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Archivi del mese: maggio 2021

S. Margherita


Margherita, la santa disabile
 
Pochi giorni fa, il Papa ha autorizzato il decreto che estende a tutta la Chiesa il culto della mistica disabile vissuta fra il 1200 e il 1300, a Città di Castello, nella città dell’Umbria, benché fosse originaria di Metola, nelle Marche. Scartata dai genitori, analfabeta, morta ad appena 33 anni, è stata un’“ancella del Vangelo” accanto agli ultimi e agli emarginati come lei. Ora diventa santa, perché «in settecento anni la venerazione verso una piccola donna che ha fatto delle sue sofferenze una feconda testimonianza di carità si è estesa in modo straordinario in tutto il mondo», racconta il vescovo. Sempre il vescovo dice che: «Fa pensare la coincidenza che il decreto riguardante la santità di Margherita, giunga a 15 anni dalle linee guida per l’inclusione delle persone con disabilità scritte dalle Nazioni Unite». Infatti quella di Margherita è una storia di disabilità e di “scarto”. Nata cieca e deforme in una famiglia della piccola nobiltà, viene rinchiusa in una cella perché resti nascosta agli occhi del mondo. I suoi “difetti” fanno vergognare la famiglia. A cinque anni è portata dai genitori a Città di Castello, per chiedere per lei una guarigione miracolosa, che non avviene. E la bambina viene abbandonata. Dopo aver mendicato per le vie del borgo, è accolta dalle suore; dopo un po’ la ripudieranno anche loro. «Davvero Margherita ha sperimentato l’esclusione. Ma Dio trasforma in qualcosa di prezioso ciò che all’uomo appare come un inciampo», dichiara il vescovo. Verrà “salvata” da una coppia di devoti che la accoglieranno in casa. E la santa sarà l’educatrice dei figli, ma anche un’amica di carcerati e infermi. Innamorata della preghiera, dedita a pratiche penitenziali, farà prodigi e guarigioni. Poi entrerà a far parte delle suore Mantellate domenicane. Ecco perché il suo corpo si trova nella chiesa di San Domenico a Città di Castello. Oggi la santa viene invocata negli Usa come protettrice delle partorienti e dei disabili. La canonizzazione di Margherita dimostra che la santità è un cammino accessibile a tutti: anche a chi ha una disabilità. E il vescovo conclude: «Illuminata dallo Spirito, la mistica ha vinto i suoi deficit e ha vissuto un’eccezionale maternità spirituale. Tutto ciò è una provocazione rispetto al pensiero dominante che misura l’uomo con il metro dell’efficientismo».     Da: “Avvenire” – 25 aprile 2021

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