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Archivi del mese: novembre 2016

Il buffone del re

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IL BUFFONE E IL RE
Un re aveva al suo servizio un buffone di corte che gli riempiva le giornate di battute e scherzi. Un giorno, il re affidò al buffone il suo scettro dicendogli: «Tienilo tu, finché non troverai qualcuno più stupido di te: allora potrai regalarlo a lui». Qualche anno dopo, il re si ammalò gravemente. Sentendo avvicinarsi la morte, chiamò il buffone, a cui in fondo si era affezionato, e gli disse: «Parto per un lungo viaggio».
«Quando tornerai? Fra un mese?», «No», rispose il re, «non tornerò mai più». «E quali preparativi hai fatto per questa spedizione?», chiese il buffone. «Nessuno!» fu la triste risposta. «Tu parti per sempre», disse il buffone, «e non ti sei preparato per niente? To’, prendi lo scettro: ho trovato uno più stupido di me!».

Racconti di Bruno Ferrero

Preghiera

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A vederTi così, Gesù,
sanguinante, solo, abbandonato, deriso,
ci domandiamo:
«Ma quella gente che avevi così amato,
beneficato e illuminato,
quegli uomini, quelle donne non siamo forse anche noi, oggi?
Anche noi ci siamo nascosti per paura di essere coinvolti,
dimenticando di essere Tuoi seguaci».
Ma la cosa più grave, Gesù,
è che ho contribuito anch’io al tuo dolore.
Anche noi sposi e le nostre famiglie.
Anche noi abbiamo contribuito
a caricarTi di un peso inumano.
Ogni volta che non ci siamo amati,
quando ci siamo attribuiti la colpa l’uno all’altro,
quando non ci siamo perdonati,
quando non abbiamo ricominciato a volerci bene.
E noi invece
continuiamo a dare ascolto alla nostra superbia,
vogliamo sempre aver ragione, umiliamo chi ci sta vicino,
anche chi ha legato la propria vita alla nostra.
Non ricordiamo più che Tu stesso, Gesù, ci hai detto:
«Qualunque cosa avrete fatto a uno di questi piccoli
l’avete fatta a me». Hai detto proprio così: «A me».

dal Web

poesie

vento
Robert Frost,“La strada non presa

“Due strade divergevano in un bosco d’autunno
e spiacente di non poterle percorrere entrambe,
essendo uno solo, mi fermai a lungo
e guardai, per quanto possibile, in fondo alla prima,
verso dove svoltava, in mezzo agli arbusti.
Poi presi l’altra, anch’essa discreta,
forse con pretese migliori, perché era erbosa e meno segnata
sebbene in realtà le tracce fossero uguali in entrambe le strade.
Ed entrambe quella mattina erano ricoperte di foglie
che nessun passo aveva annerito.
Tenni la prima per un altro giorno,
anche se, sapendo che una strada porta verso un’altra strada,
dubitai di poter mai tornare indietro.
Racconterò questo con un sospiro
Tra anni e anni:
due strade divergevano in un bosco e io,
io presi la meno battuta.
Questo ha fatto la differenza.

Un amico è così

A te che piangi i tuoi morti, ascolta — tavolozza di vita

Preghiera/meditazione di Padre Giacomo Perico attribuita nel web a Sant’Agostino Tratta da “Resta con noi Signore!” San Paolo Edizioni, 2001 – Prefazione del Rev.mo Cardinale Carlo Maria Martini. Padre Perico ha avuto questa ispirazione ai piedi del letto di morte di suo papà. “A te che piangi i tuoi morti, ascolta” “Se mi ami non […]

A te che piangi i tuoi morti, ascolta”

“Se mi ami non piangere!
Se tu conoscessi il mistero immenso del cielo
dove ora vivo; se tu potessi vedere e sentire
quello che io vedo e sento
in questi orizzonti senza fine
e in questa luce che tutto investe e penetra,
tu non piangeresti se mi ami.
Qui si é ormai assorbiti
dall’incanto di Dio e dai riflessi
della sua sconfinata bellezza.
Le cose di un tempo,
quanto piccole e fuggevoli,al confronto!
Mi é rimasto
un profondo affetto per te;
una tenerezza che non ho mai conosciuto.
Ora l’amore che mi stringe
profondamente a te,
é gioia pura e senza tramonto.
Mentre io vivo
nella serena ed esaltante attesa,
tu pensami così!
Nelle tue battaglie,
nei tuoi momenti
di sconforto e di stanchezza,
pensa a questa meravigliosa casa,
dove non esiste la morte,
dove ci disseteremo insieme
nel trasporto più intenso,.
alla fonte inesauribile
dell’amore e della felicità.
Non piangere più
se veramente mi ami!”

via A te che piangi i tuoi morti, ascolta — tavolozza di vita

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