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Archivi del mese: giugno 2013

La porta stretta

la porta

“Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che mena alla perdizione, e molti son quelli che entrano per essa. Stretta invece è la porta ed angusta la via che mena alla vita, e pochi son quelli che la trovano” (Matteo 7:13-14).

Mantova

I miei rustici per il rinfresco in giardino

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ALDO FABRIZI – La dieta

Doppo che ho rinnegato Pasta e pane,
so’ dieci giorni che nun calo, eppure
resisto, soffro e seguito le cure…
me pare un anno e so’ du’ settimane.

Nemmanco dormo più, le notti sane,
pe’ damme er conciabbocca a le torture,
le passo a immaginà le svojature
co’ la lingua de fòra come un cane.

Ma vale poi la pena de soffrì
lontano da ‘na tavola e ‘na sedia
pensanno che se deve da morì?

Nun è pe’ fà er fanatico romano;
però de fronte a ‘sto campà d’inedia,
mejo morì co’ la forchetta in mano!

Alla luna

Francesco al chiaro di luna
Alla luna

O graziosa luna, io mi rammento
che, or volge l’anno, sovra questo colle
io venia pien d’angoscia a rimirarti:
e tu pendevi allor su quella selva
siccome or fai, che tutta la rischiari.
Ma nebuloso e tremulo dal pianto
che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci
il tuo volto apparia, che travagliosa
era mia vita: ed è, nè cangia stile
o mia diletta luna. E pur mi giova
la ricordanza, e il noverar l’etate
del mio dolore. Oh come grato occorre
nel tempo giovanil, quando ancor lungo
la speme e breve ha la memoria il corso
il rimembrar delle passate cose,
ancor che triste, e che l’affanno duri!

Di Giacomo Leopardi

Rondini

Rondini

LA BUONA NOTTE DELLE RONDINI
di Angiolo Silvio Novaro (1866-1938)

Quando muore il dì perduto
dietro qualche oscura vetta,
quando il buio occupa muto
ogni vuota erbosa via,
una strana frenesia
tra le rondini scoppietta.

Come bimbi sopra l’aia
giocan elle con giulive
grida intorno alla grondaia,
e poi su nel cielo rosa
vanno, vanno senza posa
dove Iddio soletto vive.

Gaie arrivano in presenza
del buon Dio che tutte accoglie;
una bella riverenza
fa ciascuna, e poi dice:
– Sia la notte tua felice! – 

Scioglie il volo, e giù si china
con un poco di tremore
per la lieve aria turchina;
e ritrova le sue orme,
trova il nido, e ci si addorme
col capino sopra il cuore.

SS. Corpo e Sangue di Cristo

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Oggi 2 giugno festa del Corpus Domini, celebrazione solenne piena di fede, di amore riconoscente, perché con l’Eucarestia Cristo ha voluto farci un regalo, donandoci il Suo corpo e il suo sangue, come cibo per la salvezza della nostra anima ricordandoci ogni volta il Suo sacrificio per noi. “Io sono il pane vivo disceso dal cielo, dice il Signore chi mangia di questo pane vivrà in eterno“
E’ passato un anno dal terremoto, per la nostra comunità è un occasione per ringraziare il Signore per averci evitato il peggio, per le nostre case, per la nostra chiesa e per le
nostre aziende. E’ anche un occasione per augurare che nella nostra e nelle altre comunità possano arrivare gli aiuti che permettano di riparare in modo definitivo ai danni subiti. Pubblico in questa occasione una poesia di Alfio Pasotti.
( Da Notiziario Parrocchia di Codisotto Luzzara )

Di Alfio Pasotti

Il mio campanile a un anno dal sisma
maggio 2012 maggio 2013

Soffre ancora il campanile colpito,
Col cuore addolorato, fortemente ferito:
Tacciono le campane con la loro armonia,
E nei cuori vive una sentita malinconia.

L’accordo dei suoi squillanti tocchi
li senti fiacchi, tenui e stanchi:
E’ il suono di una tromba,
Che nel triste cuore rimbomba.

Sembrano venire da lontano
Quei suoni… piano… piano,
Mentre guardo la cima sconsolata,
Con la cella campanara ancora imbragata.

Questa è la vetta della mia chiesa,
Che pur malata e offesa guarda lontano
Solitaria come un faro arcano,
Che osserva e pensa non alla resa.

Quanti segreti, sospiri, gioie e dolori,
Custodisce in sé come tanti tesori:
E’ la vita di un intera comunità,
Che in lei si riflette con intensità.

Ne ha visti di tutti i colori
Nel suo lungo percorso senza allori:
Guerre, drammi, tragedie, fulmini e tempeste,
E diciamo pure il morbo della peste.

Lei è ancora viva benché molto ferita,
che ci indica il cammino della vita,
Guardando verso l’Alto Infinito,
Dove tutto si compie con un Sacro Rito.

Sulla cuspide svetta la Croce
con l’angioletto che indica il vento;
La vita è un triste e felice momento,
Che in breve passa, lento e sottovoce.

Un anno è passato
Tutto è fermo e pacato,
Il campanile tace offeso,
Dai fedeli amato e compreso.

Sempre amo la mia Chiesa
E il campanile sua difesa;
In questi due concreti valori
Sento, adoro, e prego il Dio degli amori.

Lago di Garda-Lazise

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L’ago di Garda  

C’era una volta un lago, e uno scolaro
un po’ somaro, un po’ mago,
con un piccolo apostrofo
lo trasformò in un ago.
“Oh, guarda, guarda –
la gente diceva
– l’ago di Garda!”
“Un ago importante:
è segnato perfino sull’atlante”.
“Dicono che è pescoso.
Il fatto è misterioso:
dove staranno i pesci, nella cruna?”
“E dove si specchierà la luna?”
“Sulla punta si pungerà,
si farà male…”
“Ho letto che ci naviga un battello”.
“Sarà piuttosto un ditale”.
Da tante critiche punto sul vivo
mago distratto cancellò l’errore,
ma lo fece con tanta furia
che per colmo d’ingiuria,
si rovesciò l’inchiostro
formando un lago nero e senza apostrofo.

Autore Gianni Rodari

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