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Archivi del mese: luglio 2015

Fare la pace

 

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La pace implica il coinvolgimento di tutta la persona. la negazione di ciò che costituisce la vera natura dell’essere umano, nelle sue dimensioni essenziali, nella sua intrinseca capacità di conoscere il vero e il bene e in ultimo analisi, Dio stesso mette a repentaglio la costruzione della pace.
La pace non è un sogno, non è un utopia è possibile. Per fare la pace ci vuole coraggio, molto di più che per fare la guerra. Ci vuole coraggio per dire si all’incontro e no allo scontro, si al dialogo e no alla violenza; si al negoziato e no alle ostilità, si al rispetto dei patti e no alle provocazioni; si alla sincerità e no alla doppiezza. Per tutto questo ci vuole coraggio; grande forza d’animo. La storia ci insegna che le nostre forze non bastano. Per quanto sappiamo e crediamo che abbiamo bisogno dell’aiuto di Dio. Non rinunciamo alle nostre responsabilità, ma invochiamo Dio come atto di suprema responsabilità, di fronte alle nostre coscienze e di fronte ai nostri popoli.

da Buongiorno  sono Francesco

Giovani o vecchi

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Giovani o vecchi??

essere giovani non è questione d’età.
Non si diventa vecchi perché ci è piovuto addosso un certo
numero di anni, ma perché si sono abbandonati i propri ideali.
Gli anni solcano la pelle;
      Rinunciare al proprio ideale solca l’anima.
Giovane è colui che è capace di stupore e di meraviglia.
egli sfida gli avvenimenti e trova gioia nel gioco della vita.
            Voi siete giovani quanto lo è la vostra fede.
                    Siete vecchi come il vostro dubbio.
        Siete giovani come la vostra fiducia in voi stessi.
        Siete giovani com’è grande la vostra speranza.
         siete vecchi se cresce il vostro abbattimento.
Rimarrete giovani fin quando vi conserverete disponibili a
vibrare per ciò che è bello, buono e grande; di fronte 
ai messaggi della natura, dell’uomo, dell’infinito.

         (Douglas Mac’Arthur)

Dal giornalino della parrocchia di Codisotto  Luzzara

Sono stata taggata

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Il nuovo TAG.  “Vacanze da sogno” ideato da da Katebautycase

Sono stata nominata da Mi…. Semplicemente -https://mifo60.wordpress.com/e
E da Pietro, Fotogrammi e pentagrammi- https://pietropontrelli.wordpress.com/

Ringrazio tantissimo entrambi per avermi nominata. Raccomando tutti voi amici, di visitarli, sono bravissimi,due bellissimi blog molto interessanti, dove tra un caffè, e l’altro ci si sente rilassati come a casa propria.  

  • Si tratta di un TAG. molto semplice, perché bisogna elencare cinque località italiane o estere che si vorrebbe visitare ( sono esclusi i luoghi già visti dove si vorrebbe ritornare )
  • e poi, nominare  altre cinque blogger di tuo gradimento. Ringrazio anche Kate per averlo ideato.

Premetto che non ho molto viaggiato, mi mancano tante località italiane tra queste, Una è la Sicilia.

Questa è Taormina

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 E questi sono i suoi favolosi dolci tradizionali

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Mi piacerebbe visitare la costiera amalfitana

Non ci sono mai stata ne ho sempre sentito parlare

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Visiterei volentieri anche la puglia

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In Austria

Mi piacerebbe visitare la città di Sissi Vienna

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Ma la meta che mi affascina di più, è la Terra Santa.

Questo è per me un grande desiderio, spero di poterlo fare un giorno, questo

Viaggio. Calpestare il suolo dove ha vissuto Gesù per me sarebbe il massimo!

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Adesso le nomine:

 http://manutenzionepiscina.com/

http://isabellarosephotography.net/

http://sardefinocchietto.wordpress.com/2015/07/19/alici-marinate/

http://angelo712.wordpress.com/2015/07/19/buona-serata/comment-page-1/#comment-3631

http://giardinointeriore.wordpress.com/2015/07/17/un-bel-libro/#comments

Storie

girasoli

Un nuovo fiore

In un tempo lontano, in una bella distesa di grano, nacque un nuovo fiore. Era diverso da tutti gli altri, e le spighe, con il loro dolce ondeggiare cullate dal vento lo guardavano con diffidenza “un estraneo tra noi” dicevano “che sciagura, rovinerà lo splendido panorama che solo noi riusciamo a creare!”, a volte lo prendevano in giro, la spiga Gina diceva: “Ma guardati sei proprio strano, sei troppo giallo, sarai malato?”. E il fiore dal lungo stelo, si sentiva sempre più solo, sempre più triste, e mentre cresceva la sua testa si chinava in basso, per la vergogna di essere diverso.
Le spighe, vedendo che il nuovo arrivato non si difendeva neanche, presero ancora a elogiare le loro qualità una volta raccolte, facendo sentire il nostro fiore ancora più inutile. Dicevano in coro: “con il nostri frutti si fa la farina, con la farina si fanno i biscotti le torte e pure la pastasciutta di cui ogni creatura ne va ghiotta!” e la spighe gemelline gli dicevano: “e tu, dicci un po’, a cosa servi? Secondo noi proprio a niente!”
E lo strano fiore si chinava sempre più a guardar la terra! Ma un giorno passò di lì una donna con il suo bambino, e le spighe eccitate dai complimenti che sapevano avrebbero ricevuto, si sussurrarono l’un l’altra a bassa voce: “coprite il buffo fiore, di modo che non lo possano vedere!”. Ma il bambino curioso notò lo strano fiore tra le spighe di grano, fece avvicinare la sua mamma, e le chiese: “Mamma cos’è questa pianta, a che serve, perché è così china?”. La donna riuscì a vedere attraverso la sua solitudine e si commosse, versò una lacrima che finì proprio al centro del cuore del giovane fiore, che sentì per la prima volta un’emozione d’amore. “E’ un girasole, il più bel fiore”, disse la mamma, “è nato per caso tra le spighe di grano e non sentendosi accettato ha chinato il capo, forse non sa che i suoi tanti fratelli sono talmente belli e talmente fieri da avere il capo eretto per guardare in faccia il sole.
E poi, piccolo mio, immagina che questa distesa di grano sia un bel piatto di pastasciutta condita da un filo d’olio, il frutto del suo girasole”
Da allora il girasole alzò il capo per guardare il sole da mattina fino a sera, ma senza rancore per le sorelle spighe, che chiesero perdono per il male causato ma soprattutto capirono che un fiore non è peggiore solo perché diverso, che ogni creatura porta dentro di sé la propria bellezza e lo scopo della propria esistenza, e che invece di canzonarlo per tanto tempo avrebbero semplicemente potuto aiutarlo.

(dal Web)

Abbracciami Gesù

MI MANCHI

 

 

Mio Padre

Mi manchi

Mamma, ti manca tanto papà?”
“Che domanda sciocca tesoro, certo che mi manca.”
“Cosa ti manca di piú di lui?”
“I baci, la sua risata, le litigate”
“Le litigate?”
“Si, sopratutto le litigate.”
“E perché?”
“Perché vedi tesoro, quando ti manca una persona, ti mancano i suoi pregi e i suoi difetti. Tuo padre mi manca, nel vero senso della parola. Mancare. Non si poteva utilizzare un termine più adatto.”
“Spiegati meglio.”
“Hai presente la sensazione che provi quando perdi un autobus? Quando arrivi troppo tardi ad un appuntamento? Quando devi buttare il tuo vestito preferito? Quando litighi con una persona speciale?”
“Si.”
“Ecco, unisci questi sentimenti.”
“Tu provi questo?”
“Ogni giorno.”
“E come fai a sopravvivere, con questo vuoto dentro?”
“E’ facile, basta pensare che lui sia qui con me.”
“In che senso?”
“Ad esempio, quando la casa e’ troppo silenziosa, mi immagino la risata di tuo padre che rimbomba per le stanze. Mi siedo sul divano, osservo la poltrona dove si siedeva, e cerco di immaginarlo mentre guarda la televisione, o mentre leggeva un libro,oppure quand’era più giovane ascoltava la sua canzone preferita: ‘Volare’. Dovevi vederlo. Appena metteva su il disco, si alzava di scatto e si inginocchiava di fronte a me. ‘Vieni a volare con me?’ e i suoi occhi si illuminavano di gioia. Mi posava delicatamente la mano sui fianchi, avvicinava la sua bocca al mio orecchio e mi sussurrava: ‘sei la mia canzone preferita.’ 
Lo amavo, sempre. Anche quando mi urlava che voleva andare via da questa casa, anche quando mi faceva piangere. Il suo profumo di fumo mischiato al gelsomino; il suo carattere dolce e scorbutico; i suoi occhi marroncino che ti ricordavano l’autunno; non c’e’ una cosa che non mi manchi.”
“Anche a me manca molto.”
“Fai come me “
“Non ne sono capace.”
“Ma tesoro, è così semplice! Basta chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare; chiudi gli occhi.”
“Fatto.”
“Ora pensa a qualche suo ricordo bello.”
“Sì.”
“Apri gli occhi.”

“Lo vedi?”
“Lo vedo, ti sta tenendo la mano”!
 da internet (fonte non specificata)

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