROSA
Una rosa bramava giorno e notte la compagnia delle api, ma nessuna andava a posarsi sui suoi petali.
Nonostante ciò, il fiore continuò a sognare:
nelle lunghe notti, immaginava un cielo dove volteggiavano miriadi di api, che si posavano a baciarla teneramente.
Grazie a questo sogno, riusciva a resistere fino all’indomani, allorché tornava a schiudersi con la luce del sole.
Una notte, conoscendo la solitudine che la attanagliava, la luna domandò alla rosa:
“Non sei stanca di aspettare?”
“Forse si. Ma devo continuare a lottare.”
“Perché?”
“Perché se non mi schiudo, appassisco.”

Nei momenti in cui la solitudine sembra annientare ogni bellezza, l’unica maniera di resistere è quella di mantenersi aperti.
Paulo Coelho

Storie

girasoli

Un nuovo fiore

In un tempo lontano, in una bella distesa di grano, nacque un nuovo fiore. Era diverso da tutti gli altri, e le spighe, con il loro dolce ondeggiare cullate dal vento lo guardavano con diffidenza “un estraneo tra noi” dicevano “che sciagura, rovinerà lo splendido panorama che solo noi riusciamo a creare!”, a volte lo prendevano in giro, la spiga Gina diceva: “Ma guardati sei proprio strano, sei troppo giallo, sarai malato?”. E il fiore dal lungo stelo, si sentiva sempre più solo, sempre più triste, e mentre cresceva la sua testa si chinava in basso, per la vergogna di essere diverso.
Le spighe, vedendo che il nuovo arrivato non si difendeva neanche, presero ancora a elogiare le loro qualità una volta raccolte, facendo sentire il nostro fiore ancora più inutile. Dicevano in coro: “con il nostri frutti si fa la farina, con la farina si fanno i biscotti le torte e pure la pastasciutta di cui ogni creatura ne va ghiotta!” e la spighe gemelline gli dicevano: “e tu, dicci un po’, a cosa servi? Secondo noi proprio a niente!”
E lo strano fiore si chinava sempre più a guardar la terra! Ma un giorno passò di lì una donna con il suo bambino, e le spighe eccitate dai complimenti che sapevano avrebbero ricevuto, si sussurrarono l’un l’altra a bassa voce: “coprite il buffo fiore, di modo che non lo possano vedere!”. Ma il bambino curioso notò lo strano fiore tra le spighe di grano, fece avvicinare la sua mamma, e le chiese: “Mamma cos’è questa pianta, a che serve, perché è così china?”. La donna riuscì a vedere attraverso la sua solitudine e si commosse, versò una lacrima che finì proprio al centro del cuore del giovane fiore, che sentì per la prima volta un’emozione d’amore. “E’ un girasole, il più bel fiore”, disse la mamma, “è nato per caso tra le spighe di grano e non sentendosi accettato ha chinato il capo, forse non sa che i suoi tanti fratelli sono talmente belli e talmente fieri da avere il capo eretto per guardare in faccia il sole.
E poi, piccolo mio, immagina che questa distesa di grano sia un bel piatto di pastasciutta condita da un filo d’olio, il frutto del suo girasole”
Da allora il girasole alzò il capo per guardare il sole da mattina fino a sera, ma senza rancore per le sorelle spighe, che chiesero perdono per il male causato ma soprattutto capirono che un fiore non è peggiore solo perché diverso, che ogni creatura porta dentro di sé la propria bellezza e lo scopo della propria esistenza, e che invece di canzonarlo per tanto tempo avrebbero semplicemente potuto aiutarlo.

(dal Web)

Fine settimana a Comacchio

Ciao amici, questo fine settimana sono stata al mare, ai lidi Ferraresi, ho visitato la città di Comacchio, detta anche la piccola Venezia. Condivido questa slide di foto  con voi. Ciao a tutti, buona serata.

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Il pezzo di carbone

Caminetto

Un pezzo di carbone si sentiva sporco, brutto e inutile. Decise di diventare bianco e levigato. Provò diversi prodotti chimici e varie operazioni chirurgiche. Niente da fare. “C’è soltanto il fuoco”, gli dissero.
Il pezzo di carbone si buttò nel fuoco. Divenne una creatura luminosa, splendente, calda, irradiante, magnifica. “Ti stai consumando”, gli dissero.
“Ma dono luce e calore”, rispose il pezzo di carbone, finalmente felice.
Lasciati prendere dal sole e dal fuoco dello Spirito. Splenderai come un astro del cielo sulle rotte dell’infinito.

Una storia


indiano-che-balla

Tanto tempo fa un missionario attraversava le Montagne Rocciose con un giovane indiano che gli faceva da guida.
Tutte le sere, ad un preciso momento del tramonto, il giovane indiano si appartava, si voltava verso il sole e cominciava a muovere ritmicamente i piedi e a cantare sottovoce una canzone dolcissima, soffusa di nostalgia.
Quel giovane che danzava e cantava rivolto al sole morente era uno spettacolo che riempiva di ammirata curiosità il missionario.
Così, un giorno, chiese alla sua guida: “Qual è il significato di quella strana cerimonia che fai tutte le sere?”.
“Oh, è una cosa semplice” rispose il giovane.
“Io e mia moglie abbiamo composto insieme questa canzone. Quando siamo separati, ciascuno di noi, dovunque si trovi, si volta verso il sole un attimo prima che tramonti, e comincia a danzare e cantare. Così, ogni sera, anche se siamo lontani, cantiamo e balliamo insieme”.

Quando il sole tramonta, tu con chi balli?

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