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Archivi del mese: novembre 2017

Tramonto

fioLungo il cammino delle vostra vita
fate in modo di non privare gli altri della felicità.
Evitate di dare dispiaceri ai vostri simili ma, al contrario,
vedete di procurare loro gioia ogni volta che potete!
Proverbio Siouxfio

 

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Notte d’incanto

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Amici tutti del web, vi presento una bravissima scrittrice e poetessa; Maria Stella Schilizzi.

La conosco molto bene, dall’infanzia, ed é una grandissima amica di famiglia. Quest’estate mi ha letto questa sua poesia e naturalmente ne sono rimasta estasiata. La condivido con tutti voi, sono sicura che vi piacerà. ❤ ❤ ❤

NOTTE D’INCANTO  

Un silenzio ovattato                      IMG_0001.jpg
avvolge il piano Pollino
mentre esili corpi
accarezzano percorsi
tra alberi secolari.

Un sussurro s’insinua
tra le fronte innevate
che bisbigliano tra loro
e proiettano
pellicole ingiallite.
Sento e guardo:
in un capannone la “brenta”
con la lama che circola
stride taglia grossi tronchi
trasformando in tavole
legname e traverse per ferrovie.
ln montagna baracche e capanne
e dispense di legno.
Falegnami mulattieri boscaioli traversari
bovari operai carbonai lavorano.
ln paese sfilano case
con travi solide
le scale non sono pericolanti
I tini sono nuovi
gli sgabelli attorno al focolare
e con le lame spezzate splendono
coltelli falci rastrelli e zappe.
Ogni casa ha una madia
lo spianatoio
Il granaio
pertiche
sedie
utensili in legno.
I pali sostegni alle viti.

Una mamma
con due bambini
aggrappati
con le manine
ai lembi del suo vestito
corre verso la teleferica
per mandare a Costantino
pane e companatico.

Sogno nel sogno
e felice
continuo a guardare
Giovanni Aldo e Franco
Che s’appressano a sciare
in questa notte d’incanto

Foto da Google immagini

Preghiera

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Vieni, Spirito Santo,
e irrompi come un vento impetuoso
nelle nostre comunità.
Vieni Spirito Santo come un fuoco ardente,
brucia tutto ciò che ci impedisce
di seguire il Vangelo di Gesù,
brucia ogni nostro atteggiamento meschino,
brucia ogni carico inutile,
brucia ogni paura e ogni gelosia.
Infiamma il nostro cuore,
di un coraggio a tutta prova,
di una generosità senza limiti,
di una misericordia inesauribile.
Vieni, Spirito Santo, e insegnaci a parlare
l’unico linguaggio che tutti possono
comprendere: il linguaggio dell’amore della
salvezza, del perdono.
Liberaci da tutto ciò che complica,
indebolisce e annienta le nostre parole.
Donaci di portare a tutti il lieto annuncio
con parole cariche di bontà e rispetto.

Fonte: Scuola di formazione teologica di Guastalla

Per mio padre, condivisa da — tavolozza di vita

Mi manchi ….

via ★ cღPoeti amici ღ★ — tavolozza di vita

Camminata

Il percorso che ho fatto oggi a piedi e di 6 km Non è male per una che non si muove mai.
E’ bello camminare da soli, questo pomeriggio lo scenario era così come ve lo mostro nelle foto, con un po’ di foschia.
Un abbraccio ❤

Qualche foto

Oggi ho approfittato del bel tempo per fare una camminata a piedi. Il sole stava tramontando era molto bello, perdersi in quei colori forti del tramonto.
allego alcune foto. ❤

L’autunno addosso

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L’autunno addosso
di Fausto Corsetti

Camminando lungo vie affollate di passi frettolosi, di volti curiosi, di storie sconosciute, di sguardi inafferrabili, di labbra silenziose.
Camminando dentro a percorsi urbani traboccanti di folle anonime, immersi dentro città senza identità, confuse, sconosciute, dove uno sa essere loquace solo con chi è lontano, con chi non c’è, con chi sta da un’altra parte… può capitare di perdersi, di scoprirsi soli, smarriti, strappati a noi stessi.
Ci si può smarrire… dentro al vortice delle cose che “si devono” fare, quelle che ci costringono ad inseguire il tempo che non c’è o che ci portano dove non abbiamo scelto di andare, coinvolti in obiettivi importanti solo per altri, trascinati avanti da chi ci sta dietro, spinti oltre verso una meta che, il più delle volte, non ci appartiene.
Autunno: fuori e dentro di noi.
Dicono che l’autunno è bello, perché è dolce, intimo, pieno di colori forti. E’ vero, ma inesorabilmente, inevitabilmente parla di tramonto. E’ passata l’estate, è finita quella fantastica sinfonia di cielo che è l’alba, l’aurora d’estate, così veloce a restituire il sole, la luce dopo la notte breve.
La mente si ostina a riproporre immagini sbiadite, sembra voler trattenere vivi solo i ricordi di sole, di mare, di monti, di verde, d’azzurro. C’è la voglia di mettere in fila i ricordi, di fare il consuntivo dei giorni goduti da poco e già tanto lontani.
Sì, c’è tristezza.
Sorprende pensare a questo sentimento che, strano a dirsi, può non essere triste come appare.
A prima vista, l’idea che la tristezza possa essere considerata un’emozione positiva sembra bizzarra e priva di qualsiasi fondamento. Eppure, se si torna con la mente a certe fasi della giornata o a certi periodi della vita nei quali si è sperimentata quell’indesiderata trepidazione, ci si accorge che le impressioni accumulate in quei momenti hanno assunto nel ricordo una colorazione intensa e significativa. Forse non è un caso: la tristezza di solito viene associata al buio ed è proprio nell’oscurità che si diventa più vigili, che si attivano tutti i nostri sensi per favorire ed esaltare la percezione.
Essere tristi rende più lucidi, crea una capacità di interpretazione degli eventi più sottile ed efficace. Chi è triste diventa suo malgrado più attento e più critico. La scala delle priorità si modifica e ciò che normalmente sembra importante e irrinunciabile, può diventare marginale ed emotivamente neutro. Al contrario fatti ed emozioni che in uno stato normale sembravano di “seconda mano” possono porsi al centro delle proprie reazioni emotive.
Nei rapporti d’amore, nelle relazioni di amicizia, per esempio, un momento di tristezza può diventare una sorta di filtro attraverso il quale far passare possibili incomprensioni.
Quanto detto, naturalmente, non intende tessere l’elogio della depressione, che resta comunque uno stato patologico preoccupante, da temere e combattere.
Riflettere sulla tristezza non significa, altresì, che la si debba preferire all’allegria – chi mai lo farebbe? – ma è solo un invito a scorgere, anche nei risvolti meno felici della vita, i segni della propria crescita interiore.
Dunque, un momento prima di dirle, in musica o in prosa, “per favore va’ via” , sarà opportuno usare la tristezza come una lente d’ingrandimento per guardare bene dentro e fuori di sé.
E’ sempre meglio che l’allegria, quando torna da un esilio lungo o breve, trovi più consapevolezza e più gioia di vivere.
Bentornato autunno!

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