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Domenica delle Palme

Per un po’ di tempo non ci sarò amici, che passate nel mio piccolo mondo. Mi raccomando non dimenticatevi di me, intanto vi lascio una bellissima preghiera. Auguro a tutti voi una buona domenica delle Palme e una Santa Pasqua

 

Domenica-delle-palme

” Osanna ! Benedetto colui che viene
nel nome del Signore.”

La Settimana Santa si apre con la Domenica delle Palme.
Nella Domenica delle Palme si ricorda l’ingresso trionfale
di Gesù nella città di Gerusalemme.
Gesù fu accolto da una folla di gente semplice e di fanciulli
con in mano palme e ulivi in segno di gioia, pace e saluto.

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In questa giornata i fedeli vanno in processione
portando in mano un ramo di palma o di olivo.
Palme e ulivi vengono benedetti in chiesa :
saranno poi bruciati e le ceneri verranno utilizzate
nelle celebrazioni del Mercoledì delle Ceneri dell’anno successivo.

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ATTO DI AMORE
di S. Giovanni M. Vianney – Curato D’Ars
Ti amo, mio Dio, e il mio desiderio
é di amarti fino all’ultimo respiro della mia vita.
Ti amo, o Dio infinitamente amabile,
e preferisco morire amandoti,
piuttosto che vivere un solo istante senza amarti.
Ti amo, Signore, e l’unica grazia che ti chiedo
è di amarti eternamente.
Ti amo, mio Dio, e desidero il cielo,
soltanto per avere la felicità di amarti perfettamente.
Mio Dio, se la mia lingua non può dire ad ogni istante: ti amo,
voglio che il mio cuore te lo ripeta ogni volta che respiro.
Ti amo, mio divino Salvatore, perché sei stato crocifisso per me,
e mi tieni quaggiù crocifisso con te.
Mio Dio, fammi la grazia di morire amandoti
e sapendo che ti amo.

Leggenda del pettirosso

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C’era una volta un uccellino tutto grigio; non aveva proprio niente che attirasse l’attenzione, era davvero piccolo e bruttino. Nessuno voleva giocare con lui: “Chi ti credi di essere?”. “Vai via, sei proprio brutto, non voglio giocare con te!”. “Mi vergogno di averti vicino, sta’ lontano!”. Questo gli dicevano amici e conoscenti. L’uccellino allora volava e volava tutto solo, con il cuore pesante di solitudine e di tristezza. Nei suoi lunghi voli, un giorno arrivò appena fuori le mura di una grande città. Lui non sapeva che si trattava di Gerusalemme. Su una collinetta vide tre uomini crocifissi, e uno aveva per giunta una corona di spine conficcata nella testa. Il suo piccolo cuore si indignò: non basta forare mani e piedi con i chiodi? Non basta lasciarlo lì a morire di dolore e di sete, come gli altri due? Era proprio molto arrabbiato e pieno di compassione per quel Crocifisso. Lui non sapeva che era Gesù. Ad un tratto si illuminò: “Eppure posso fare qualcosa per lui!”. Spiegò le alette, prese la rincorsa, con un volo deciso si avvicinò e con tutta la forza del suo beccuccio strappò una spina, e poi un’altra e un’altra ancora con il cuore che gli batteva fortissimo. All’ultima spina però una goccia di sangue del Crocifisso schizzò sul suo petto grigio, mentre Lui gli sorrideva, come per ringraziarlo. L’uccellino corse a lavarsi alla fontana, ma più si lavava, più la macchia di sangue sul suo petto diventava luminosa. “Oh come sei bello!”, gli disse un’uccellina che passava di lì. “Nessuno ha una chiazza di un colore così bella sul petto!”. “Vieni a giocare con noi! Ti chiameremo Pettirosso”, gli dissero gli altri uccelli. Pettirosso non se lo fece dire due volte, li perdonò e giocò, volando, cantando, in una frenesia di felicità. Un pensiero nero però gli attraversò il cuore: “E i miei bambini saranno tutti grigi o avranno un bellissimo petto rosso come il mio?”. L’uccellina che per prima lo aveva visto si era tanto innamorata di lui e insieme costruirono il nido. Quando l’uccellina vi depose tre fragili uova, lui stette lì tutto il tempo a guardarle, per custodire il momento in cui si schiudevano. Sì, i nuovi nati avevano il petto rosso proprio come lui. E allora fu completamente felice. Non sapeva che quando il Crocifisso fa i suoi doni, non li fa mai a metà. Grazie Gesù!
btku
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L’Epifania

I-re-magiVangelo secondo Matteo 2, 1-12
Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: “Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo”. All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero:
“A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: E tu, Betlemme,terra di Giuda, non sei davverol’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”.
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: “Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo”. Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paes

 

Una preghiera

Io sarei morto per l’eternità,se tu non fossi nato nel tempo.
Io non sarei mai stato liberato dal peccato
se Tu non avessi assunto la somiglianza con il peccato.
Io sarei vittima di una miseria senza fine,
se Tu non avessi esercitato la tua misericordia.
Io non avrei ritrovato la vita,
se Tu non mi avessi raggiunto nella morte.
Io sarei perito, se Tu non m’avessi soccorso.
Io sarei stato perso, se Tu non fossi venuto.

( S, Agostino )

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