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Preghiera d’amore e dono per Gesù

cuore-mioO Gesù, Signore della mia vita,
abbi pietà di me peccatore!
Vengo a Te, mio Gesù, mio Dio e mio Tutto,
per dirti che Ti amo
e desidero amarTi del Tuo stesso amore.
Con il cuore contrito,
Ti esalto mio Dio,
perché Tu sei l’Onnipotente,
lo splendore,
la Vita e la mia unica gioia.
Ti adoro mio Dio con tutto il cuore
e imploro benedizioni per tutti i fratelli.
Ti benedico mio Signore
e supplico che i lontani tornino,
per Tua grazia, a Te!
Ti lodo, mio Re,
perché hai fatto belle tutte le cose
e mi hai benedetto con ogni benedizione!
A Te mi offro, mio grande e infinito amore,
per la conversione dei peccatori,
per la salvezza dei morenti,
per la protezione dei più piccoli
maltrattati e abbandonati,
per i peccati del mondo intero.
In Te con Te e per Te
voglio vivere, mio Dio,
voglio sperare,
voglio amare.
In Te confido e a Te mi affido,
mio grande ed infinito amore!

Da-Le figlie di Maria

 

Serenata nella sera

  • IMG-20180718-WA0002 Amici sono in vacanza in Basilica. Nei paesi, si cerca di mantenere vive le tradizioni popolari, le usanze i costumi il linguaggio dialettale.
    Due sere fa ho assistito ad una serenata, fatta da un giovane alla sua futura sposa. È stato molto commovente, mi ha ispirato queste parole. Un abbraccio a tutti ❤ ❤ ❤

Regalati una giovinezza piena di amore,e di sogni,
dove nulla può essere illusione. Serenata nella tarda serata.
Sei bella mia dolce fanciulla,
I tuoi dritti capelli, ondeggiano alla brezza serale,
Nel suo color spiga di grano maturo, brillano al chiarore della luna. Aspetti il tuo amato, sulla alta scalinata davanti l’uscio di casa tua.
Tanti fiori e tante fiammelle
che sembrano stelle nell’attesa del cuore.
Un fremito dolce accarezza
la mia anima.
Dolce Rossella il sogno
nell’attesa si realizza,
ed ecco l’amato Gaetano,
è bello come un Adone nel suo
giovane ardore.
Arriva con musici e canti di cori, per esprimere la sua passione.
Un mazzo di fiori è il suo dono e con parole sue di amore ti dice : ti amo così tanto che ti farò mia sposa. 

Pinuccia Dattoli

Dolce notte a tutti

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Luce
Luce si ferma
in cuor mio,
leggero soffio
alla mia anima,
canta commossa
esultante inno
di lode, amore e pace.
Mio solo e unico
Orizzonte, dammi
La mano, che possa
Io sollevarmi da terra,
in punta di piedi, ed
abbracciare il mondo
intero.

Pinuccia Dattoli

Preghiera a Gesù per il giovedì

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PREGHIERA A GESU’ AGONIZZANTE NEL GETHSEMANI
O Gesù, che nell’eccesso del tuo amore e per vincere la durezza dei nostri cuori, doni tante grazie a chi medita e propaga la devozione della tua SS. Passione del Gethsemani, ti prego di vo­ler disporre il cuore e l’anima mia a pensare spes­so alla tua amarissima Agonia nell’Orto, per compatirti e unirmi a te il più possibile. Gesù benedetto, che sopportasti in quella notte il peso di tutte le nostre colpe e che per esse hai pagato completamente, fammi il grandissimo dono di una perfetta contrizione per le mie nu­merose colpe che ti fecero sudare sangue. Gesù benedetto, per la tua fortissima lotta del Gethsemani, dammi di poter riportare com­pleta e definitiva vittoria nelle tentazioni e spe­cialmente in quella cui vado maggiormente sog­getto. O Gesù appassionato, per le ansie, i timori e le sconosciute ma intensissime pene che hai sof­ferto nella notte in cui fosti tradito, dammi una grande luce per compiere la tua volontà e fammi pensare e ripensare all’enorme sforzo e alla impressionante lotta che vittoriosamente sostenesti per fare non la tua ma la volontà del Padre. Sii benedetto, o Gesù, per l’agonia e le lacri­me che versasti in quella notte santissima. Sii be­nedetto, o Gesù, per il sudore di sangue che ave­sti e per le angosce mortali che provasti nella più agghiacciante solitudine che mai uomo potrà concepire. Sii benedetto, o Gesù dolcissimo ma immensamente amareggiato, per la preghiera umanissima e divinissima che sgorgò dal tuo Cuore agonizzante nella notte dell’ingratitudine e del tradimento. Eterno Padre, ti offro tutte le Sante Messe passate, presenti e future unito a Gesù agoniz­zante nell’Orto degli ulivi. Santissima Trinità, fa che si diffonda nel mondo la conoscenza e l’amore per la SS. Passio­ne del Gethsemani. Fà, o Gesù, che tutti coloro che ti amano, vedendoti crocifisso, ricordino anche le inaudite pene tue nell’Orto e, seguendo il tuo esempio, imparino a ben pregare, combattere e vincere per poterti poi glorificare eternamente in cielo. Cosi sia.

Fonte: web

Il Bambù

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Bruno Ferrero

Il bambù
In un magnifico giardino cresceva un bambù dal nobile aspetto. Il Signore
del giardino lo amava più di tutti gli altri alberi. Anno dopo anno, il
bambù cresceva e si faceva robusto e bello. Perché il bambù sapeva bene
che il Signore lo amava e ne era felice.
Un giorno, il Signore si avvicinò al suo amato albero e gli disse: “Caro
bambù, ho bisogno di te”.
Il magnifico albero sentì che era venuto il momento per cui era stato
creato e disse, con grande gioia: “Signore, sono pronto. Fa’ di me l’uso
che vuoi”.
La voce del Signore era grave: “Per usarti devo abbatterti! ”
Il bambù si spaventò: “Abbattermi, Signore? Io, il più bello degli alberi
del tuo giardino? No, per favore, no! Usami per la tua gioia, Signore, ma
per favore, non abbattermi”.
“Mio caro, bambù”, continuò il Signore, “se non posso abbatterti, non
posso usarti”.
Il giardino piombò in un profondo silenzio. Anche il vento smise di
soffiare. Lentamente il bambù chinò la sua magnifica chioma e sussurrò:
“Signore, se non puoi usarmi senza abbattermi, abbattimi”.
“Mio caro bambù”, disse ancora il Signore, “non solo devo abbatterti, ma
anche tagliarti i rami e le foglie”.
“Mio Signore, abbi pietà. Distruggi la mia bellezza, ma lasciami i rami e
le foglie! ”.
Il sole nascose il suo volto, una farfalla inorridita volò via. Tremando,
il bambù disse fiocamente: “Signore, tagliali”.
“Mio caro bambù, devo farti ancora di più. Devo spaccarti in due e
strapparti il cuore. Se non posso fare questo, non posso usarti”.
Il bambù si chinò fino a terra e mormorò: “Signore, spacca e strappa”.
Così il Signore del giardino abbatté il bambù, tagliò i rami e le foglie,
lo spaccò in due e gli estirpò il cuore. Poi lo portò dove sgorgava una
fonte di acqua fresca, vicino ai suoi campi che soffrivano per la siccità.
Delicatamente collegò alla sorgente una estremità dell’amato bambù e
diresse l’altra verso i campi inariditi.
La chiara, fresca, dolce acqua prese a scorrere nel corpo del bambù e
raggiunse i campi. Fu piantato il riso e il raccolto fu ottimo.
Così il bambù divenne una grande benedizione, anche se era stato abbattuto
e distrutto.
Quando era un albero stupendo, viveva solo per se stesso e si specchiava
nella propria bellezza. Stroncato, ferito e sfigurato era diventato un
canale, che il Signore usava per rendere fecondo il suo regno.
Noi la chiamiamo “sofferenza”. Dio la chiama “ho bisogno di te”.

 

Preghiera

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Vieni, Spirito Santo,
e irrompi come un vento impetuoso
nelle nostre comunità.
Vieni Spirito Santo come un fuoco ardente,
brucia tutto ciò che ci impedisce
di seguire il Vangelo di Gesù,
brucia ogni nostro atteggiamento meschino,
brucia ogni carico inutile,
brucia ogni paura e ogni gelosia.
Infiamma il nostro cuore,
di un coraggio a tutta prova,
di una generosità senza limiti,
di una misericordia inesauribile.
Vieni, Spirito Santo, e insegnaci a parlare
l’unico linguaggio che tutti possono
comprendere: il linguaggio dell’amore della
salvezza, del perdono.
Liberaci da tutto ciò che complica,
indebolisce e annienta le nostre parole.
Donaci di portare a tutti il lieto annuncio
con parole cariche di bontà e rispetto.

Fonte: Scuola di formazione teologica di Guastalla

Preghiera per chiedere l’umiltà

 

 

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Preghiera per chiedere l’umiltà

Gesù, tu hai detto: Imparate da me che sono mite e umile di cuore
e troverete riposo alle anime vostre».
Sì, Signore mio e Dio mio, l’anima mia riposa
nel vederti rivestito della forma e della natura di schiavo,
abbassarti fino a lavare i piedi dei tuoi apostoli.
Ricordo ancora le tue parole: «Vi ho dato l’esempio,
perché anche voi facciate come ho fatto io.
Il discepolo non è più del Maestro…
Se voi comprendete ciò, sarete beati mettendolo in pratica».
Le comprendo, Signore, queste parole uscite dal tuo cuore mansueto e umile.
Le voglio mettere in pratica con l’aiuto della tua grazia…
Tu però, o Signore, conosci la mia debolezza:
ogni mattino prendo l’impegno di praticare l’umiltà
e alla sera riconosco che ho commesso ancora ripetuti atti di orgoglio.
A tale vista sono tentata di scoraggiamento,
ma capisco che anche lo scoraggiamento è effetto di orgoglio.
Voglio, mio Dio, fondare la mia speranza soltanto su di te.
Poiché tutto puoi, fa’ nascere nel mio cuore la virtù che desidero.
Per ottenere questa grazia dalla infinita tua misericordia
ti ripeterò spesso: «Gesù, mite e umile di cuore, rendi il mio cuore simile al tuo».

(Santa Teresa di Lisieux)

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