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Preghiera per la quaresima

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Signore Gesù,
aiutami a convertire il mio Sguardo.
Donami uno sguardo come quello di Zaccheo.
Capace di cercarti, desiderarti.
Capace di salire in cima ad un albero,
per evitare la folla, pur di vederTi.

Donami uno sguardo come il “giovane” ricco.
Capace di porre domande vere, profonde.
Capace di gettarsi ai tuoi piedi.
Capace di chiamarti “Maestro Buono”.
Capace di sentirsi amato e guardato da Te.

Donami uno sguardo come Maria.
Capace di andare oltre.
Capace di vincere ogni paura e precomprensione.
Capace di cogliere il Tuo amore per me.
Capace di ringraziarTi ogni istante della mia vita.

Donami Maestro Buono
Di non temere le nostre povertà e fatiche, chiusure e peccato.
Donami di non nasconderci e ripiegarci su noi stessi
quando ci dimentichiamo di te e del fratello
Ricorda al nostro cuore che su ogni cosa posi il tuo sguardo d’amore
che perdona e accoglie
Purifica e illumina
Cerca e ama

Preghiera- Padre dammi Gesù-

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Preghiera

PADRE DAMMI GESU’
Padre
dammi il dono più bello, più grande,
più prezioso che possiedi: Gesù
Quando sono ammalato, dammi Gesù
perché Egli è la Salute.
Quando mi sento triste, dammi Gesù
perché Egli è la Gioia.
Quando mi sento debole, dammi Gesù
perché Egli è la Forza.
Quando mi sento solo, dammi Gesù
perché Egli è l’Amico.
Quando mi sento legato, dammi Gesù
perché Egli è la Libertà.
Quando mi sento scoraggiato, dammi Gesù
perché Egli è la Vittoria.
Quando mi sento nelle tenebre, dammi Gesù
perché Egli è la Luce.
Quando mi sento peccatore, dammi Gesù
perché Egli è il Salvatore.
Quando ho bisogno d’amore, dammi Gesù
perché Egli è l’Amore.
Quando ho bisogno di pane, dammi Gesù
perché Egli è il Pane di Vita.
Quando ho bisogno di denaro, dammi Gesù
perché Egli è la ricchezza infinita.
Padre,
a qualsiasi mia richiesta
per qualsiasi mio bisogno
rispondi con una sola parola,
la tua parola eterna: Gesù!
Don Serafino Falvo –
Casa di preghiera “Gesù Amore” a Ellero (Firenze)

Sognare

il-sogno[1]

Sognare

Gianni Fanzolato, Da Loreto nell’anno della misericordia 2015-2016

Chiudo gli occhi e mi butto fra le braccia della fantasia: e sogno.
Sognare è l’unico tesoro che nessuno ti può rubare e non costa niente.
Il sogno è il volo dell’anima, è passare il limite, è sfiorare la mente di Dio;
ti prende, ti circonda, ti sprona, ti affascina, ti strega e ti proietta all’infinito.
Che meraviglioso sognare un mondo dove tutti si abbracciano, mano nella mano,
e l’amore di ognuno fa crollare i muri, rompe barriere, spezza le guerre e semina pace. Ma il sogno si fa duro, perché devo entrare nel cuore di tutti per dare la buona notizia di quel sognatore che ci ha detto: “amatevi gli uni e gli altri come io ho amato voi”. E’ bello sognare che ci sono più abbracci che bombe, più mani tese che armi puntate più gente che accoglie che bambini smarriti e annegati nei mari di un mondo diviso. Cosa costa chiudere gli occhi e vedere che tutti i bambini della terra, di ogni colore stanno facendo un grande girotondo, un arcobaleno di luce, perché amati da Dio. Chi mi può rubare il fascino del sogno di Dio di fare del mondo una unica famiglia dove non si guarda il colore, non c’è passaporto, ma basta la dignità di figli di Dio. Mi possono togliere la libertà, impedire di parlare, ma non la sfida di volare in alto. Dio mi sussurra la gioia di essere missionario della sua misericordia e mi accarezza.
Gesù, il grande sognatore che ha cambiato il sogno in un nuovo stile di vita,
si è identificato col migrante, col prigioniero, con l’ammalato, con chi ha fame.
“Ma, Signore, quel che tu dici è sogno, è utopia, la vita è dura, ad ognuno la sua pena.” “Se hai amore, mi vedrai presente nel povero, migrante e il sogno si farà benedizione.” Solo adesso, Signore, ho capito che devo aprire gli occhi, perché il sogno è reale; ho sognato perché ho volato vicino a Te che mi hai trasmesso la forza di osare. Sono una goccia d’amore nell’oceano del mondo, sogno e son desto, immerso nell’utopia di Te che ci vuoi abbraccio, perdono, ponte e famiglia in un mondo possibile.

via Liturgia del giorno: Audio salmo (46) 47 — Alla ricerca della vita vera (anche con panoramica sugli spunti innovativi nel mondo cattolico) / In search of the true life / En busca de la verdadera vida / A la recherche de la vraie vie

L’autunno e il riccio

AutonneUn’estate, una famiglia di ricci venne ad abitare nella foresta. Il tempo era bello, faceva caldo, e tutto il giorno i ricci si divertivano sotto gli alberi. Poi correvano nei campi, nei dintorni della foresta, giocavano a nascondino tra i fiori, acchiappavano mosche per nutrirsi e, la notte, si addormentavano sul muschio, nei pressi delle tane. Un giorno, videro una foglia cadere da un albero: era autunno. Giocarono
a rincorrere la foglia, dietro le foglie che cadevano sempre più numerose; ed essendo le notti diventate un po’ più fredde, dormivano sotto le foglie secche.
Faceva però sempre più freddo. Nel fiume a volte si formava il ghiaccio.
La neve aveva ricoperto le foglie. I ricci tremavano tutto il giorno, e la notte non potevano chiudere occhio, tanto avevano freddo.
Così una sera, decisero di stringersi uno accanto all’altro per riscaldarsi, ma fuggirono ben presto ai quattro angoli della foresta: con tutti quegli aghi si erano feriti il naso e le zampe. Timidamente, si avvicinarono ancora, ma di nuovo si punsero il muso. E tutte le volte che uno correva verso l’altro, capitava la stessa cosa.
Era assolutamente necessario trovare un modo per stare vicini: gli uccelli si tenevano caldo uno con l’altro, così pure i conigli, le talpe e tutti gli animali.
Allora, con dolcezza, a poco a poco, sera dopo sera, per potersi scaldare senza pungersi, si accostarono l’uno all’altro, ritirarono i loro aculei e, con mille precauzioni, trovarono infine la giusta misura.
Il vento che soffiava non dava più fastidio; ora potevano dormire al caldo tutti insieme.Dovrebbe esistere anche un “Decalogo della tenerezza”. Potrebbe essere, più o meno, così:

1. Poiché la tenerezza è possibile, non c’è nessuna ragione per starne senza.
2. Parlatevi un po’ ogni giorno.
3. Crescete insieme, continuamente.
4. Stimati. Gli unici che apprezzano uno zerbino sono quelli che hanno le scarpe sporche.
5. Sii compassionevole.
6. Sii gentile. L’amore non ammette le cattive
maniere.
7. Scopri il lato buono e bello delle persone, anche quando fanno di tutto per nasconderlo.
8. Non temere i dissapori e i litigi: solo i morti e gli indifferenti non litigano mai.
9. Non farti coinvolgere dalle piccole irritazioni e meschinità quotidiane.
10. Continua a ridere. Tiene in esercizio il cuore e proteggilo da disturbi cardiaci.

La Pace

IL Papa ci invita a pregare tutti per la pace.
La preghiera può tutto. Utilizziamola per portare pace al Medio Oriente e al mondo intero.

Ho dipinto la pace
(Tali Sorek, 12 anni, Medio Oriente)

Avevo una scatola di colori,
brillanti decisi e vivi
avevo una scatola di colori,
alcuni caldi, alcuni molto freddi.
Non avevo il rosso
per il sangue dei feriti,
non avevo il nero
per il pianto degli orfani,
non avevo il bianco
per i volti dei morti
non avevo il giallo
per le sabbie ardenti.
Ma avevo l’arancio
per la gioia della vita,
e il verde per i germogli e per i nidi,
e il celeste per i chiari
cieli splendenti
e il rosa per il sogno e il riposo.
Mi son seduta e ho dipinto la pace.

Spirito-Santo

Dio dimmi, chi sono io?

Piccola mia, un palpito di amore, soffio eterno del Mio Volere,
così ti ho voluta, né più né meno.
Il Mio Pensiero Vivente tu sei, unica e irreperibile,
piccolo incastro nel Mosaico della Vita.
Sei come l’alba di un nuovo giorno, spunta timidamente ma
sorge alta nel cielo
con la sua veste accecante ad irrorare e nutrire con il suo calore.
Seme piccolo e tenero, cresce orgogliosamente,
vestito solo della sua semplicità,
trasforma se stesso in un fiore sprigionando i colori dell’anima,
con riverenza adora il Signore.

Ecco chi sei, sei tutto di Me, onora il Mio Nome, vai fiera di te.

Ascolta te stessa, puoi sentire il Mio Sussurro che ti conduce da Me,
ma prima spalanca i tuoi petali alla vita,
raccogli i profumi intorno a te,
profumi d’amore emanati dal Mio Spirito Vivente.
Sii libera come il passerotto che timidamente avanza
per raccogliere le briciole,
sii come la farfalla che dura una notte, ma quale splendore.
Non tradire te stessa, tradiresti Me.

Ecco chi sei, la mia creatura dolcissima
che nella furia e nello scorrere sornione del tempo
cerca il suo posto, il suo incastro
dentro di Me.
Tratto da “Perle di cielo”.

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