Feed RSS

Archivi del mese: luglio 2017

Preghiera

Inserito il

cuore-mio.gif

    Signore, L’uomo è piccolo…
Signore l’uomo è piccolo fra tutte le tue creature:
ma tu gli hai dato un potere meraviglioso.
Veramente l’uomo sta sopra tutto, ma egli sta sotto di te,Signore.
Fa che egli porga in te la sua fiducia
e che in te si abbandoni, così che trovi in te la sua realizzazione.
Eterno unico Dio

Fonte: Parrocchia di Codisotto

La nostra goccia. Di Fausto

Inserito il

Gocce di pioggia.jpg

E’ un argomento molto interessante, un bella riflessione, questo commento di Fausto, per questo lo condivido con tutti voi.

LA NOSTRA GOCCIA
Quante situazioni difficili nel nostro tempo, quanti “incendi” piccoli e grandi minacciano di distruggere o stanno già distruggendo valori umani e religiosi, affetti, amicizie, unità familiare, collaborazione nel lavoro, solidarietà, la pace tra i popoli…
Il Signore, un giorno, non ci domanderà se avremo cercato di risolvere tante situazioni di disagio, se avremo fatto cessare tanta sofferenza, ma ci chiederà se avremo cercato di portare la “nostra goccia” nel limite possibile; se avremo fatto in coscienza quanto potevamo, nel posto che occupiamo, nella realtà in cui viviamo…
Per chi crede, poi, resta pur sempre la possibilità di offrire, per ogni bisogno, non ultimo, l’aiuto della preghiera.
Un affettuoso abbraccio
Fausto

 

Buon Giorno

Inserito il

Buonasettimana

Auguro a voi tutti una felice settimana

 

Padre Zanotelli: “Rompiamo il silenzio sull’Africa”

Inserito il

http://www.lastampa.it/2017/07/20/vaticaninsider/ita/nel-mondo/padre-zanotelli-rompiamo-il-silenzio-sullafrica-MGN4GchnGQi5WPSGqXiD8L/amphtml/pagina.amp.html

via Padre Zanotelli: “Rompiamo il silenzio sull’Africa” — Alla ricerca della vita vera (anche con panoramica sugli spunti innovativi nel mondo cattolico) / In search of the true life / En busca de la verdadera vida / A la recherche de la vraie vie

Preghiera per un amico

Inserito il

Signore, che riempi ogni luogo con la tua presenza,
accompagna in questo viaggio il mio amico
Fallo giungere alla mèta e tornare a casa sua, sano e salvo.
Il tuo angelo lo accompagni, lo difenda
Fa’, o Signore, che il suo viaggio sia un annuncio di gioia
Ovunque si dirige,
a tutti coloro che incontra, dia
un messaggio di speranza, un dono di certezza,
la pace e l’amore che porta nel cuore.
Mettiti in cammino con lui, Signore.
Resta sempre con lui e non abbandonarlo mai.
 Grazie Signore!cuore di Gesù

Amen..

FRAGILI di Fausto

Inserito il

rosa gocciolona.giffausto | 26 giugno 2017 alle 08:32 | Modifica
Il fascino etereo delle bolle di sapone…
Specchio evanescente della nostra natura, del nostro essere …
FRAGILI
di Fausto Corsetti
“Lo consideravo il mio migliore amico. Avevo bisogno e non si è fatto trovare. Mi aveva detto che saremmo stati di aiuto l’uno all’altro. E invece se n’è andato con la mia amica”.
“Avevo un lavoro che mi piaceva e mi gratificava. Mi hanno trasferito”.
“Mio figlio frequentava l’università e ogni esame era un trenta. Improvvisamente ha deciso di smettere”.
“Era la gioia della mia vita, lavoravo come un matto per costruire la vita insieme con lei. Si è messa con un uomo sposato”.
“Gli mancavano alcuni mesi per la pensione. Un tumore se l’è portato via in pochi giorni”.
Giornate perdute nel niente, ore affogate nella noia, interessi meschini e banali, affanni e lotte per cose senza domani…
La capacità di capire e accettare le situazioni che la vita ci presenta può essere veramente difficile, ed è in fondo un percorso che non termina mai. Siamo abituati a correre, ad inseguire gli obiettivi che ci siamo posti, e a non fare pause mentre siamo intenti a raggiungerli. C’è poco spazio per riflettere su ciò che accade, con il risultato che possiamo incontrare amarezza e tristezza.
Un’immagine che mi accompagna è quella della natura, in cui, a mio parere, in qualche modo possiamo veder riflessa la nostra esperienza, e davanti alla quale possiamo trovare un po’ di quella pace tanto cercata. Perciò nella gioia penso al sole, i bambini mi ricordano i fiori, e così via. Anche il dolore trova posto in questa corrispondenza: quando penso al dolore, penso al vento. Non si può sapere di preciso da dove provenga l’aria che ci colpisce, né sappiamo dove andrà a finire. Tutti, da bambini, ce lo siamo chiesto almeno una volta, così come di fronte al dolore ci poniamo tutti le stesse domande: chi ha voluto la morte di una persona cara? Dov’è adesso? Ha un senso la mia sofferenza?
Una cosa è certa: quando il vento è davvero forte, al punto da piegare o sradicare gli alberi delle nostre certezze e dei nostri progetti, non si può riprendere la vita del giorno precedente, si avverte che qualcosa è cambiato in profondità e spesso non sappiamo cosa sia meglio scegliere, perché il nostro cuore possa risollevarsi.
Non ci sono ricette, non c’è una prassi di sicuro effetto da seguire.
Credo che nella dimensione più profonda il dolore sia un mistero. Non condivido la posizione di chi pensa al male come ad una punizione, o come effetto di una casualità, o solo come prova da superare per una non meglio chiara felicità futura.
Solo due cose ci possono aiutare quando il nostro cammino è così in salita da farci pensare di non farcela: la speranza è la prima.
Sperare non è dire: “Chissà che domani succeda qualcosa, e che si possa dimenticare”… Non sarebbe possibile, né umano. Sperare è credere che il dolore, anche il più forte, abbia un senso, che magari non conosciamo, ma che c’è e ci aiuta a pensare che quanto accade non sia frutto del caso. Il dolore di chi cerca di avere questa consapevolezza non è meno intenso, le lacrime scorrono comunque sul viso; diversa è la fiducia che si pone nel domani, che ha un senso nonostante l’oggi.
La seconda è l’amore. Troppo spesso ci ricordiamo tardi della preziosità delle persone, di quanto siano importanti, e il rimpianto di quanto avremmo voluto fare ci appesantisce il cuore. Chi ama davvero sa guardare alle difficoltà senza perdere di vista la gioia vissuta, è grato per averla sperimentata, non cede alla tentazione di credere che tutto sia al capolinea.
Alle persone che soffrono non facciamo mancare la nostra presenza, ma non facciamoci prendere dalla voglia di usare troppe parole: se in noi saranno presenti speranza e amore, se ne accorgeranno; se rimarremo compagni di viaggio e non solo accompagnatori nel dolore, forse, in un momento che non sappiamo prevedere, la speranza rinascerà.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: