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Archivi del mese: aprile 2015

Il Cerchio della Gioia

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Un giorno, non molto tempo fa, un contadino si presentò alla porta di un convento e bussò energicamente. Quando il frate portinaio aprì la porta di quercia, il contadino gli mostrò, sorridendo, un magnifico grappolo d’uva.
“Frate Portinaio”, disse il contadino, “sai a chi voglio regalare questo grappolo d’uva che è il più bello della mia vigna?”.
“Forse all’abate o a qualche padre del convento”.
“No, a te!”.
“A me?”. Il frate portinaio arrossì tutto per la gioia. “Lo vuoi dare proprio a me?”.
“Certo, perchè mi hai sempre trattato con amicizia e mi hai aiutato quando te lo chiedevo. Voglio che questo grappolo d’uva ti dia un po’ di gioia”. La gioia semplice e schietta che vedeva sul volto del frate portinaio illuminava anche lui.
Il frate portinaio mise il grappolo d’uva bene in vista e lo rimirò per tutta la mattina. Era veramente un grappolo stupendo. Ad un certo punto gli venne un’idea: “Perchè non porto questo grappolo all’abate per dare un po’ di gioia anche a lui?”.
Prese il grappolo e lo portò all’abate.
L’abate ne fu sinceramente felice. Ma si ricordò che c’era nel convento un vecchio frate ammalato e pensò: “Porterò a lui il grappolo, così si solleverà un poco”. Così il grappolo d’uva emigrò di nuovo. Ma non rimase a lungo nella cella del frate ammalato. Costui pensò, infatti che il grappolo avrebbe fatto la gioia del frate cuoco, che passava le giornate a sudare sui fornelli, e glielo mandò. Ma il frate cuoco lo diede al frate sacrestano (per dare un po’ di gioia anche a lui), questi lo portò al frate più giovane del convento, che lo portò ad un altro, che pensò bene di darlo ad un altro. Finchè, di frate in frate, il grappolo d’uva tornò al frate portinaio (per portargli un po’ di gioia).
Così fu chiuso il cerchio. Un cerchio di gioia.

Non aspettare che inizi qualche altro. Tocca ate, oggi, cominciare un cerchio di gioia. Spesso basta una scintilla piccola piccola per far esplodere una carica enorme. Basta una scintilla di bontà e il mondo comincerà a cambiare.
L’amore è l’unico tesoro che si moltiplica per divisione: è l’unico dono che aumenta quanto più ne sottrai. E’ l’unica impresa nella quale più si spende, più si guadagna; regalalo, buttalo via, spargilo ai quattro venti, vuotati le tasche, scuoti il cesto, capovolgi il bicchiere e domani ne avrai più di prima.

 Autore: Bruno Ferrero – Libro: Quaranta Storie nel Deserto

Da schifo

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Da schifo,questo è come mi sento oggi…. Anche se devo dire che oggi mi sento un po’ meglio…
Ho avuto una gastrointerite, caspiterina! Non sono stata mai tanto male, E ancora oggi, dopo ben otto giorni di influenza, mi sento con tutta le ossa rotte… E’ come se un camion mi fosse passato sopra!
Ecco perchè è un po’ che non mi faccio sentire amici, spero non vi siate dimenticati di me e che siate tutti in ottima forma!! Eccomi qui, portate pazienza che mi devo ancora riprendermi del tutto!
Un grande saluto!
Pinuccia

Il mio soggiorno in basilicata

Voglio rendervi partecipi del mio soggiorno in Basilicata nella settimana Santa
Vi allego una slide fotografica

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I Pani che vedete sul tavolo nella foto, sono  stati spezzettati tutti e condivisi, con tutti i partecipanti alla funzione religiosa, è stato molto bello!
auriello
Germogli di grano 

Si tratta di un dono ed un simbolo povero ed umile offerto dal sentimento religioso popolare sul sepolcro di Cristo. Ha un chiaro significato augurale: germogli di frumento, lenticchie ed altri legumi fatti crescere in casa, in un luogo buio (la morte), dentro un piatto con il fondo coperto di cotone o canapa grezza, la cui maturazione è fatta coincidere con il periodo della Settimana Santa (la Resurrezione)

Allego due ricette di un pane pasquale,  e falaguni  con erbette tipiche della basilicata

Cuzzupa
Per preparare la ricetta Pasquale delle Cuzzule della basilicata, dovrete procurarvi i seguenti ingredienti:
– 600 gr di farina bianca
– 15 gr di lievito di birra
– 100 gr di strutto
– 1 bicchierino di anice
– 1 limone
– 14 uova
Ora vi spiegherò dettagliatamente il procedimento per la corretta preparazione del  pane di Pasqua. Per iniziare dovrete realizzare un impasto con poca farina ed il lievito di birra disciolto in poca acqua calda, riporlo in un recipiente, coprirlo con un canovaccio umido e metterlo nel posto più caldo della vostra casa per farlo lievitare. Quando l’impasto sarà raddoppiato di volume, potrete continuare con la vostra ricetta. Disponete sul piano d’appoggio la farina a fontana ed incorporate l’impasto lievitato, 4 uova, l’anice, lo zucchero, un pizzico di sale e lo strutto ammorbidito ed iniziare ad impastare molto energicamente finchè non otterrete un panetto sodo, compatto, ma elastico. Ora dovrete scegliere la forma da dare alle vostre Cuzzule, potrete farle a forma di ciambella oppure dei panetti lunghi almeno 10 cm, ma in entrambi i casi dovrete avere lo spazio per incastrare in ogni Cuzzula un uovo crudo intero, completo di guscio. A questo punto dovrete posizionare le vostre Cuzzule in una teglia infarinata e farle lievitare per almeno un paio d’ore. Trascorso il tempo necessario non vi resta che infornare la teglia a 220 gradi per circa 2 ore ed il vostro Pane pasquale tipico Lucano sarà pronto.
DSC_2758pFalaguni  con erbette o bietole
INGREDIENTI per circa 10 falagoni:
impasto
500 gr di farina 00
2 uova
80 gr di strutto (sostituibili con altrettanti grammi di burro o di olio)
100 ml di acqua
1 pizzico di sale
1 uovo + un goccio di latte per spennellare
ripieno
400 gr di bietola
1 peperoncino fresco
olio evo qb
sale qb
1 spicchio di aglio

PROCEDIMENTO:
disporre la farina a fontana
porre al centro le uova, il sale e lo strutto ammorbidito
lavorare delicatamente con una forchetta in modo da mantenere intatti i bordi della fontana di farina
incorporare gradualmente anche l’acqua continuando ad amalgamare
impastare energicamente gli ingredienti fino ad ottenere un composto elastico
avvolgerlo con della pellicola da cucina e lasciarlo riposare
lavare e pulire la bietola eliminando dalle foglie le code più esterne e dure
asciugarla e tagliarla a listarelle
riporla in una ciotola e condirla con olio, sale e lo spicchio d’aglio schiacciato sotto il palmo della mano
mescolare e lasciare insaporire: in questa fase la verdura ridurrà notevolmente il suo volume e rilascerà dell’acqua
scolare la bietola e tenerla da parte
riprendere l’impasto
stederlo con un matterello fino ad avere una sfoglia spessa 2/3 mm
tagliare dei grossi cerchi (io li ricavo impiegando una ciotola con diametro 15 – 20 cm)
bucarne la superficie con una forchetta
distribuire alcuni cucchiai di verdura sulla metà di ogni cerchio facendo attenzione ad eliminare lo spicchio di aglio
tagliare a fettine sottili il peperoncino e sistemarne alcune parti sulla bietola in ogni falagone
ripassare con un filo di olio
ripiegare ogni cerchio a mezzaluna e sigillarne i bordi pizzicandoli verso l’interno
spennellare ogni calzone con l’uovo sbattuto insieme ad un goccio di latte
punzecchiare delicatamente la superficie di ogni falagone
infornare in forno statico preriscaldato a 180° per 15/20 minuti controllando la doratura
sfornare e coprire con un canovaccio: ogni calzone si sarà gonfiato durante la cottura e dovrà sgonfiarsi prima di esserte consumato.

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