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Archivi del giorno: 7 giugno 2015

La pozzanghera

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C’era una volta una piccola pozzanghera. Era felice di esistere e si divertiva maliziosamente quando schizzava qualcuno con l’aiuto di un’automobile. Aveva paura solo di una cosa: del sole. “E’ la morte delle pozzanghere”, pensava rabbrividendo.
Un poeta che camminava con la testa sognante finì dentro alla pozzanghera con tutti e due i piedi, ma invece di arrabbiarsi fece amicizia con lei.
“Buongiorno” disse, e la pozzanghera rispose: “Buongiorno!”.
“Come sei arrivata quaggiù?” chiese il poeta.
Invece di rispondere la pozzanghera raccolse tutte le sue forze e rispecchiò la volta celeste. Parlarono a lungo del Grande Padre, la pioggia, e del fatto che la pozzanghera aveva tanta paura del sole.
Il buon poeta volle farle passare quella paura. Le parlò dell’incredibile vastità del mare, del guizzare dei pesci e della gioia delle onde. Le raccontò anche che il mare era la patria e la madre di tutte le pozzanghere del mondo e che la vita della terra e del mare era dovuta al sole. Anche la vita delle pozzanghere.
La sera abbracciò il poeta e la pozzanghera ancora assorti nel loro muto dialogo. Alcuni giorni dopo, il poeta tornò dalla sua umida amica. La trovò che danzava nell’aria alla calda luce del sole.
La pozzanghera spiegò: “Grazie a te ho capito. Quando il sole mi ha avvolto con la sua tenerezza, non ho più avuto paura. Mi sono lasciata prendere e ora parto sulle rotte delle oche selvatiche che mi indicano la via verso il mare. Arrivederci e non mi dimenticare”.

Il pezzo di carbone

Caminetto

Un pezzo di carbone si sentiva sporco, brutto e inutile. Decise di diventare bianco e levigato. Provò diversi prodotti chimici e varie operazioni chirurgiche. Niente da fare. “C’è soltanto il fuoco”, gli dissero.
Il pezzo di carbone si buttò nel fuoco. Divenne una creatura luminosa, splendente, calda, irradiante, magnifica. “Ti stai consumando”, gli dissero.
“Ma dono luce e calore”, rispose il pezzo di carbone, finalmente felice.
Lasciati prendere dal sole e dal fuoco dello Spirito. Splenderai come un astro del cielo sulle rotte dell’infinito.

Dio non vorrà …

Ringrazio Rosa Andronaco, di aver pubblicato questo articolo,
mi piace molto e lo condivido volentieri con voi tutti.

❀ Rоѕa ❀

Dio non vorrà sapere che genere di automobili hai avuto: ti chiederà se hai accompagnato dei bisognosi.

Dio non vorrà sapere il numero di metri quadri della tua casa: ti chiederà quante persone vi hai accolto.

Dio non vorrà sapere che tipi di abiti hai indossato: ti chiederà se hai contribuito a vestire esseri umani.

Dio non vorrà sapere quanto lunghi e belli siano stati i tuoi viaggi: ti chiederà se ti sei fermato per donare una carezza a chi era ai bordi della tua strada.

Dio non vorrà sapere quanto fosse alto il tuo stipendio: ti chiederà se per ottenerlo hai distolto attenzione e premura a chi ti vuole bene.

Dio non vorrà sapere il tuo titolo di studio: ti chiederà se hai svolto il tuo lavoro al meglio delle tue capacità.

Dio non vorrà sapere quanti amici hai avuto: ti chiederà se ti sei dimostrato un vero amico.

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