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Buona serata

 Foto: Curia Vescovile di Mantova

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“Senti Dio come unico oggetto d’affetto del tuo cuore,
come unico padre, fratello, amico, consolatore,
medico, medicina, sposo dell’anima tua.
E non appoggiarti che su Lui, come fa il bambino
che si appoggia totalmente alla mamma”.
(8 settembre 1948) Chiara Lubich

Storie di fantasmi

fantasmi

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Questa finestra è del palazzo Ducale di Mantova

Una targa sul muro del palazzo indica l’epilogo della storia di Agnese Visconti, la sfortunata moglie di Francesco I Gonzaga, vittima di una triste storia di tradimenti,
Inganni e giochi di potere.
Lei era la figlia di Bernabò Visconti, signore di Milano, andata in sposa 14enne al coetaneo signore di Mantova per consolidare i rapporti politici tra le due famiglie più potenti del momento. Ma la fortuna gira presto le spalle alla giovane sposa: prima il figlio maschio che non arriva e in seguito l’uccisione del padre Bernabò da parte del cugino Gian Galeazzo che diventa così il nuovo signore di Milano.
Mentre Francesco Gonzaga cerca di salvare i nuovi equilibri politici tra le due famiglie, la povera Agnese pensa a come vendicare la morte del padre andando contro gli interessi del marito.
Non rimane che una drastica decisione: eliminare Agnese. Il pretesto è il presunto adulterio con il cavaliere Antonio da Scandiano: venne costruito un intero processo fasullo (per i più fanatici gli atti sono ancora conservati presso l’Archivio di Stato di Mantova).
La sentenza per i due “amanti” è la morte.
La mattina del 7 febbraio 1391 lui venne impiccato e lei decapitata e infine i due corpi vennero sepolti proprio dove oggi si trova la targa.
Si racconta che il fantasma di Agnese non riesca a trovare pace perché la poverina non è stata sepolta in terra consacrata. Narra la leggenda che Agnese si ripresenti di tanto in tanto sul luogo dove venne giustiziata … forse per piangere sulle ossa del suo amante?
Più persone possono testimoniare di aver sentito nella piazza il lamento di una donna; altri dichiarano di aver visto di notte, tra le finestre del Palazzo e del Castello, una sorta di luce spettrale salire e scendere tra le stanze.
Semplice suggestione? Un custode sbadato che ha dimenticato le luci accese?
Vi consiglio una passeggiata notturna fino in Piazza Sordello e se avete coraggio fermatevi proprio di fronte alla targa, magari anche voi sentirete il suo triste lamento.

Pellegrinaggio al Santuario delle Grazie

Oggi pomeriggio sono andata in pellegrinaggio al Santuario della Madonna delle Grazie.

Vi mostro alcune fotografie del Santuario. Mi scuso per le foto, non sono venute molto bene, sono state scattate con un cellulare, un po vecchiotto.

All’ingresso del Santuario una preghiera sul leggio:

SANTA MARIA DELLE GRAZIE,
Madre di Gesù e Madre nostra,
ascolta la nostra confidente preghiera.

Poiché sei venerata nelle nostre case,
 fiorisca in esse la pace che nasce dall’obbedienza al divino volere.
A nessun giorno, a nessuna tavola
manchi il pane e in nessun cuore
venga meno la bontà.

Nell’ora oscura del dubbio,
sii la nostra luce benigna.
Nell’ora grande della croce,
sii il nostro dolce conforto e aiutaci
ad adempiere ciò che manca
alla passione di Cristo
per la salvezza del mondo.

Fa’ che gli erranti ritornino all’abbraccio della Misericordia infinita del Padre
e che i nostri malati
siano risanati dalla tenerezza
e dall’onnipotenza del Tuo Figlio.

I nostri giovani cerchino il volto di Dio
e i più capaci di amare scoprano
la sublime bellezza dell’offrirsi interamente
 a servire il Suo Regno
di verità, di giustizia e di pace. 

Proteggi con vigilante amore
le strade del nostro lavoro
perché il cammino sia incolume
e ogni incontro sia raggiante di amicizia.

E quando i nostri passi arriveranno
alle soglie della Casa, aprici e mostraci
il Tuo Gesù, nella gloria del Padre,
con lo Spirito Santo,
per tutti i secoli eterni e felici.
Amen.

Foto

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