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Preghiera per chiedere l’umiltà

 

 

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Preghiera per chiedere l’umiltà

Gesù, tu hai detto: Imparate da me che sono mite e umile di cuore
e troverete riposo alle anime vostre».
Sì, Signore mio e Dio mio, l’anima mia riposa
nel vederti rivestito della forma e della natura di schiavo,
abbassarti fino a lavare i piedi dei tuoi apostoli.
Ricordo ancora le tue parole: «Vi ho dato l’esempio,
perché anche voi facciate come ho fatto io.
Il discepolo non è più del Maestro…
Se voi comprendete ciò, sarete beati mettendolo in pratica».
Le comprendo, Signore, queste parole uscite dal tuo cuore mansueto e umile.
Le voglio mettere in pratica con l’aiuto della tua grazia…
Tu però, o Signore, conosci la mia debolezza:
ogni mattino prendo l’impegno di praticare l’umiltà
e alla sera riconosco che ho commesso ancora ripetuti atti di orgoglio.
A tale vista sono tentata di scoraggiamento,
ma capisco che anche lo scoraggiamento è effetto di orgoglio.
Voglio, mio Dio, fondare la mia speranza soltanto su di te.
Poiché tutto puoi, fa’ nascere nel mio cuore la virtù che desidero.
Per ottenere questa grazia dalla infinita tua misericordia
ti ripeterò spesso: «Gesù, mite e umile di cuore, rendi il mio cuore simile al tuo».

(Santa Teresa di Lisieux)

Il sacchetto di biscotti

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Il pacchetto dei biscotti  
Una ragazza stava aspettando il suo volo in una sala d’attesa di un grande aeroporto. Siccome avrebbe dovuto aspettare per molto tempo, decise di comprare un libro per ammazzare il tempo. Comprò anche un pacchetto di biscotti. Si sedette nella sala VIP per stare più tranquilla.
Accanto a lei c’era la sedia con i biscotti e dall’altro lato un signore che stava leggendo il giornale. Quando lei cominciò a prendere il primo biscotto, anche l’uomo ne prese uno; lei si sentì indignata ma non disse nulla e continuò a leggere il suo libro. Tra sé pensò: “Ma tu guarda, se solo avessi un po’ più di coraggio gli avrei già dato un pugno…”.
Così ogni volta che lei prendeva un biscotto, l’uomo accanto a lei, senza fare un minimo cenno ne prendeva uno anche lui. Continuarono fino a che non rimase solo un biscotto e la donna pensò: “Ah, adesso voglio proprio vedere cosa mi dice quando saranno finiti tutti!”.
L’uomo prese l’ultimo biscotto e lo divise a metà! “Ah!, questo è troppo”; pensò e cominciò a sbuffare indignata, si prese le sue cose, il libro, la sua borsa e si incamminò verso l’uscita della sala d’attesa.
Quando si sentì un po’ meglio e la rabbia era passata, si sedette in una sedia lungo il corridoio per non attirare troppo l’attenzione ed evitare altri dispiaceri.
Chiuse il libro e aprì la borsa per infilarlo dentro quando nell’aprire la borsa vide che il pacchetto di biscotti era ancora tutto intero nel suo interno.
Sentì tanta vergogna e capì solo allora che il pacchetto di biscotti uguale al suo era di quel uomo seduto accanto a lei che però aveva diviso i suoi biscotti con lei senza sentirsi indignato, nervoso o superiore, al contrario di lei che aveva sbuffato e addirittura si sentiva ferita nell’orgoglio.
Quante volte nella nostra vita mangeremo o avremo mangiato i biscotti di un altro senza saperlo? Prima di arrivare ad una conclusione affrettata e prima di pensare male delle persone, guarda attentamente le cose, molto spesso non sono come sembrano!

Dal web.

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Buon anno

Buon anno

tumulto di spari
turbinio di fuochi,
ma urlano la gioia?
Confusa esco dal giardino
di mia vita.
Inciampo
in grovigli di egoismo,
scalo
monti d’orgoglio,
precipito
in valli d’insignificanza,
rumino
macigni di preghiera.
Ecco ritrovo
seme novello
di speranza
e cauta lo ricopro
con terra d’amore.
Mi riposo …
ai bordi del silenzio
e fiduciosa
attendo nuova fioritura.

Rosarita De Martino

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