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Una rosa nel giardino del mio cuore

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Questa è una rosa del mio giardino, quest’anno le mie rose sono tutte malate piene di insetti , anche se gli do l’insetticida. non riesco proprio ad eliminarli.

rosa gocciolona.jpg

Una rosa nel giardino del mio cuore

Questa è una rosa.
Rosa, è il suo colore.
Rosa è il suo nome,
ed a te ne faccio dono.
La regina di tutti i fiori,
non eguaglia di sicuro,
di bellezza, di dolcezza e di profumo,
Il fiore più bello, che sei tu.( Katia )
che come di natura da sempre e al sicuro,
nel giardino del mio cuore.
Anche se donna sei,
la mia bambina sempre sarai per me.
A te piccola la rosa dedico,
Rosa per te.
A te che sei il mio tesoro,
Prezioso più dell’oro,
più della luce dei miei occhi.
A te, che sei stata e sarai sempre
il più bel dono e orgoglio
del mio cuore,
ricevuto dal Signore.
A te dico vivi bene la vita
ridi sii felice, fa che ogni
giorno della vita sia opportunità,
per amare e per sognare.
Non cambiare! Abbi un cuore puro
che sappia volare e amare senza paura.
Questa rosa è per te
rosa il suo colore,
rosa è il suo nome
bella come nessuno, come sei tu, nel
giardino del mio cuore.

Pinuccia Dattoli

Il sentiero

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IL SENTIERO

Una bambina viveva felice con il suo papà e la sua mamma. Ma per una meschina vendetta, alcuni uomini perfidi la rapirono.
Arrivarono un giorno nei loro grandi mantelli e, sulla strada che portava alla scuola, s’impadronirono della bambina.
Galoppando di gran carriera su cavalli neri si allontanarono ben presto dal villaggio e presero la strada della foresta. La buia e tenebrosa foresta che ingoiava per sempre gli incauti che vi si avventuravano senza guida.
Quegli uomini dal cuore di pietra portarono la bambina nel cuore della foresta.
Volevano che si perdesse per sempre nella foresta.
La bambina piangeva terrorizzata. E ripeteva, quasi gridava, la preghiera che la
mamma le aveva insegnato: «Ave Maria, piena di grazia…».
Giunsero dove la foresta era più intricata e impenetrabile. Là abbandonarono la
bambina.
La poverina si accucciò ai piedi di un grande albero, continuando a ripetere tra i
singhiozzi: «Ave Maria… Ave Maria…».
Improvvisamente, fra le lacrime, proprio ai suoi piedi scorse una rosa. Una rosa dai petali teneri come una carezza. Poco più avanti, ben visibile, tra l’erba e le foglie, c’era un’altra rosa, poi un’altra, un’altra ancora… formavano un sentiero che si snodava tra gli alberi.
La bambina cominciò a camminare da una rosa all’altra, prima esitante, poi quasi di corsa. Dopo un po’ arrivò al margine della foresta e si trovò nelle braccia della
mamma e del papà. Anche loro avevano visto il sentiero di rose ed erano partiti alla sua ricerca.
Perché anche la mamma e il papà avevano continuato a dire l’Ave Maria. E tutte
quelle Ave Maria, quelle dei genitori e quelle della figlia, erano diventate un sentiero di rose. Che li aveva riportati tutti insieme.

Anche le nostre Ave Maria formano il sentiero che ci aiuta a non perderci nelle foreste di questo mondo. E che ci riporta al sicuro nelle braccia del Padre dei Cieli.

dal web

Ciao buona notte a voi che passate lasciate un commento

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La bambina versava lacrime,
per alimentare il fiume della speranza.
Lo faceva per aiutare chi ormai non credeva più a nulla.
Diventata donna finì anche lei le sue lacrime …
ma c’era un altro bambino, che piangeva per gli altri,
ora è un uomo ma sa piangere e saprà piangere sempre per amore
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