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Archivi tag: cuore

Buon Natale e felice anno nuovo

Amici e amiche  tutti del web vi lascio i miei migliori auguri di un S. Natale pieno di luce ed amore e tanta serenità nel cuore, ❤ ed auguro a voi tutti un felice e sereno anno nuovo.

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Dio sa
Quando sei stanco e scoraggiato per gli sforzi che non hanno dato frutti
Dio sa quanto hai tentato
Quando hai pianto per lungo tempo, con il cuore pieno di angoscia,
Egli ha contato le tue lacrime
Se senti che la tua vita è perduta e che hai gettato tanto tempo,
Egli ti conforta
Quando ti senti solo e i tuoi amici sono troppo occupati anche per una semplice telefonata,
Egli ti è vicino
Quando hai un obiettivo da realizzare e un sogno da seguire,
Egli apre i tuoi occhi e ti chiama per nome
Quando senti di aver tentato di tutto e non sai come ricominciare,
Egli ha la soluzione
Quando più nulla ha un senso e ti senti frustrato e depresso,
Egli cerca di mostrarti le risposte
Se, all’improvviso, tutto ti sembra brillare e scopri una luce di speranza, in quel momento
Egli ha sussurrato alle tue orecchie.
Quando le cose vanno bene e senti di avere molto per cui ringraziare
Egli festeggia con te
Quando nel cuore hai molta gioia e ti senti fortificato
Egli sorride per te
Ricorda che ovunque sarai, sia nella tristezza che nella felicità, anche se nessuno lo sa
Dio sa
Il testo è tratto dal Web

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Buona notte con preghiera

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SETTE PREZIOSI SUGGERIMENTI
DI MADRE TERESA di CALCUTTA

L’uomo è spesso irragionevole, illogico egocentrico:
Non importa, amalo.
Se fai il bene, ti diranno che lo fai per secondi fini egoistici:
Non importa, fa’ il bene.
Se realizzi i tuoi obbiettivi, incontrerai chi ti ostacola:
Non importa, realizza.
Il bene che fai forse domani sarà dimenticato:
Non importa, fa’ il bene.
L’onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile:
Non importa, sii onesto e sincero.
Quello che hai aiutato non te ne sarà grato:
Non importa, aiutalo.
Dai al mondo il meglio di te, e forse sarai preso a pedate:
Non importa, dai il meglio di te.

Il Bambù

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Bruno Ferrero

Il bambù
In un magnifico giardino cresceva un bambù dal nobile aspetto. Il Signore
del giardino lo amava più di tutti gli altri alberi. Anno dopo anno, il
bambù cresceva e si faceva robusto e bello. Perché il bambù sapeva bene
che il Signore lo amava e ne era felice.
Un giorno, il Signore si avvicinò al suo amato albero e gli disse: “Caro
bambù, ho bisogno di te”.
Il magnifico albero sentì che era venuto il momento per cui era stato
creato e disse, con grande gioia: “Signore, sono pronto. Fa’ di me l’uso
che vuoi”.
La voce del Signore era grave: “Per usarti devo abbatterti! ”
Il bambù si spaventò: “Abbattermi, Signore? Io, il più bello degli alberi
del tuo giardino? No, per favore, no! Usami per la tua gioia, Signore, ma
per favore, non abbattermi”.
“Mio caro, bambù”, continuò il Signore, “se non posso abbatterti, non
posso usarti”.
Il giardino piombò in un profondo silenzio. Anche il vento smise di
soffiare. Lentamente il bambù chinò la sua magnifica chioma e sussurrò:
“Signore, se non puoi usarmi senza abbattermi, abbattimi”.
“Mio caro bambù”, disse ancora il Signore, “non solo devo abbatterti, ma
anche tagliarti i rami e le foglie”.
“Mio Signore, abbi pietà. Distruggi la mia bellezza, ma lasciami i rami e
le foglie! ”.
Il sole nascose il suo volto, una farfalla inorridita volò via. Tremando,
il bambù disse fiocamente: “Signore, tagliali”.
“Mio caro bambù, devo farti ancora di più. Devo spaccarti in due e
strapparti il cuore. Se non posso fare questo, non posso usarti”.
Il bambù si chinò fino a terra e mormorò: “Signore, spacca e strappa”.
Così il Signore del giardino abbatté il bambù, tagliò i rami e le foglie,
lo spaccò in due e gli estirpò il cuore. Poi lo portò dove sgorgava una
fonte di acqua fresca, vicino ai suoi campi che soffrivano per la siccità.
Delicatamente collegò alla sorgente una estremità dell’amato bambù e
diresse l’altra verso i campi inariditi.
La chiara, fresca, dolce acqua prese a scorrere nel corpo del bambù e
raggiunse i campi. Fu piantato il riso e il raccolto fu ottimo.
Così il bambù divenne una grande benedizione, anche se era stato abbattuto
e distrutto.
Quando era un albero stupendo, viveva solo per se stesso e si specchiava
nella propria bellezza. Stroncato, ferito e sfigurato era diventato un
canale, che il Signore usava per rendere fecondo il suo regno.
Noi la chiamiamo “sofferenza”. Dio la chiama “ho bisogno di te”.

 

Preghiera

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Vieni, Spirito Santo,
e irrompi come un vento impetuoso
nelle nostre comunità.
Vieni Spirito Santo come un fuoco ardente,
brucia tutto ciò che ci impedisce
di seguire il Vangelo di Gesù,
brucia ogni nostro atteggiamento meschino,
brucia ogni carico inutile,
brucia ogni paura e ogni gelosia.
Infiamma il nostro cuore,
di un coraggio a tutta prova,
di una generosità senza limiti,
di una misericordia inesauribile.
Vieni, Spirito Santo, e insegnaci a parlare
l’unico linguaggio che tutti possono
comprendere: il linguaggio dell’amore della
salvezza, del perdono.
Liberaci da tutto ciò che complica,
indebolisce e annienta le nostre parole.
Donaci di portare a tutti il lieto annuncio
con parole cariche di bontà e rispetto.

Fonte: Scuola di formazione teologica di Guastalla

Preghiera per chiedere l’umiltà

 

 

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Preghiera per chiedere l’umiltà

Gesù, tu hai detto: Imparate da me che sono mite e umile di cuore
e troverete riposo alle anime vostre».
Sì, Signore mio e Dio mio, l’anima mia riposa
nel vederti rivestito della forma e della natura di schiavo,
abbassarti fino a lavare i piedi dei tuoi apostoli.
Ricordo ancora le tue parole: «Vi ho dato l’esempio,
perché anche voi facciate come ho fatto io.
Il discepolo non è più del Maestro…
Se voi comprendete ciò, sarete beati mettendolo in pratica».
Le comprendo, Signore, queste parole uscite dal tuo cuore mansueto e umile.
Le voglio mettere in pratica con l’aiuto della tua grazia…
Tu però, o Signore, conosci la mia debolezza:
ogni mattino prendo l’impegno di praticare l’umiltà
e alla sera riconosco che ho commesso ancora ripetuti atti di orgoglio.
A tale vista sono tentata di scoraggiamento,
ma capisco che anche lo scoraggiamento è effetto di orgoglio.
Voglio, mio Dio, fondare la mia speranza soltanto su di te.
Poiché tutto puoi, fa’ nascere nel mio cuore la virtù che desidero.
Per ottenere questa grazia dalla infinita tua misericordia
ti ripeterò spesso: «Gesù, mite e umile di cuore, rendi il mio cuore simile al tuo».

(Santa Teresa di Lisieux)

Un commento di Fausto

mare-notturno

MARE AMORE FANTASIA
di Fausto Corsetti
Anche rientrando a sera e chiudendosi la porta di casa dietro le spalle, il cuore ha bisogno di spazi ampi, lunghi, profondi, entro i quali continuare a muoversi, vagare.
Paradossalmente, accade qualcosa di simile a ciò che si sperimenta quando ci si tuffa nell’acqua del mare per un’immersione o anche solo per una nuotata. L’acqua ti stringe da ogni parte, perfino sembra impedire, soffocare il respiro: e invece ti consente di sperimentare una sensazione incredibile di leggerezza, di sospensione, di libertà. Il cuore accelera il suo ritmo, una bracciata, un colpo di reni, una spinta a gambe raccolte e si entra in un mondo inatteso: si aprono visioni, si odono note e armonie dirompenti, suoni inediti e densi.
Stretti da ogni parte eppure in grado di scivolare via.
Il mare: tutto appare già detto, eppure tutto rimane ancora nuovo e inespresso. Un posto grande e misterioso, bello e glorioso. Da secoli continua a vagare, facendo innamorare milioni di persone. Questo è il suo potere fantastico che mai potrà svanire… un amore grande e accogliente, profondo e avvolgente.
Il mare è come la vita: si rinnova continuamente. E’, ogni volta, un altro mare a seconda che si guardi da un angolo visuale oppure da un altro, dall’infanzia o dalla maturità, da una finestra lontana o da una spiaggia che attraversiamo, all’alba o quando già fa notte, d’inverno o d’estate.
Difficile registrarne tutte le possibili variazioni, tutti i possibili colori. A vederlo per la prima volta, è facile provare un senso di sgomento e di paura dinanzi a quell’immensità; chi l’ha visto almeno una volta ne porta dentro il profumo, come d’incenso che s’innalzi al cielo. E’ uno degli spettacoli naturali che ancora oggi, e non solo d’estate, esercita su tutti noi un fascino ineguagliabile. Davvero prodigio e meraviglia senza fine.
Il mare, come la vita, ha la capacità di rigenerarsi continuamente; bagnarsi nelle sue acque ha sempre un valore quasi catartico, come se, in uno stesso tempo, purificassimo il nostro corpo e la nostra anima. In ogni tempo, e presso tutte le genti, esso ha goduto di un’attenzione profonda, da parte di scrittori, poeti, romanzieri, i quali hanno tentato di definirlo, di imprigionarlo in una formula. Senza mai riuscirvi.
Noi non potremmo più guardarlo senza pensare a chi lo ha trasformato in una parola di poesia. Il mare è anche questo: la sua perenne trasformazione in oggetto poetico. Le sue onde giungono a riva e bagnano anche le pagine degli scrittori: Conrad, Melville, Stevenson, Defoe, Hemingway e…tanti, tanti altri, tutti affascinati dall’immensa, incontenibile, inappagabile distesa azzurra.
Di fronte al mare saremmo potuti restare senza parole se i poeti non ce le avessero donate. Abbiamo, talvolta, la sensazione di attraversarlo, ma, a ben guardare, è il mare che attraversa noi. Siamo noi le isole, i porti, gli approdi di questa immensa piovra che, in qualche modo, ci prende tutti. Perché il mare libera e imprigiona, unisce e divide.
E’ una via, un ponte, una barriera, un confine e la sua dilatazione estrema, l’infinito. E’ dal mare forse che aspettiamo qualcosa di grande e di nuovo, qualcosa che cambi la nostra vita…
E’ naufragio e salvezza: come una porta, chiusa dietro le spalle.
Una porta, dunque, anzi perfino, può esprimere un orizzonte, uno spazio profondo oltre il quale muoversi e trovare quella parte di sé talora nascosta proprio a noi stessi. Non vi è nulla che possa essere eccessivamente piccolo o limitato da mortificare la nostra capacità di immaginare, di desiderare, di inseguire. Forse, anzi, tutto ciò che appare stretto, limitante, inaccettabile è solo una porta d’ingresso, una finestra, che allarga verso spazi e orizzonti che ci appartengono e che possiamo raggiungere, accogliere… con le nostre stesse mani.

Grazie Fausto di avermi lasciato questo commento mi è molto piaciuto per questo l’ho condiviso.

Una stella in sogno di Poetyca

Una stella in sogno Ho visto e percepito una piccola casa, raccolta e ricca della bellezza delle cose semplici, costruita con legni profumati e con un’ampia finestra. Il camino in Inverno riscalda il cuore e con il suo scoppiettare tiene compagnia. In estate questa casetta diventa un faro, dove tanti gabbiani si raccolgono e cantano […]

via Una stella in sogno — tavolozza di vita

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