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Preghiera a Dio

Nelle tue mani, o Dio Mi abbandono, o Dio, nelle tue mani. Gira e rigira quest’argilla, come creta nelle mani del vasaio. Dalle una forma e poi spezzala, se vuoi. Domanda, ordina, cosa vuoi che io faccia? Innalzato, umiliato, perseguitato, incompreso, calunniato, sconsolato, sofferente, inutile a tutto, non mi resta che dire, sull’esempio della tua […]

via Nelle tue mani, o Dio — tavolozza di vita

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Giovani o vecchi

il-tempo

Giovani o vecchi??

essere giovani non è questione d’età.
Non si diventa vecchi perché ci è piovuto addosso un certo
numero di anni, ma perché si sono abbandonati i propri ideali.
Gli anni solcano la pelle;
      Rinunciare al proprio ideale solca l’anima.
Giovane è colui che è capace di stupore e di meraviglia.
egli sfida gli avvenimenti e trova gioia nel gioco della vita.
            Voi siete giovani quanto lo è la vostra fede.
                    Siete vecchi come il vostro dubbio.
        Siete giovani come la vostra fiducia in voi stessi.
        Siete giovani com’è grande la vostra speranza.
         siete vecchi se cresce il vostro abbattimento.
Rimarrete giovani fin quando vi conserverete disponibili a
vibrare per ciò che è bello, buono e grande; di fronte 
ai messaggi della natura, dell’uomo, dell’infinito.

         (Douglas Mac’Arthur)

Dal giornalino della parrocchia di Codisotto  Luzzara

Buon Natale

Il Natale 2013

Emmanuele

Ardeva l’infinito
in miliardi di stelle,
guardava ad una grotta
nei pressi di Betlemme.
Attendeva la notte,
sulla scia d’una cometa,
evanescente e bianca
tra la gola dei monti,
il canto d’un vagito.
Esultava una madre
dal travaglio provata,
stringendo a sé l’Eterno
e in Esso rallegrava,
perchè le sue fattezze
trovava a sé sembianti:
Questo bambino è Dio,
eppure mi somiglia,
miei i suoi occhi,
persino la boccuccia
e l’esile manina
ed il piedino è mio,
eppure è Iddio!
E indissolubile,
in amorosi sensi,
un vincolo tesseva.
Giammai ebbe donna,
in sì mirabil modo,
tutto per sé il suo Dio.
Ardeva l’ infinito
in miliardi di stelle,
di esse la più bella,
sin dal lontano Oriente,
in groppa ad un cammello,
avvolto nel mantello,
di un re segnò la via:
cercava Agarthha,
portava ad una grotta
nei pressi di Betlemme,
ov’era dei re il Re.
Errava un pastore
col suo greve gregge:
cercava l’Essenziale.
Eccolo,è in fasce,
tra un bue e l’asinello,
e sull’usato viso,
dal logorio provato,
si condensò l’immenso.
Ardeva l’infinito
in miliardi di stelle…

(Anna Cervone)

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