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PIOGGIA DI COLORI di Fausto Corsetti

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Carissima Pinuccia,
eccomi di nuovo a te, fra il calore e la simpatia di tutti i nostri amici. Lascio a tutti voi un ramoscello di luce nuova, suoni e colori che possano fluire nel cuore per cercare la pienezza con mani aperte e piedi in cammino. Come dopo un violento temporale…
Un abbraccio affettuoso
Fausto
PIOGGIA DI COLORI
di Fausto Corsetti
Osservo esterno, coinvolto, interpellato, richiesto quelle gocce, quelle acque, talora oscure e travolgenti, che hanno lavato e reso più leggibile la natura e le cose: riempiono gli spazi dell’esistere, spingono a cercare la definizione certa degli oggetti e, perfino, la verità delle relazioni e del vivere.
Dopo ogni intenso temporale, le cose sembrano assumere dimensioni e profondità assolutamente nuove, diverse, inedite. Appaiono, addirittura, più vicine, più pulite, più definite. Guardando un monte sembra di poterlo toccare con un facile gesto della mano, quasi si fosse fatto più favorevolmente tangibile. E si riescono a notare dettagli altrimenti confusi e assorbiti nella molteplicità degli elementi.
Anche i profumi, che distillano dalle foglie cristalline, dalle polveri impastate, si propongono con generosità di particolari e di intensità; segnano nella memoria più remota dettagli di riconoscimento e di riferimento indelebili nel tempo: torna ogni singolo elemento alla sua specifica ragion d’essere.
Dopo il temporale, dopo il tempo dell’attesa, nel calmo acquoso silenzio che avvolge di mistero il tempo che segue, si fa forte il desiderio di uscire, di andare, di ricominciare, di costruire cose e relazioni nuove, cominciando da sé. Un ramoscello di luce nuova, di colori mai visti, di incontri mai prima esplorati, diventa espressione di una novità che si nutre di quotidianità.
Sono i colori dell’ammirazione e della riconoscenza che fioriscono dallo stupore di scoprirsi sorpreso, anticipato, custodito. Sono i colori fragili della stupefacente ferialità che sorprende il cuore all’aurora e lo accompagna fino al tramonto. Sono i colori forti della vita e dell’amore che nessun buio riesce mai ad attenuare. Sono i colori decisi che accompagnano il passo di chi ama salire, verso l’alto, verso l’inedito: è la saggezza di chi conosce le lezioni nascoste in ogni foglia, in ogni roccia bagnata dalla pioggia.
Dopo il temporale torna la luce. Dopo la tempesta torna il sole. Nulla è più come prima. Nasce qualcosa di nuovo. Si ricomincia a uscire, a correre, a cercare, a incontrare, a raccontare e condividere. Il cielo si è allargato, la terra si è fatta più vicina , il cuore si muove alla ricerca di nuova forza, di nuovo alimento, di nuovi orizzonti.
Comincia da dentro la novità che si cerca fuori di sé. Inizia da sé stessi il nuovo atteso da altri. Luce mai vista annuncia il primo mattino, suoni mai uditi fluiscono nel cuore di chi cerca la pienezza con mani aperte e piedi in cammino.
Chi accende i colori dell’alba, conosce bene il sole. Chi spegne il giorno, conosce bene i nostri sogni. La luce che viene dopo l’ombra, racconta bene il nostro insaziabile desiderio di novità, di speranza, di Luce.

poesie

vento
Robert Frost,“La strada non presa

“Due strade divergevano in un bosco d’autunno
e spiacente di non poterle percorrere entrambe,
essendo uno solo, mi fermai a lungo
e guardai, per quanto possibile, in fondo alla prima,
verso dove svoltava, in mezzo agli arbusti.
Poi presi l’altra, anch’essa discreta,
forse con pretese migliori, perché era erbosa e meno segnata
sebbene in realtà le tracce fossero uguali in entrambe le strade.
Ed entrambe quella mattina erano ricoperte di foglie
che nessun passo aveva annerito.
Tenni la prima per un altro giorno,
anche se, sapendo che una strada porta verso un’altra strada,
dubitai di poter mai tornare indietro.
Racconterò questo con un sospiro
Tra anni e anni:
due strade divergevano in un bosco e io,
io presi la meno battuta.
Questo ha fatto la differenza.

L’autunno e il riccio

AutonneUn’estate, una famiglia di ricci venne ad abitare nella foresta. Il tempo era bello, faceva caldo, e tutto il giorno i ricci si divertivano sotto gli alberi. Poi correvano nei campi, nei dintorni della foresta, giocavano a nascondino tra i fiori, acchiappavano mosche per nutrirsi e, la notte, si addormentavano sul muschio, nei pressi delle tane. Un giorno, videro una foglia cadere da un albero: era autunno. Giocarono
a rincorrere la foglia, dietro le foglie che cadevano sempre più numerose; ed essendo le notti diventate un po’ più fredde, dormivano sotto le foglie secche.
Faceva però sempre più freddo. Nel fiume a volte si formava il ghiaccio.
La neve aveva ricoperto le foglie. I ricci tremavano tutto il giorno, e la notte non potevano chiudere occhio, tanto avevano freddo.
Così una sera, decisero di stringersi uno accanto all’altro per riscaldarsi, ma fuggirono ben presto ai quattro angoli della foresta: con tutti quegli aghi si erano feriti il naso e le zampe. Timidamente, si avvicinarono ancora, ma di nuovo si punsero il muso. E tutte le volte che uno correva verso l’altro, capitava la stessa cosa.
Era assolutamente necessario trovare un modo per stare vicini: gli uccelli si tenevano caldo uno con l’altro, così pure i conigli, le talpe e tutti gli animali.
Allora, con dolcezza, a poco a poco, sera dopo sera, per potersi scaldare senza pungersi, si accostarono l’uno all’altro, ritirarono i loro aculei e, con mille precauzioni, trovarono infine la giusta misura.
Il vento che soffiava non dava più fastidio; ora potevano dormire al caldo tutti insieme.Dovrebbe esistere anche un “Decalogo della tenerezza”. Potrebbe essere, più o meno, così:

1. Poiché la tenerezza è possibile, non c’è nessuna ragione per starne senza.
2. Parlatevi un po’ ogni giorno.
3. Crescete insieme, continuamente.
4. Stimati. Gli unici che apprezzano uno zerbino sono quelli che hanno le scarpe sporche.
5. Sii compassionevole.
6. Sii gentile. L’amore non ammette le cattive
maniere.
7. Scopri il lato buono e bello delle persone, anche quando fanno di tutto per nasconderlo.
8. Non temere i dissapori e i litigi: solo i morti e gli indifferenti non litigano mai.
9. Non farti coinvolgere dalle piccole irritazioni e meschinità quotidiane.
10. Continua a ridere. Tiene in esercizio il cuore e proteggilo da disturbi cardiaci.

I Gabbiani

I gabbiani a Porto GaribaldiUn coriandolo di foglia

Azzurro è il vento
tra le pieghe delle nuvole basse
nel mattino di dicembre
che piega i bambu’ a sentinella di Pompei.
E vorrei essere per un’ora sola
un coriandolo di foglia
che insegue danzando gabbiani
sazi sul Golfo
per sentirlo che mi attraversa,
questo respiro di sale e terra,
di mare e legna ardente,
di pioggia passata su rami nudi,
di passeri che non smettono di cantare.
(AmaliaConte75)

da esperia75.wordpress.com

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