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Preghiera-venerdì Santo

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O Dio, padre di ogni vita, oggi ferito a morte dall’odio dell’uomo….

Oggi i più lontani confini dell’universo sentono riecheggiare il tuo pianto… Al quale segue il più profondo dei silenzi.

Come possiamo fare per chiederti perdono, per il corpo straziato del tuo unigenito, che ora giace senza vita e irriconoscibile tra le braccia della madre.

Come chiederti perdono, per quella nostra oscurata determinazione a voler eliminare Colui
Che restituiva la luce ai ciechi, la vita ai morti, ma spaccava l’anima perché ci svelava il nostro peccato e le sue radici più remoti?

Riflessioni

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  Il Natale: la pazienza e la tenerezza di Dio

L’origine delle tenebre che avvolgono il mondo si perde nella notte dei tempi. Così, il corso dei secoli è stato segnato da violenze, guerre, odio, sopraffazione. Ma Dio, che aveva riposto le proprie attese nell’uomo fatto a sua immagine e somiglianza, aspettava. Egli ha atteso talmente a lungo che forse ad un certo punto avrebbe dovuto rinunciare. Invece non poteva rinunciare, non poteva rinnegare sé stesso.  Perciò ha continuato ad aspettare con pazienza di fronte alla corruzione di uomini e popoli. La pazienza di Dio. Quanto è difficile capire questo: la pazienza di Dio verso di noi! la luce che squarcia il buio ci rivela che Dio è Padre e che la sua paziente fedeltà è più forte delle tenebre e della corruzione. Nel Natale Dio ha assunto la nostra fragilità, la nostra sofferenza, le nostre angosce, i nostri desideri e i nostri limiti. Il messaggio che tutti aspettavano, quello che tutti cercavano nel profondo della propria anima, non era altro che la tenerezza di Dio: Dio che ci guarda con occhi colmi di affetto, che accetta la nostra miseria, Dio innamorato della nostra piccolezza. In questa santa notte, mentre contempliamo il Bambino Gesù appena nato e deposto in una mangiatoia, siamo invitati a riflettere. Come accogliamo la tenerezza di Dio? Mi lascio raggiungere da Lui, mi lascio abbracciare, oppure gli impedisco di avvicinarsi?la cosa più importante non è cercarlo, bensì lasciare che sia Lui a cercarmi, a trovarmi e ad accarezzarmi con amorevolezza. Questa è la domanda che il Bambino ci pone con la sua sola presenza: permetto a Dio di volermi bene? quanto bisogno di tenerezza ha oggi il mondo!La risposta del cristiano non può essere diversa da quella che Dio da alla nostra piccolezza. La vita va affrontata con bontà, con mansuetudine. Quando ci rendiamo conto che Dio è innamorato della nostra piccolezza, che Egli stesso si fa piccolo per incontrarci meglio, non possiamo non aprirgli il nostro cuore.
Papa Francesco

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