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Archivi del giorno: 11 marzo 2018

Il tratto della penna di Fausto Corsetti


Rari, persino strani o desueti appaiono alcuni gesti ai nostri occhi; seguitano, tuttavia, ad essere avviluppati da un immobile ed eloquente fascino. Scrivere una lettera è tra questi. Un gesto semplice, eppure colmo di attenzione, presenza, tempo. Una parola detta è importante, ma una parola consegnata incisa sopra un foglio di carta diventa impegnativa. C’è un pezzo di sé dentro a quel segno d’inchiostro gelosamente accompagnato e custodito all’interno di una busta. Ricevere una lettera, oggi, sembra cosa d’altri tempi. Non è veloce, ma rappresenta un messaggio riservato, una consegna personale, diversa, diretta, esclusiva.
C’è un tempo offerto in dono: è celato in quei segni d’inchiostro comprensibili, per lo più, solo da colui che legge, fino a farlo sentire unico, esclusivo, insostituibile. E’ necessario tempo per leggere, riconoscere e raccogliere il senso, soprattutto il non detto che sta dentro a segni convenzionali che tutti possono identificare, ma solamente qualcuno sa interpretare.
E’ un riconoscimento che si avvera con lentezza, seppure sia figlio di una avidità incontenibile e di una urgenza che spinge ad arrivare presto al fondo di quel dire che ti fa sentire unico, desiderato, pensato, custodito.
Ci vuole tempo per apprendere l’alfabeto della vita, e ancora più tempo è necessario per scrivere della vita, della propria vita, di sé, di quella che scorre intorno, incisa su volti e storie che raccontano di ciò che dura oltre il tempo: ma proprio una frequentazione quotidiana, fedele, attenta con carta e penna ottiene di arrivare più facilmente alla verità di sé.
Scrivere è lasciare traccia di sé, è rendere possibile, tangibile, leggibile, parlante la fragilità stessa della vita, fatta per lo più di momenti, gesti, parole semplici, ma che diventano vere quando arrivano a inseguire ciò che supera la prova del tempo.
IL TRATTO DELLA PENNA
Un affettuoso abbraccio.
Fausto

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