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Archivi del mese: dicembre 2014

Preghiera

Mi hanno spedito tramite sms, in occasione delle feste natalizie questa preghiera, mi è tanto piaciuta, così mi è venuta l’idea di farci questo video
e di condividerlo con voi. Spero di farvi cosa gradita, intanto vi auguro un buon pomeriggio. 

 

Riflessioni

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  Il Natale: la pazienza e la tenerezza di Dio

L’origine delle tenebre che avvolgono il mondo si perde nella notte dei tempi. Così, il corso dei secoli è stato segnato da violenze, guerre, odio, sopraffazione. Ma Dio, che aveva riposto le proprie attese nell’uomo fatto a sua immagine e somiglianza, aspettava. Egli ha atteso talmente a lungo che forse ad un certo punto avrebbe dovuto rinunciare. Invece non poteva rinunciare, non poteva rinnegare sé stesso.  Perciò ha continuato ad aspettare con pazienza di fronte alla corruzione di uomini e popoli. La pazienza di Dio. Quanto è difficile capire questo: la pazienza di Dio verso di noi! la luce che squarcia il buio ci rivela che Dio è Padre e che la sua paziente fedeltà è più forte delle tenebre e della corruzione. Nel Natale Dio ha assunto la nostra fragilità, la nostra sofferenza, le nostre angosce, i nostri desideri e i nostri limiti. Il messaggio che tutti aspettavano, quello che tutti cercavano nel profondo della propria anima, non era altro che la tenerezza di Dio: Dio che ci guarda con occhi colmi di affetto, che accetta la nostra miseria, Dio innamorato della nostra piccolezza. In questa santa notte, mentre contempliamo il Bambino Gesù appena nato e deposto in una mangiatoia, siamo invitati a riflettere. Come accogliamo la tenerezza di Dio? Mi lascio raggiungere da Lui, mi lascio abbracciare, oppure gli impedisco di avvicinarsi?la cosa più importante non è cercarlo, bensì lasciare che sia Lui a cercarmi, a trovarmi e ad accarezzarmi con amorevolezza. Questa è la domanda che il Bambino ci pone con la sua sola presenza: permetto a Dio di volermi bene? quanto bisogno di tenerezza ha oggi il mondo!La risposta del cristiano non può essere diversa da quella che Dio da alla nostra piccolezza. La vita va affrontata con bontà, con mansuetudine. Quando ci rendiamo conto che Dio è innamorato della nostra piccolezza, che Egli stesso si fa piccolo per incontrarci meglio, non possiamo non aprirgli il nostro cuore.
Papa Francesco

Il sacchetto di biscotti

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Il pacchetto dei biscotti  
Una ragazza stava aspettando il suo volo in una sala d’attesa di un grande aeroporto. Siccome avrebbe dovuto aspettare per molto tempo, decise di comprare un libro per ammazzare il tempo. Comprò anche un pacchetto di biscotti. Si sedette nella sala VIP per stare più tranquilla.
Accanto a lei c’era la sedia con i biscotti e dall’altro lato un signore che stava leggendo il giornale. Quando lei cominciò a prendere il primo biscotto, anche l’uomo ne prese uno; lei si sentì indignata ma non disse nulla e continuò a leggere il suo libro. Tra sé pensò: “Ma tu guarda, se solo avessi un po’ più di coraggio gli avrei già dato un pugno…”.
Così ogni volta che lei prendeva un biscotto, l’uomo accanto a lei, senza fare un minimo cenno ne prendeva uno anche lui. Continuarono fino a che non rimase solo un biscotto e la donna pensò: “Ah, adesso voglio proprio vedere cosa mi dice quando saranno finiti tutti!”.
L’uomo prese l’ultimo biscotto e lo divise a metà! “Ah!, questo è troppo”; pensò e cominciò a sbuffare indignata, si prese le sue cose, il libro, la sua borsa e si incamminò verso l’uscita della sala d’attesa.
Quando si sentì un po’ meglio e la rabbia era passata, si sedette in una sedia lungo il corridoio per non attirare troppo l’attenzione ed evitare altri dispiaceri.
Chiuse il libro e aprì la borsa per infilarlo dentro quando nell’aprire la borsa vide che il pacchetto di biscotti era ancora tutto intero nel suo interno.
Sentì tanta vergogna e capì solo allora che il pacchetto di biscotti uguale al suo era di quel uomo seduto accanto a lei che però aveva diviso i suoi biscotti con lei senza sentirsi indignato, nervoso o superiore, al contrario di lei che aveva sbuffato e addirittura si sentiva ferita nell’orgoglio.
Quante volte nella nostra vita mangeremo o avremo mangiato i biscotti di un altro senza saperlo? Prima di arrivare ad una conclusione affrettata e prima di pensare male delle persone, guarda attentamente le cose, molto spesso non sono come sembrano!

Dal web.

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Pensiero del giorno

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“Colui che ha una grande ricchezza in sé stesso è come una stanza pronta per la festa di Natale, luminosa, calda e gaia in mezzo alla neve e al ghiaccio della notte di dicembre.” (Arthur Schopenhauer)

La neve della mia infanzia

nevicata-2014LA NEVE DELLA MIA INFANZIA
di Franca Cioni

Ogni inverno attesi il suo ritorno
per rivederla fioccare soffice,
leggera, mentre la terra
si lasciava addormentare
sotto la coltre
del suo bianco candore
ed ogni volta
si rinnovava in me stupore.
Gioivo pur nel rivederla
accompagnata dalla tramontana,
anche se le mie mani,
ancor più esposte al gelo,
si arrossavano doloranti,
quando la tormenta fischiava
fra le tegole del tetto
e lei, spinta dal vento,
s’introduceva dalle sconnesse fessure
nella vecchia dimora,
dove sui vetri il freddo gelo
ricamava fioritura.
D’attesa furono quelle notti,
rannicchiata sotto le coltri,
sperando, dopo il mio sonno,
il gioir per il suo magico ritorno
col qual poter fantasticare
che nell’oscurità avesse dipinto,
solo per me,tutto di bianco.
Oggi, nella mia stanza al caldo,
ancor vorrei esultar
per quel magico ritorno,
ma gli anni, andandosene,
l’han portato con sé.

Peschiera del Garda

Domenica scorsa dopo pranzo, ho fatto un giro a Peschiera del Garda allego una slide-show
Di foto per farvi ammirare la bellezza del posto. 

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La fotografia del presepe nelle acque del lago di Peschiera del Garda
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Il Presepe del Lago di Peschiera del Garda, in provincia di Verona è un presepe diverso da tutti gli altri e anima il periodo natalizio in modo davvero suggestivo e, soprattutto, originale, offrendo ai visitatori un’interpretazione alternativa dell’idea di “presepe”. Continuo ad incantarmi di fronte ad alcuni presepi tradizionali, esempi inconfondibili del talento artigiano made in Italy, eppure questo presepe è riuscito a colpirmi. Forse il merito è anche della location: come non fermarsi lungo il lago di Garda e approfittarne per ammirarne il presepe, anche solo per pochi minuti.
Sporgersi dal Ponte San Giovanni e guardare giù, con gli occhi rivolti verso il presepe subacqueo è un’esperienza davvero appagante che trasmette grande serenità e un senso autentico di pace interiore. Vi consiglio se vi trovate nei paraggi di andarlo a visitare è veramente bello.Per apprezzarlo in tutto il suo fascino, vi consiglio di aspettare l’arrivo del buio, che farà risaltare la luce delle figure e le renderà ancora più magnetiche.

La leggenda dell’abete di Natale

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In un remoto villaggio di campagna, la Vigilia di Natale, un ragazzino si recò nel bosco alla ricerca di un ceppo di quercia da bruciare nel camino, come voleva la tradizione, nella notte Santa. Si attardò più del previsto e, sopraggiunta l’oscurità, non seppe ritrovare la strada per tornare a casa. Per giunta incominciò a cadere una fitta neve. Il ragazzo si sentì assalire dall’angoscia e pensò a come, nei mesi precedenti, aveva atteso quel Natale, che forse non avrebbe potuto festeggiare. Nel bosco, ormai spoglio di foglie, vide un albero ancora verdeggiante e si riparò dalla neve sotto di esso: era un abete. Sopraggiunta una grande stanchezza, il piccolo si addormentò raggomitolandosi ai piedi del tronco; l’albero, intenerito, abbassò i suoi rami fino a far loro toccare il suolo in modo da formare come una capanna che proteggesse dalla neve e dal freddo il bambino. La mattina si svegliò, sentì in lontananza le voci degli abitanti del villaggio che si erano messi alla sua ricerca e, uscito dal suo ricovero, poté con grande gioia riabbracciare i suoi compaesani. Solo allora tutti si accorsero del meraviglioso spettacolo che si presentava davanti ai loro occhi: la neve caduta nella notte, posandosi sui rami frondosi, che la piana aveva piegato fino a terra, aveva formato dei festoni, delle decorazioni e dei cristalli che, alla luce del sole che stava sorgendo, sembravano luci sfavillanti, di uno splendore incomparabile.
In ricordo di quel fatto, l’abete venne adottato come simbolo del Natale e, da allora, in tutte le case, viene addobbato ed illuminato, quasi per riprodurre lo spettacolo che gli abitanti del piccolo villaggio videro in quel lontano giorno.

Stringici a te, forte forte

Immacolata

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Stringici a te, forte forte

Ave Maria benedetta tu fra le donne e benedette le creature che nel tuo cuore riposano con la soavità del loro candore. Cuore dolcissimo di Maria, noi creature povere e timorose, come bambini corriamo a te, sola nostra speranza e certezza,per arrivare a Gesù. Abbiamo un infinito desiderio di amore, di bellezza, di gioia e di pace. Siamo tanto stanchi di questo mondo che da ogni parte, con la sua cattiveria, ci assale e ci turba. Maria, ci rifugiamo nel tuo cuore, dove arde il divino amore; così, uniti a te nessuno potrà farci del male né strapparci dal tuo abbraccio protettore. In te la vita, l’amore totale unificante, il gaudio del cuore e della mente, la serenità dello spirito e l’espandersi gioioso di tutto il nostro essere, Stringici
A te, forte forte: non ti lasceremo mai. E il paradiso! amen

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Vergine della notte

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Santa Maria, Vergine della notte.

Santa Maria, Vergine della notte,
noi t’imploriamo di starci vicino
quando incombe il dolore,
irrompe la prova,
sibila il vento della disperazione,
e sovrastano sulla nostra esistenza
il cielo nero degli affanni,
o il freddo delle delusioni
o l’ala severa della morte.

Liberaci dai brividi delle tenebre.

Nell’ora del nostro calvario,
Tu, che hai sperimentato l’eclissi del sole,
stendi il tuo manto su di noi,
sicché, fasciati dal tuo respiro,
ci sia più sopportabile
la lunga attesa della libertà.

Alleggerisci con carezze di Madre
la sofferenza dei malati.

Riempi di presenze amiche e discrete
il tempo amaro di chi è solo.
Spegni i focolai di nostalgia
nel cuore dei naviganti,
e offri loro la spalla,
perché vi poggino il capo.

Preserva da ogni male i nostri cari
che faticano in terre lontane e conforta,
col baleno struggente degli occhi,
chi ha perso la fiducia nella vita.

Ripeti ancora oggi
la canzone del Magnificat,
e annuncia straripamenti di giustizia
a tutti gli oppressi della terra.

Non ci lasciare soli nella notte
a salmodiare le nostre paure.
Anzi, se nei momenti dell’oscurità
ti metterai vicino a noi
e ci sussurrerai che anche Tu,
Vergine dell’Avvento,
stai aspettando la luce,
le sorgenti del pianto
si disseccheranno sul nostro volto.

E sveglieremo insieme l’aurora.

Così sia.
Don Tonino Bello

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