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Venerdì Santo

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Mio padre mi ha lasciata

per-mio-padreCari amici mi affaccio solo per un momento. Scusatemi ultimamente se non rispondo ai vostri commenti, ma come vi dicevo sono lontana da casa.
Vorrei rendervi partecipi del mio grande dolore!
Non sono molto brava a scrivere e a maggior ragione in questo triste momento, non so proprio come esprimere a parole quello che provo.
Venerdi 21 novembre scorso, ho subìto la perdita di mio padre e solo ieri c’è stato il suo funerale.
Credo abbia portato via con sè un pezzetto del mio cuore. Spero solo di essere stata una figlia amorevole per lui.
In questo ultimo periodo sono stata giorno e notte con lui in ospedale al suo capezzale, facendo a turno con i miei fratelli. Ho solo un rimorso; volevo essere io a raccogliere il suo ultimo respiro, e a stringergli la mano, invece insistette per restare con lui mio fratello, arrivato da Genova proprio quel giorno.
Non avrei dovuto ascoltare mio fratello quando mi disse: Sei molto stanca, questa notte ci sto io con papà, tu vai da mamma perchè anche lei ha bisogno di qualcuno vicino in questo momento”.
Era ormai da parecchie notti che in ospedale non riuscivo a prendere sonno, mi appisolavo un attimo, ma vi risvegliavo sempre di soprassalto. Avevo sempre paura di non sentire mio padre se si fosse lamentato e avesse avuto bisogno di qualcosa. La notte a casa ho fatto un sogno “Stavo recitando delle preghiere a bassa voce quando improvvi­samente udii me stessa dire a voce alta: ‘Dio ti benedica, papà, ora sei nelle mani del Signore’.
Proprio allora, lo vidi. Sapevo che aveva esalato il suo ul­timo respiro ed era in pace. Poi, per pochi secondi, vidi una foschia gialla sopra di lui e degli Angeli che lo trasportavano verso l’alto.
Nel sogno mi appariva sfocata una scalina­ta. Balzai dal letto scesi giù in cucina mi venne in mente di mandare un sms a mio fratello. Erano le ore 3,20. Mi rispose subito dopo dicendomi: “Papà ci ha lasciato”.
Non so per quale motivo vi ho raccontato questo, in parte per uno sfogo, in parte perchè al giorno d’oggi spesso i sentimenti è bene non siano manifesti, come fosse qualcosa di scandaloso o di cui provare vergogna.
Non riferendomi al mio caso in particolare, aggiungo una considerazione, e cioè che raramente, davanti a qualcuno che esprime un dolore gli si consente di raccontarlo, anche se spesso si crede il contrario.
Spesso alla fredda parolina “Condoglianze”, si associano frasi preconfezionate come “Sii forte”, “Adesso devi reagire”, “La persona che non c’è più non vorrebbe vederti piangere” e così via, senza dare la possibilità quindi alla persona che soffre di elaborare il proprio lutto e condividerlo.
Detto ciò, nonostante la grande sofferenza, so che papà ora sta bene e riposa in pace.
Grazie a tutti di avermi ascoltata!
Appena sarà possibile, mi farò sentire con qualcosa di più ameno.
Pinuccia

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